Juventus, Allegri: “Con il Genoa non voglio brutte figure”. E poi applaude Ancelotti: “Non passa mai di moda”

Nonostante la partita con il Genoa sia dietro l’angolo, è difficile per l’ambiente Juve tenere la concentrazione sulla sfida di Marassi. La finale di Coppa Italia di mercoledì con l’Inter, ma anche lo spettacolo ammirato nella semifinale di ritorno di Champions, l’impresa dell’Under 23: gli argomenti per distogliere l’attenzione dal campo non mancano. Ci pensa Allegri a rimettere a posto le priorità, puntando forte sulla partita con i rossoblù: per finire il campionato nel migliore dei modi, dopo aver ottenuto la qualificazione alla prossima Champions, ma anche per preparare nel migliore dei modi la finale dell’Olimpico. Confermato titolare Miretti, mentre si riposerà Danilo, spremuto in queste ultime settimane passate con la fascite plantare. Recuperati Locatelli, De Sciglio e Cuadrado: fare bene a Marassi sarà un passaggio chiave per l’assalto all’ultimo trofeo della stagione ancora a portata della Juventus.

Massimiliano Allegri, la partita di Marassi è un test per la finale di Coppa Italia o un match per far riposare chi ha corso di più?
“Da qui alla fine del campionato abbiamo tre partite e dobbiamo fare più punti possibile. Abbiamo raggiunto il quarto posto minimo con tre giornate d’anticipo, quindi siamo contenti. Dobbiamo preparare la finale di Coppa e domani abbiamo una partita con una squadra che lotta per salvarsi. Dobbiamo fare una bella partita, andrà in campo la formazione migliore. Danilo non giocherà, la fascite plantare l’ha fatto allenare poco e gli ho dato qualche giorno di riposo, si riaggregherà domenica mattina. Pellegrini ha la caviglia in disordine, tutti gli altri torneranno: ci sarà Cuadrado, De Sciglio anche se a Roma non ci sarà. Bisogna fare una bella partita e risultato positivo, che aiuta a fare meglio gli allenamenti e a preparare le partite”.

La Coppa Italia è l’unico traguardo di quest’anno. Può essere una carica in più per il prossimo anno?
“La Coppa Italia è un obiettivo a inizio stagione come il campionato, la Champions che in questo momento è una competizione molto difficile da vincere, ma niente è impossibile. Se pensiamo che non possiamo raggiungere gli obiettivi ci limitiamo. La Coppa Italia è un obiettivo, siamo contenti di esserci arrivati”.

Ha avuto modo di vedere la semifinale? Quanto è distante il calcio italiano da queste competizioni?
“Devo fare i complimenti a Orsato, ha arbitrato in maniera straordinaria, con sicurezza e tranquillità: lui è il miglior arbitro. Il livello tecnico e fisico era talmente alto che ha reso la partita meravigliosa, il Real ha dimostrato che le partite non finiscono mai, che l’aspetto caratteriale fa la differenza oltre a quello tecnico e fisico. Non è il calcio italiano che è lontano, negli ultimi dieci anni la Juve ha raggiunto due finali di Champions ed è un buon risultato: poi è normale che avendo cambiato diversi giocatori negli ultimi anni non sempre nel calcio si può arrivare a ottenere certi risultati, ci sono momenti in cui devi riprendere gli altri che sono più avanti. Come ho detto tante volte, ci sono sei squadre che sono nettamente più forti delle altre: Real, PSG, Bayern, Manchester City, Chelsea, Liverpool. Poi l’ambizione di arrivare in finale ce l’abbiamo tutti, la realtà è un’altra cosa: se uno prende coscienza della realtà è più facile fare bene. Come in tutte le cose ci vuole equilibrio, è normale e va accettata. Anzi, è  da stimolo per tornare a fare certi risultati. Ieri sera è stata una partita meravigliosa”.

Domani sera farà turnover davanti?
“Potrebbero giocare insieme ma oggi vedrò chi sta in piedi. Ma stiamo tutti abbastanza bene”.

Vuole commentare le parole di Cassano?
“Non ho social, non ho niente, non ho sentito. Posso dire solamente che devo fare i complimenti a Carlo Ancelotti, ha fatto una cosa straordinaria. Sono molto contento perché è un allenatore che dopo tutto quello che ha vinto e fatto è stato criticato perché non è un allenatore di moda. Invece le mode passano, però dopo i classici rimangono e lui è classico. Come il vestito blu e il grigio. Credo che per lui sia una soddisfazione immensa aver vinto cinque campionati nei primi cinque tornei d’Europa e ha la possibilità di vincere quattro Champions. Credo che si debba solo ammirarlo e battergli le mani”.

Dopo un inizio di buon livello, lo standard di Zakaria è sceso. Come mai?
“È difficile giocare bene tutte le partite. Arriva da un campionato diverso, allenamenti e ritmi diversi, in Italia c’è più tattica, più dispendio di energie mentali. Ma io sono contento perché apprende, è intelligente e ci sta dando una grossa mano”.

Ha detto che domani giocherà la squadra migliore. Non ha paura che i giocatori pensino alla finale? Meglio puntare sulle seconde linee che devono ritagliarsi uno spazio per la finale?
“Diciamo che siamo in quattordici, abbiamo giocatori fuori. La Juventus quando gioca lo fa per vincere. Fare brutte figure non è da Juventus. È stimolante, giochiamo in uno stadio pieno, una squadra in lotta per la salvezza e domani dobbiamo fare assolutamente una buona partita. Dovremmo fare meglio tecnicamente perché siamo sgombri dalla pesantezza che avevamo tre giorni fa di arrivare al quarto posto”.

