Juventus-Benfica 1-2: non basta Milik, bianconeri già quasi fuori

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TORINO – La Juventus non aveva mai perso le prime due partite di Champions. C’è chi si è qualificato persino dopo averne lasciate tre (Newcastle e Atalanta), ma non erano squadre senza né capo né coda come questa. È finita con i giocatori a testa bassa a prendere insulti sotto la curva e Allegri mandato coralmente a quel paese da mezzo stadio, che aveva perso la pazienza col cambio Milik-Fagioli (persino Di Maria a fine gara sembra chiedere al polacco qualcosa sulla sostituzione).

<<La cronaca della gara>>

Ma la Juve non meritava tanto accanimento, perché c’è un verdetto più pesante del risultato: il Benfica è più forte, lo è nella tecnica, nella forza, nell’organizzazione, nella velocità e nella malizia. Lo si sapeva già prima. I bianconeri hanno giocato questa partita da sfavoriti e l’hanno persa da inferiori.

La Juventus è stata una squadra di dimensione e mentalità internazionale per 20′, sulla scorta di ciò che in questo scorcio di stagione le sta venendo: il gol precoce su qualche piazzato, nello specifico un colpo di testa di Milik su punizione di Paredes. Per quasi mezzo tempo ha fatto ciò che ci si aspetta da una formazione di questo rango: giocare coraggiosa e svelta e dosare benissimo il pressing, non troppo alto per non rischiare di farsi colpire alle spalle né troppo basso da il palleggio stretto di giocatori dotatissimi. Così per quei 20′ la Juve ha tenuto in scacco il Benfica imbavagliandolo a centrocampo, ma è durata poco.

Neanche il tempo di abituarsi a qualcosa di diverso che i bianconeri si sono rifugiati in una partita di resistenza, a cui dare respiro soltanto con lanci lunghi sempre più a casaccio. Il Benfica ha preso campo e fiducia, ha cominciato a seminare pericoli (Ramos s’è mangiato un gol di testa, Rafa Silva ha centrato il palo) e aria di pareggio, puntualmente arrivato: colpa di un pestone ingenuo di Miretti a Ramos, diventato un rigore al Var, trasformato dall’ex interista João Mario e festeggiato portandosi le mani all’orecchio sotto la curva sud. Bailamme.

La Juve era già in difficoltà, è andata in tilt e non è riuscita a far altro che rinchiudersi a difesa dello svantaggio, anche se la ripresa s’era aperta con una grande parata di Vlachodimos su un sinistro di Milik e anche se al terzo cambio di modulo (dal 3-5-2 al 4-4-2 al 4-3-3) Kean ha colpito un palo con un mezzo cross sbagliato e nel finale c’è stato almeno un sussulto d’orgoglio, però con poco Di Maria e un gol sbagliato da Bremer nell’area piccola. Ma nel mezzo il Benfica ha imperversato, incagliandosi su Perin e Bonucci ma specialmente sul gigioneggiare di una squadra che si sentiva troppo superiore per esser anche feroce, però nell’imperversare di Rafa Silva e Fernandez c’è molto dell’incapacità della Juve di di capire come trattare giocatori di tecnica e movimento, quelli che negli allenamenti alla Continassa non si vedono mai. Il 2-1 è un risultato persino buono, nell’economia di un partita sbilanciatissima, e la vittoria del Psg ad Haifa può aiutare, perché i parigini potrebbero venire a Torino già qualificati: la Juve si deve aggrappare a queste cose, non certo a sé stessa.

Juventus-Benfica 1-2 (1-1).
Juventus (3-5-2):
Perin; Bremer, Bonucci, Danilo; Cuadrado (13′ st De Sciglio), McKennie, Paredes, Miretti (13′ st Di Maria), Kostic (25′ st Kean); Vlahovic, Milik (25′ st Fagioli)  All.: Allegri.
Benfica (4-2-3-1): Vlachodimos; Bah, Silva, Otamendi, Grimaldo; Florentino Luis, Fernandez (36′ st Aursnes); Neres (36′ st Chiquinho), Rafa Silva (41′ st Gonçalves), Joao Mario (41′ st Draxler); Gonçalo Ramos (36′ st Musa) All.: Schmidt.
Arbitro: Zwayer (Germania).
Reti: nel pt 4′ Milik, 43′ Joao Mario (rigore); nel st 10′ Neres.
Angoli: 11-4 per il Benfica.
Recupero: 4′ e 4′.
Ammoniti: Bah, Miretti, Joao Mario, Perin, Danilo, Paredes, Florentino Luis.
Spettatori: 34.015 per un incasso lordo di 2.187.934,00 euro.

Juventus-Benfica 1-2: non basta Milik, bianconeri già quasi fuoriFonte Repubblica.it

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