Juventus, Allegri: “Importante andare in Champions, ma resta la rabbia di non aver vinto”

Sarà un lunedì speciale per la Juventus, in cui la partita con la Lazio rappresenta solo un particolare da inserire nella visione d’insieme. Sarà la giornata dell’addio in bianconero di Chiellini, “che lascia la Juve dopo 17 anni”, ma anche di Dybala, “che ha una carriera davanti a sè e cambierà squadra”. Nei due tributi si inserirà anche il ritorno all’Allianz Stadium di Maurizio Sarri, l’ultimo ad aver vinto lo scudetto a Torino e che “sarà accolto come merita”. In campo Allegri dovrà fare a meno di Danilo, Zakaria, McKennie e Arthur, con Miretti ancora una volta titolare. Una squadra che sarà ritoccata sul mercato, argomento che il tecnico bianconero non vuole trattare: “Pogba? È un calciatore del Manchester United, non ha senso parlare di mercato finché  non finisce la stagione”. Anche se tecnicamente, per il club bianconero, non c’è più nulla da chiedere al campionato.

Massimiliano Allegri, come sta la squadra? Che serata si aspetta?
“Per quelli che siamo, stiamo bene. Domani sarà l’ultima in casa e la dobbiamo onorare al meglio. Sarà anche la festa di Giorgio Chiellini e l’ultima di Paulo Dybala: dobbiamo unire tutte e tre le cose”

Ha notato una mancanza di personalità da parte della squadra? Serve sul mercato qualche giocatore esperto e vincente?
“Parlare di mercato adesso non ha senso, facciamo finire la stagione e poi faremo il punto con la società, con tutti i componenti. La squadra è cresciuta molto dal punto di vista della personalità ma il calcio è bello e brutto. Magari non avremmo vinto il campionato ma la partita con l’Inter ci ha fermato la rincorsa, mentre in quella di mercoledì, bella e avvincente con una cornice di pubblico eccezionale, non siamo riusciti a portare a casa la coppa. Ora recriminare non serve a niente, quando non riusciamo a vincere dobbiamo concentrarci su quello che dobbiamo fare e stare in silenzio”.

Domani saluteranno sia Chiellini che Dybala. Chi sarà quindi il nuovo capitano?
“Per gerarchie Bonucci”.

Una parte dell’opinione pubblica ha definito fallimentare la stagione. Troppo severo come giudizio?
“Quando sei alla Juve le aspettative sono grandi e noi siamo i primi. Poi ci sono annate come queste dove non vinci, e spiace, ma l’obiettivo di andare in Champions l’abbiamo raggiunto. Sembra banale ma non è così, sportivamente ed economicamente. La Juve è dal 2011 che partecipa alla Champions ed è un risultato importante. Poi che ci si debba preparare per lottare per lo scudetto l’anno prossimo è chiaro a tutti e lo era anche quest’anno. Abbiamo fatto una rincorsa importante ma poi si è fermata con l’Inter in casa”.

Dia un voto alla sua stagione…
“Sono domande banali, se dico 3 voi scrivete 3 e siete a posto. L’ho spiegato prima, quando sei alla Juventus l’obiettivo massimo è di vincere, ma abbiamo raggiunto la Champions che non è banale. Ci sono grandi squadre che se non arrivano in Champions hanno un buco economico e alcune per anni non ci sono andate. Questo non vuole dire che sia un risultato straordinario, ma dobbiamo prepararci a lavorare al meglio per fare ancora meglio”.

Lunedì ci sarà un incontro tra la società e l’agente di Pogba. Che ricordo ha? È un profilo per migliorare il reparto?
“Inutile che risponda, Pogba è un giocatore del Manchester United e di mercato ne parleremo a fine stagione. Dovremo valutare a 360° quello che è successo, poi lunedì abbiamo la partita. Un ricordo? Mi sono già dimenticato, ho la memory card un po’ piena”.

Con l’addio di Chiellini non c’è il rischio di far passare in secondo piano l’ultima di Dybala che ha lasciato il segno in questi anni?
“Sono due cose diverse, Giorgio Chiellini dopo 17 anni di Juventus smette, o forse andrà in America. Paulo ha una carriera davanti, cambierà solamente squadra e avrà il tributo di tutti quanti i tifosi”.

C’è il rischio dell’ultimo giorno di scuola, iniziando da domani, quando invece vi troverete di fronte due squadre in corsa per un obiettivo mentre voi avete finito la stagione?
“Lazio e Fiorentina sono in corsa per l’Europa League, inoltre arriva Sarri che ha vinto l’ultimo scudetto alla Juventus e sarà accolto nella maniera giusta. Noi dobbiamo onorarla al meglio, anche se abbiamo defezioni: Danilo ha finito la stagione per la fascite plantare, Arthur è dolorante e ha finito anche lui, De Sciglio rientrerà, Zakaria ha preso un colpo sulla coscia nell’ultimo allenamento e non sarà a disposizione. McKennie vediamo se mercoledì potrà essere a disposizione. Rimaniamo con quelli, domani giocherà Miretti e con quelli che abbiamo giocheremo”.

Ci dà una spiegazione sull’annata? È soddisfatto del lavoro fatto? Soprattutto da dove ripartire?
“Sono soddisfatto per il percorso di crescita che la squadra ha fatto, per l’obiettivo minimo raggiunto. Ma non sono soddisfatto dal non aver vinto un trofeo, non ero abituato, è un’esperienza strana e nuova. C’è stata una crescita, una rincorsa che si è fermata a Torino con l’Inter in casa. Nel calcio gli episodi contano molto, è vero che non abbiamo mai battuto una delle prime tre ma con l’Inter abbiamo fatto buone partite. Bisogna portarsi dietro la sconfitta di mercoledì, che io difficilmente cancellerò. E bisogna portarsela tutti dietro”.

Perché è così importante portarsela dietro questa sconfitta? Questa squadra ha fatto il massimo ed è questo il livello o ci sono fattori che l’hanno limitata?
“La partita di Coppa Italia ci ha fatto molto arrabbiare perché non abbiamo vinto un trofeo. Anzi ci deve rimanere dentro. La squadra ha fatto il massimo ma non dimentichiamo che numericamente abbiamo pagato gli infortuni traumatici. Non avere Chiesa per 6 mesi, McKennie per 3 mesi, Danilo per 3, Bonucci per 2: normale che paghi a livello di forze. I sei mesi che ha fatto Vlahovic alla Juventus sono stati buoni e l’anno prossimo sarà un giocatore migliore. Può migliorare tanto, avrà una serenità diversa. Ritroveremo Chiesa, McKennie: giocatori che potenzialmente possono crescere come tutta la squadra. Poi durante il mercato con la società, che si è fatta trovare pronta per Vlahovic, proveremo a mettere a posto le cose che sono mancate quest’anno”. 

Juventus, Allegri: "Importante andare in Champions, ma resta la rabbia di non aver vinto"Fonte Repubblica.it

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