Cuadrado e Zakaria preferisce preservarli domani? Ci sarà spazio per Miretti?
“Miretti è a disposizione, credo abbia la possibilità di giocare. Vediamo Arthur come sta con la caviglia. Per quanto riguarda De Sciglio, visto che è squalificato, se domani riuscisse a giocare 90′ mi farebbe anche un favore”.

Alla fine chi ha vinto la gara con Vlahovic?
“Alla fine quel che conta è l’ultimo tiro, l’ho segnato e ho vinto io. Lui ha fatto gol quando non contava”.

Cosa gli chiederà domani?
“Io sono molto contento di quello che sta facendo, non mi aspettavo che riuscisse a entrare così bene nella squadra e nella Juventus, visto che è arrivato a fine gennaio. Ha fatto tanto di quello che poteva fare, doveva conoscere i compagni: ha fatto molto bene e sono molto contento. Per lui come per tanti altri giocatori si può solo migliorare. Domani è probabile che giochi”.

Qualche giorno fa Bonucci ha detto che la squadra ha pagato l’inserimento di giovani. Perché all’estero giocano titolari i giovani?
“Ci sono giocatori che giocano anche da noi, Miretti sta giocando. Se sono bravi, giocano. Ora mi faccio tirare fuori tutte le statistiche e cerchiamo di capire come, dove e quanto giocano. Si generalizza un po’. All’estero sembra sempre che facciano meglio di quanto fanno in Italia. Ci sono giovani bravi che devono crescere, più giocano più fanno esperienza. Vale per tutti i lavori. In Italia si tende ad avere picchi alti sui fenomeni calcistici in generale, poi la settimana dopo si tirano giù. C’è un percorso che va fatto giocando. La Juventus, devo fare i complimenti a Zauli che ha passato due turni di playoff, col fatto della seconda squadra ha più vantaggi perché i ragazzi giocano su campi difficili, un campionato impegnativo. Ieri ho visto anche l’Under 23 e si vede che hanno una mentalità diversa rispetto a una Primavera. Avere la seconda squadra per la Juventus è molto importante”.

Parlando di attaccanti, sono tutti al centro dell’attenzione. Quanto è difficile per lei nel tenerli concentrati?
“C’è una coppa Italia da vincere, tutti si devono mettere a disposizione sia per la società che per loro stessi. Conta solo il rettangolo verde. Si può chiacchierare tutta la giornata, ma il rettangolo verde dà i voti e la sentenza di quello che uno fa”.

Lei si sente un classico che non viene capito?
“Io non devo essere capito, se non dai miei giocatori. Ancelotti, da cui c’è solo da imparare perché ha vinto tutto ciò che ha vinto, Lippi, Capello, anche Sacchi che dopo se la prende con me perché è permaloso, Klopp, Guardiola: ognuno ha il suo modo di pensare. Il calcio è semplice rispetto a ciò che sembra”.

Miretti quanto spazio potrà avere quest’anno?
“Domani gioca, non so dove gioca ma gioca”.

Lei ha parlato dell’arbitraggio di Orsato. Come mai in Italia non viene applicato il metro utilizzato nella partita Real-City? È una questione del livello dei giocatori in campo o semplicemente la consapevolezza che in Europa c’è un metro diverso?
“Io invece dico che è il modo nostro di vedere le cose. Come quando si dice una cosa: per raggiungere un obiettivo, ci sono alcuni modi. In Italia lo vediamo in un modo, in Europa in un altro. Gli arbitri italiani sono bravi. I ragazzotti devono fare esperienza. C’è chi deve fare più partite e chi meno. Anche tra gli arbitri ci sono le categorie, e Orsato è il più bravo”.

La finale di Coppa Italia quanto sposta nella valutazione della stagione?
“Non sposta niente ma permette di portare a casa un trofeo in una bellissima serata di sport. Credo che l’anno scorso soltanto la Coppa Italia è stata giocata davanti a poche persone, a Reggio Emilia. Si gioca a Roma, con pubblico e pressione diversi. Poi se siamo bravi e fortunati la portiamo a casa, vediamo”.

Non sarà soltanto una finale di Coppa Italia, ma Juve-Inter. Cosa vuole dire ai tifosi?
“Siamo tutti in attesa della partita di mercoledì, mancano ancora cinque giorni e dobbiamo arrivarci con serenità. È comunque Juve contro Inter, la squadra più forte del campionato”.

Vincendole tutte può arrivare a 78 punti. Era la quota preventivata?
“Bisognava non perdere con l’Inter e con il Bologna. Essere a 69, quarti, è un ottimo risultato. Tre mesi fa eravamo lontani. Cercheremo di fare il meglio possibile, serve finire nel miglior modo”.

Juventus, Allegri: "Con il Genoa non voglio brutte figure". E poi applaude Ancelotti: "Non passa mai di moda"Fonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
19 giorni fa

“Dybala fermato dai tifosi alla Continassa: “Non andare all’Inter”. La Joya risponde col sorriso”.i gobbi hanno una pura folle…
hanno sbavato e supplicato per anni per fregarci icardi e ora si trovano il loro campione praticamente quasi in nerazzurro.