Juventus, Allegri: “In campo per vincere, non per divertire. Giovani bravi, ma ancora non sono pronti”

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A fine agosto, dopo il sorteggio della fase a gironi, si pensava che l’ultima partita tra Juventus e Psg, in programma domani sera a Torino, avrebbe avuto un valore completamente diverso. Invece la sfida dell’Allianz Stadium sarà vissuta con obiettivi differenti dai due club, vista l’eliminazione della Juventus e la corsa tra parigini e Benfica per il primo posto: “Oggi è una conferenza strana, la prima dopo dodici anni in cui non ci giochiamo il passaggio del turno – ammette Allegri -. Domani è decisiva per l’Europa League perché dobbiamo cercare di andarci: è una bella competizione ed è sempre Europa. Dobbiamo fare la partita giusta perché giochiamo contro una delle più forti”. Obiettivo Europa League, dunque, anche se la prima eliminazione alla fase ai gironi da parte di una squadra di Allegri brucia non poco: “Brucia tantissimo – precisa -, sono arrabbiato e dispiaciuto. Non potersi confrontare con i migliori fa male dentro, ci deve creare stimoli per il prosieguo della stagione. Per il campionato ci penseremo da dopodomani, quando avremo tre partite molto difficili. Normale che le prestazioni in Champions, che  sono state bruttissime, ti facciano vedere i risultati in campionato in modo più negativo”.

Gli assenti e gli infortunati, il leit motiv della stagione della Juventus

Domani sera, in un Allianz Stadium tutto esaurito ma probabilmente non carico di passione, l’allenatore dovrà ridisegnare la sua squadra visti i tanti assenti, undici infortunati  e Danilo squalificato: “A parte Locatelli non recuperiamo nessuno, ma di giocatori ne abbiamo, riproporremo alcuni di Lecce e qualche giovanotto”. I giovani sono un argomento delicato per diversi motivi: innanzitutto perché la loro presenza testimonia le  assenze in gruppo, quindi perché è facile farsi prendere dall’entusiasmo e pensare che loro possano risolvere tutto. Alla  vigilia della sfida con il Psg di Messi e Mbappé, meglio mettere in chiaro certi aspetti: “Per un ragazzo di 20 anni catapultato  alla ribalta, restare in equilibrio non è facile. Bisogna farli lavorare in modo sereno e tranquillo, se giocano hanno delle qualità: tutti hanno giocato con me, a partire da Kean. Ci sono altri ragazzi molto bravi, ma serve un percorso. Non possiamo pensare che ragazzi del 2003 possano portare la Juventus a vincere. Devi avere una forza mentale oltre che tecnica che va oltre: detto questo, Miretti non può sbagliare tre passaggi da ultimo come successo a Lecce, come se si trova cinque volte davanti al portiere non può sbagliare cinque volte”.

L’Europa League e il recupero degli infortunati

Sarà una serata particolare per la Juventus, che sognava tutt’altro scenario per questo match. Invece sarà fondamentale ottenere lo stesso risultato del Maccabi Haifa, impegnato in casa con il Benfica, in modo da sfruttare la miglior differenza reti e strappare la qualificazione in Europa League: “Tutto è un opportunità, anche l’Europa League, ma dobbiamo pensare alla partita, cercare di fare il meglio possibile. Quando sei alla Juventus, rappresenti una società nata per vincere. Non andiamo in campo per far divertire. I giovani ci  stanno dando tanto in attesa che tornino gli altri”. Difficile capire quando rientreranno gli infortunati, quando la squadra sarà finalmente al completo. Per Pogba ci andrà un po’  di tempo ed è plausibile immaginarlo in campo nel 2023, mentre per Chiesa servirà ancora del tempo. Resta comunque il dato degli indisponibili, decisamente alto rispetto alla media: “Credo che con tante partite così compresse la media infortuni si è alzata. Abbiamo sbagliato qualcosa, ma abbiamo avuto infortuni traumatici e su quello non ci possiamo fare  niente. Ma parliamo dei presenti, abbiamo quattro partite che  ci portano alla sosta: domenica con l’Inter avremo a disposizione Di Maria e Bremer, dalla prossima (Verona, ndR) anche Paredes. Vlahovic non è a disposizione, sono tre giorni che non si allena. Speriamo di averlo con l’Inter”.

Pogba e i centrocampisti a disposizione

Saranno quattro i centrocampisti a disposizione di Allegri, cioè Locatelli, Rabiot, Fagioli e Miretti. Ovvio che le scelte siano quasi obbligate, con Locatelli, che ritorna dopo l’indisponibilità con il Lecce per motivi personali, che si collocherà al fianco di Rabiot, con Fagioli pronto a subentrare dalla panchina. Si sente la mancanza di Pogba, mai stato a disposizione in questa stagione e che non parteciperà neanche ai Mondiali: “Non ho ancora parlato con lui. Inutile ripetere, una volta che è stata presa la decisione di non operarsi  è normale che le speranze e le possibilità che potesse rientrare per il Mondiale e per la Juve erano ridotte al lumicino”. Infine un passaggio su Messi e sulla sua stagione positiva con la maglia del Psg, la migliore degli ultimi anni: “Credo che sia stato sempre il migliore al mondo, ogni anno non può essere uguale. Credo sia un anno straordinariamente importante, per il PSG e per il Mondiale, ha 35 anni e sono gli ultimi anni della sua straordinaria carriera”.

Fonte Repubblica.it

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