Juventus, Allegri: “Portarci rabbia Champions per tutto campionato”. A Lecce out anche Vlahovic e Locatelli

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Juventus, Allegri: "Portarci rabbia Champions per tutto campionato". A Lecce out anche Vlahovic e Locatelli

Abbattuta nel morale dall’eliminazione in Champions e dai problemi extra campo, ma anche nel corpo, con altri due assenti che si aggiungono alla lunga lista. La Juve di Allegri prepara la trasferta di Lecce registrando altre due assenze che si aggiungono a quelle già “metabolizzate” con il tempo: al Via del Mare non ci saranno neanche Vlahovic, che continua a sentire “dolore all’adduttore e al pube”, e Locatelli, assente per motivi personali. Nel momento peggiore della stagione e in uno dei più difficili della carriera del tecnico, serve una risposta di carattere per non far precipitare la situazione. Anche se attendersi una Juve brillante dopo la delusione di Lisbona è ottimismo puro: “Dobbiamo concentrarci su domani, metterci al pari loro, correre come loro e se serve anche fare una partita sporca”.

Pogba e Chiesa rientreranno a ridosso della sosta

Non ci saranno neanche Pogba e Chiesa, che proseguono il loro recupero e che, probabilmente, non saranno a disposizione fino alla sfida con il Verona, anche se è lo stesso Allegri a spegnere facili entusiasmi: “Non saranno convocati con il Lecce ed è impossibile che lo siano anche mercoledì con il Psg. Al 99% non ci saranno contro l’Inter: se ci saranno, ed è difficile, sarà con il Verona e con la Lazio. Ma sarà molto difficile, ma molto. Mettiamoci l’anima in pace”. Si allungano quindi i tempi di recupero, almeno rispetto alle indicazioni post operazione: per Chiesa, se riuscirà a rientrare con il Verona o con la Lazio, la sua assenza arriverà ad oltre nove mesi mentre Pogba rischia di non essere pronto per il Mondiale in Qatar.

La rabbia dopo l’eliminazione

A caldo, subito dopo il fischio finale, aveva rifiutato la definizione di “fallimento” per la stagione della Juventus, nonostante l’eliminazione ai gironi di Champions. Un risultato negativo mai verificatosi nella carriera del tecnico e che alla Juventus non succedeva dalla stagione 2013/2014, l’ultima con Conte in panchina. Le voci su un possibile ritorno del tecnico attualmente al Tottenham sono premature. Nonostante la delusione europea e il ritardo in campionato, parlare di fallimento resta un errore per Allegri: “Nella vita capitano anche queste cose, non trovo la parola adatta, trovatela voi. Ci sono squadre che per otto anni non hanno giocato la Champions, può capitare anche questo. Ma non dobbiamo andare in frustrazione altrimenti non ne usciamo più”. Anzi, secondo il tecnico convogliare la rabbia e trasformare un periodo negativo in una crescita. Facile a parole, più difficile nei fatti, specialmente quando la pressione della piazza si fa sentire: “L’arrabbiatura è normale che rimanga, le stagioni sono fatte di tanti episodi, di tanti momenti, in questo momento è normale che occorra essere più bravi, fare qualcosa in più per far girare la cosa a nostro favore, non c’è nessuno che può darci una mano, siamo solo noi e serve essere bravi. Nelle difficoltà si cresce”. Soli contro il momento e contro gli avversari, ma non accerchiati: “La Juventus è unica anche per questo, nella difficoltà viene elevata all’ennesima potenza”.

Spazio ai giovani, per scelta e per necessità

Con nove assenti è difficile non dare spazio ai giovani, o mutuando le parole di Allegri ai “giocatori con meno esperienza”. Da Miretti a Fagioli, passando per l’ultima scoperta cioè Iling Junior, non mancano le alternative: “A Lecce saremo sedici giocatori di movimento e tre portieri, bastano”. Difficile vedere Iling dal primo minuto, anche se non è da escludere. Di sicuro per Allegri la soluzione per lanciare i giovani non è mandarli allo sbaraglio in questo momento, in cui tutti attendono la Juve all’esame post Benfica: “Il settore giovanile della Juventus sta facendo bene, Miretti è  in prima squadra in pianta stabile, Iling ha fatto bene, Fagioli sta crescendo. Ma non bisogna stravolgere tutto, magari giocherà qualcuno con meno esperienza, che porti entusiasmo. Iling può giocare a destra ma è meglio a sinistra”.

In attacco invece toccherà alla coppia Kean-Milik, anche qui un po’ per scelta ma anche per necessità: “Bisogna avere fiducia, non possiamo tornare indietro, ma solamente la partita successiva ci dà la possibilità di cambiare la visione delle cose. Adesso la vedi più negativa di ciò che è, ma facciamo questi 12 giorni e a gennaio saremo tutti a disposizione, per dare anche più respiro a chi ha giocato tanto in questo periodo”.

Fonte Repubblica.it

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