Juventus, Andrea Agnelli: “Vincere tutto, il nostro dogma non cambia”

Prima l’assemblea dei soci, che ha approvato il bilancio e l’aumento di capitale, quindi il consiglio d’amministrazione che ha attribuito le cariche e i poteri oltre alla riconferma di  Andrea Agnelli nel ruolo  di presidente e di Pavel Nedved come vice presidente per il dodicesimo anno. Oltre questo la nomina di Maurizio Arrivabene quale nuovo amministratore delegato con le deleghe di Managing Director Football Area. Una giornata completata  dalla conferenza stampa che  ha visto tutto il CdA presente.

Presidente Agnelli, può darci una versione più pratica da rivolgere ai tifosi sul punto del piano di sviluppo  relativo alla competitività sportiva?
“Siamo la Juventus e dobbiamo ambire a vincere ogni competizione a cui partecipiamo. È il nostro dogma e non cambia. Il nostro fatturato è sano, dobbiamo saper impiegare le risorse da investire nella squadra e individuare le scelte migliori per vincere. Può farci competere anche a livello internazionale. Siamo la Juventus e dobbiamo vincere”.

È il momento più difficile da quando è presidente?
“No il più difficile fu il periodo in cui arrivai alla presidenza della Juventus dove c’era da ricostruire una cultura aziendale. Che ora invece c’è. La grande difficoltà sta in una presa di consapevolezza dell’industria. Il piano del  2019 era espansivo, uscivamo da un ciclo di investimenti di mezzo miliardo e il Covid ci ha colpito nel momento peggiore. Non è il momento più difficile ma è entusiasmante ed emozionante nelle complessità che viviamo in questo momento”.

Come siete messi con il Fair play finanziario?
“Nella stagione 22/23 siamo a posto. Su quella del 23/24 dovremo capire bene quali saranno i nuovi parametri e valuteremo”.

Novità sul caso plusvalenze?
“Per quanto ci riguarda siamo assolutamente rispettosi delle indagini di Consob. Tra l’altro ricordo a tutti i presenti che ogni operazione, essendo la società quotata in Borsa, è comunicata o trova riscontro nei nostri bilanci. Massima collaborazione con le autorità che stanno portando avanti le indagini ma anche assoluta e massima serenità da parte nostra”

Una buona parte del fatturato negli anni scorsi era dato dal mercato calciatori. Ci saranno meno operazioni in futuro?
“Sul numero di operazioni bisogna valutare le singole società. Oggi abbiamo due squadre professionistiche, quasi tre. Circa 75 giocatori professionisti. Difficile pensare che ogni anno 25 giocatori entrino in prima squadra, quindi il numero delle operazioni sarà importante. Reputo fisiologico che una parte del trading calciatori faccia parte delle caratteristiche di una società. Siamo in un contesto di contrazione del mercato calciatori, con una perdita del 55% delle trattative. Se ci sarà un’oggettiva presa di consapevolezza da parte del settore, non ci dovrà essere un’eccessiva inflazione. Dovrà esserci una gestione più sana dei parametri zero, chi chiede cifre enormi e le vede soddisfatte complica questo discorso”.

Si aspetta una governance  che  coinvolga maggiormente i club o delle tutele dal nuovo corso della Champions dal 2024?
“L’auspicio è che avevamo portato un buon lavoro in ECA al 18 di aprile. L’abbiamo portato avanti in 4-6 mesi tra l’autunno 2020 e la primavera 2021. Questo dava una buona impalcatura dei diritti commerciali delle competizioni internazionali. Per Eca sarebbe un buon risultato, non credo soddisfi le dimensioni di cui necessita tutto il calcio, ma comunque un buon risultato. Tutti abbiamo bisogno di tutele, ma non solo. Anche un ambiente sostenibile nel quale operare. Tra le poche cose cambiate, una per me è stata nella creazione della competizione eccellente, ma che ha aggiunto fatica ai giocatori, che è la Nations League. Questa competizione ha posizionato le nazionali europee in contesti omogenei tra loro. Gibilterra-San Marino è una partita da risultato incerto così come Germania-Francia. Auspicare modello analogo per i club sarebbe il minimo in questo contesto. Mi auguro si arrivi alla definizione di un’architettura sostenibile. Tutti i protagonisti sono insoddisfatti nel sistema in cui operano. Se c’è così tanta insoddisfazione, c’è anche necessità di intervento”.

Quando vi aspettate novità sulla Superlega e quali sono le prossime mosse?
“Ci vogliono tra i 15 e i 18 mesi per la Giustizia Europea. Sarà verosimilmente uno dei più lunghi, il passaggio era anche poter riprendere una forma di dialogo che porti all’individuazione da parte dell’industry sulla creazione di un sistema sostenibile. Ribadisco: diventa complicato quando ci sono soggetti così disomogenei trovare una soluzione, la sostenibilità di uno non è sostenibilità di un altro. Per questo dico la Nations League come esempio importante”.

L’ESORDIO DI ARRIVABENE
Quella di oggi è stata la prima assemblea dei soci per Maurizio Arrivabene, nuovo amministratore delegato  del club. Il dirigente bianconero ed ex Ferrari non si è sottratto alle domande inerenti gli aspetti economici e gestionali, delineando anche la linea da tenere  sul mercato.

Maurizio Arrivabene, un’operazione come Ronaldo al momento non è ripetibile. Ma una alla De Ligt, per esempio puntando  Vlahovic, è fattibile? O solo con cessioni che possano bilanciare la spesa?
“L’acquisto di Ronaldo ha portato tanti benefici a livello di immagine alla Juventus e anche al calcio italiano. La partenza di un campione come Ronaldo apre altri scenari. In sua assenza c’è chi dovrebbe segnare come ha fatto Benzema al Real Madrid. La grande mancanza è la responsabilità che ricade sulle spalle degli altri. Bisogna abituare la squadra a riprendersi questa responsabilità dopo l’addio di un grande campione come Ronaldo. Sul mercato ci sono state delle critiche  non curanti delle difficoltà economiche. Sono state fatte scelte di mercato oculate e le faremo anche in futuro. Una crescita sostenibile porta un’efficienza dei costi e competitività sportiva ed è quello che vogliamo trovare. Tutto funziona, però, nel momento in cui vinci”.

Come procede il progetto dello stadio per l’Under 23 e le J Women?
“Lo stadio fa parte dei nostri desideri. Sarà interessante proporre uno stadio per le giovanili, le Women e Under 23. Uno stadio in linea con i parametri sul rispetto dell’ambiente. Uno stadio che possa anche ospitare un altro tipo di eventi”.

Fonte Repubblica.it

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