Juventus, Allegri senza Milik: “Speriamo non serva. Con il Maccabi Haifa niente ansia”

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TORINO – Per continuare a sperare nella qualificazione agli ottavi la Juventus non avrà alcun risultato al di fuori della vittoria. Contro il Maccabi Haifa, ultimo in classifica a zero vittorie sorprendentemente in compagnia dei bianconeri, Allegri dovrà rinunciare a Milik, almeno dal primo minuto, per un affaticamento muscolare. Nonostante l’importanza della partita, cruciale per il destino europeo, rischiare il  polacco con il big match contro il Milan alle porte è  un azzardo per il tecnico. Specialmente con il recupero di Di Maria, assente contro il Bologna e sabato a San Siro per squalifica: l’argentino dovrà dimostrare di essere il valore aggiunto che fino a oggi non è mai stato, se si esclude l’esordio in campionato contro  il Sassuolo in cui il Fideo diede spettacolo con gol e assist. Mentre i bianconeri cercheranno di sfruttare la superiorità tecnica e lo Yom Kippur, che potrebbe togliere di scena quattro titolari al Maccabi (Lavi, Haziza, Atzili e David) dopo una giornata intera senza bere e senza mangiare, Psg e Benfica si affronteranno per la vetta  del girone. Risultato che peserà nel piano di recupero dei bianconeri: “Nel calcio non si sa mai magari il Psg fa zero punti in queste due partite. Noi lavoriamo su noi stessi, se non battiamo il Maccabi non serve a niente fare  calcoli: per noi è la gara più importante della Champions perchè dopo due gare abbiamo zero punti”.

Mettere a posto la testa prima della tattica

A svelare il ruolo di Allegri ci ha pensato Szczesny qualche minuto  prima del tecnico: “Il mister fa il nostro psicologo, ci aiuta e ci carica tanto”. Già contro il Bologna si sono visti i miglioramenti dal punto di vista mentale e contro il Maccabi serviranno calma e serenità, per non ritornare nel vortice delle incertezze, dei vantaggi sprecati e delle sconfitte che segnano una stagione: “Non dobbiamo avere fretta o ansia, non dobbiamo strafare ma giocare come abbiamo fatto contro il Bologna. Per raggiungere la qualificazione dobbiamo tornare alla vittoria e in questi momenti fretta e ansia ti portano a sbagliare”. Già contro i rossoblù, pur vincendo 3-0, gli errori banali dal punto  di vista tecnico si sono sprecati. La squadra di Thiago Motta, in crisi di risultati e di identità, non ne ha approfittato sbagliando molto più dei bianconeri: discorso diverso per gli israeliani, che già contro  il Psg e con il  Benfica sono  rimasti  a lungo in partita sfruttando la loro prestanza fisica e la qualità di alcune individualità come Pierrot e Chery. Anche se lo Yom Kippur condizionerà inevitabilmente la prestazione del Maccabi, Allegri tiene alta la tensione del gruppo predicando rispetto per gli israeliani, lo stesso refrain risuonato il giorno  prima del Bologna: “Hanno una rosa di valore, sono ben organizzati, corrono, pressano a tutto campo. Avremo situazione favorevoli, ma non sarà una partita semplice come ci si aspetta: dovremo rispettare il Maccabi”.

Una squadra cucita sulle caratteristiche del Fideo

L’assenza di Milik, che si accomoderà in panchina (“speriamo di non doverlo chiamare in causa”), libera la strada a Di Maria, all’esordio da titolare in Champions League con la maglia della Juventus e alla sesta presenza complessiva nella sua avventura torinese. Contro il 3-5-2 di Bakhar, Allegri medita di tornare al 4-3-3, con Di Maria esterno destro e Kostic a sinistra: archiviato, almeno momentaneamente, l’attacco a due punte che aveva pagato ottimi dividendi quando era stato possibile schierarlo. La presenza del Fideo condizionerà a catena il resto della formazione: “Con Di Maria in campo sceglierò una squadra con caratteristiche diverse. Domenica abbiamo tirato molto di più e non solo per le caratteristiche di Milik e Vlahovc. Angel sta molto meglio anche fisicamente, ha avuto la possibilità di allenarsi di più. Dopo il Sassuolo ha saltato un po’ di allenamenti ed ha perso la condizione. Ora la gamba sta molto meglio e credo che farà un’ottima partita”.

In porta confermato Szczesny, che non sente la concorrenza di Perin (“per me è amicizia più che concorrenza, non mi stupiscono le sue ottime partite”, ha spiegato il polacco), mentre al centro della difesa oltre ci saranno  Bremer e Bonucci, anche se l’ultimo allenamento sarà decisivo per il capitano che potrebbe lasciare il posto a Danilo. Il brasiliano, se Bonucci sarà in campo, agirà sulla fascia destra con Alex Sandro a sinistra, mentre a centrocampo ritornerà Paredes con Rabiot e McKennie a completare il terzetto in mediana. Cruciale come sempre il ruolo di Kostic, ancora di più rispetto al  solito per controbilanciare DiMaria: esterno di centrocampo a sinistra in fase  difensiva, ala nel tridente per cercare di scardinare la difesa israeliana. In attacco spazio ancora a Vlahovic, che  dopo aver condiviso con Milik  il ruolo di supporto alla costruzione della manovra tornerà solo in prima linea.

Juventus, Allegri senza Milik: "Speriamo non serva. Con il Maccabi Haifa niente ansia"Fonte Repubblica.it

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