Juventus-Bologna: ecco cos’è successo all’81’ tra Medel e l’arbitro

Non si può dire che la partita sia tutta lì, al minuto 36 della ripresa e nei frangenti successivi che hanno portato alla espulsione di Soumaoro e Medel, costringendo il Bologna ha chiudere addirittura in nove. Perché dicendolo si farebbe un grave torto alla squadra di Mihajlovic. Ma lì sicuramente la serata è girata.

Mentre l’arbitro Sacchi veniva chiamato a rivedere l’azione chiave, quel fallo di Soumaoro ai danni di uno scatenato Morata, che aveva pochi secondi prima eluso un’entrataccia di Medel, saltandolo, Vlahovic era già sul dischetto. E la folla dello Stadium pregustava il pareggio, fiutando la rimonta. Perché il tifoso bianconero, contrariamente a quello rossoblù, pensa sempre positivo.

Soltanto Medel potrà dirci, se lo vorrà, se quando ha perso la testa è perché oltre al rosso appena sventolato a Soumaoro era convinto che Sacchi decretasse il penalty della Juve. Non sempre i giocatori conoscono nel dettaglio i regolamenti, che oltretutto cambiano spesso. E in più son stati quelli, in effetti, momenti assai caotici, in diretta Luca Marelli, ex arbitro, voce esperta di Dazn, dallo studio s’è sbilanciato: Fallo evidente, rigore netto”, ha detto subito.

Bonucci dirà a fine gara: “Dal campo sembrava rigore”. Dal vivo, ed anche dai primi replay, era difficile capire che l’interventi falloso di Soumaoro fosse iniziato fuori area. Poi Sacchi, rivisto tutto, ha deciso: fallo fuori dai sedici metri, per cui espulsione al francese per chiara occasione da gol e calcio di punizione dal limite. Qualche minuto dopo Marelli s’è corretto, riposizionandosi: ” Se il fallo è fuori area come pare, la decisione allora è corretta”.

Quando l’arbitro l’ha presa, Medel è letteralmente impazzito. Ha urlato all’arbitro come se fosse in taverna ai prodromi di una scazzottata e quando ha incassato il giallo l’ha mandato beatamente a quel paese, andandogli contro. Una volta successe lo stesso fra Cassano e Capello, ai tempi della Roma. Capello fece finta di non vedere e di non sentire. Ma non era l’arbitro, semplicemente Cassano era un suo giocatore. Anche Sacchi, va detto, avrebbe potuto soprassedere, capendo la delicatezza del momento.

Questione, forse, di sensibilità. Sta di fatto che ha sventolato il cartellino in faccia al cileno pur cercando di calmarlo ( gli ha urlato più volte ” non è rigore” ma Medel non si placava) e il Bologna, avanti 1-0 con pieno merito, ha dovuto giocare i successivi undici minuti in nove.
“Considerata l’adrenalina di quel momento – ha detto con i consueti toni francescani De Leo – si poteva sorvolare, Medel poi a noi ha giurato di non aver offeso Sacchi ” . I timori di una maxi squalifica sono evidenti.

È un episodio che i tifosi ricorderanno a lungo, basti dire che Patrick Zaki, che come sappiamo bene è uno di questi ma certo ha problemi più gravi anche dopo la scarcerazione dello scorso 8 dicembre, ha twittato: “Due cartellini rossi – ha scritto lo studente egiziano dell’Alma Mater – , stanno ancora pagando. Forza Bologna”. S’interpreta, naturalmente.

Ma il riferimento alla Juve e alla classe arbitrale appare evidente e volendo, se può servire a sbollire gli animi, si può ragionare una volta di più su quanto il calcio unisca, sulla sua dimensione popolare e globale. Rispetto a tante altre volte, amare, amarissime, fastidiose, stavolta non s’è perso. E non è poco.

Juventus-Bologna: ecco cos’è successo all'81' tra Medel e l'arbitroFonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
29 giorni fa

é successo che non potendo regalare alla squadra ruba rigori l’ennesimo rigorello farlocco PERCHÉ IL FALLO ERA CHIARAMENTE FUORI AREA, l’arbitro ha cercato un altro modo per avvantaggiare la squadra condannata per doping, trovando una scusa per far giocare gli avversari in 9.