Juventus, Allegri: “Ancora manca continuità mentale, con la Fiorentina resta gara da bollino rosso”

TORINO – La vittoria con lo Zenit ha rialzato il morale della Juventus, grazie anche alla qualificazione agli ottavi di Champions  con due giornate d’anticipo. Domani, però, i bianconeri dovranno mostrare di essere vicini alla soluzione dei problemi anche in campionato, il vero tallone d’Achille della stagione: contro la Fiorentina di Italiano e dell’oggetto del desiderio Vlahovic, la squadra di Allegri dovrà compiere un salto di qualità a livello mentale: “Il passaggio del turno in Champions è importante, ma siamo  dietro in campionato e dobbiamo stare zitti, pedalare”.

Massimiliano Allegri, che partita si aspetta contro la Fiorentina? Ci saranno degli indisponibili?
“Saranno a disposizione quasi tutti, tranne Kean e De Sciglio. La Fiorentina sta facendo molto bene, ha tre punti più di noi, quando gioca usa tutto il campo e ha giocatori tecnici: è una squadra sbarazzina e aggressiva. Italiano è bravo, ha fatto bene a La Spezia lo scorso anno e si sta dimostrando bravo. Servirà la partita giusta sul piano tecnico e difensivo, cercheremo di fare meglio delle ultime due in campionato”.

Come commenta la convocazione di Soulé in nazionale?
“Credo abbiano convocato alcuni ragazzi giovani, lui è bravo ma lasciamolo tranquillo sennò facciamo un errore. Una legge non scritta dice che quando un giocatore arriva a 25/26 anni trova la maturità: ma prima deve fare tante partite. Poi ci sono eccezioni che sono bravi a vent’anni, ma sono eccezioni”.

Riposerà Bonucci?
“Vediamo dopo l’allenamento. La squadra sta discretamente bene, dobbiamo restare con i piedi per terra: dopo il 4-2 con lo Zenit non siamo diventati fenomeni. Dobbiamo migliorare, iniziando da non prendere gol anche quando ne segniamo 4. Togliere quella sensazione di leggerezza nella fase difensiva. Bisogna restare con i piedi per terra, ci vuole equilibrio: il passaggio del turno è importante, ma siamo dietro in campionato e dobbiamo stare zitti, pedalare”.

Come cambia  la crescita dei giovani grazie alla seconda squadra?
“La seconda squadra è molto importante, anticipa la crescita. Ma dalla Lega Pro i ragazzi devono passare attraverso la B, giocando molto, poi una A medio-bassa e poi a quel punto si valuta se può stare nella Juventus o in Serie A. Con la società abbiamo deciso da quest’anno di fargli fare questo percorso, infatti Fagioli e Ranocchia sono in B e giocano  tutte le domeniche. Purtroppo con i giovani di oggi, magari sono “bastian contrario”, sbagliano se vogliono mandarli a giocare subito in Serie A. Perché non giocano e perdono un altro anno. Serve un percorso e questo devono farlo tutti i ragazzi. Ecco perché tanti giovani si perdono per strada e vanno avanti giocatori che partono dalla LegaPro, come 30 anni fa. Ora ci sono queste mode: ma il vestito grigio o blu non passa mai di moda”.

La Juve con lo Zenit ha già giocato senza il centrocampo “storto” come l’ha definito lei. Ha visto una strada da poter seguire?
“Sostituirne uno o due cambia poco. Non è questione di non voler giocare con tanti offensivi, ma serve che i giocatori offensivi siano disponibili a fare una fase difensiva, altrimenti prendi gol e diventi vulnerabile. Bisogna fare tutte e due le fasi per raggiungere risultati importanti, altrimenti si oscilla”.

Qual è la condizione di Cuadrado?
“Sta bene,  ha giocato tante partite e viene da due anni in cui ha fatto molto molto bene. Ma devo ancora decidere chi fare giocare”.

La coppia Locatelli-McKennie le dà affidabilità?
“Locatelli è cresciuto molto così come McKennie, che è diventato ordinato del giocare mentre prima era anarchico. Un giocatore che ha due o tre situazioni favorevoli a partita e in questo momento sta molto bene”

Ci può raccontare qualcosa di quello che vi siete detti in ritiro?
“Sono i giorni che ci sono mancati quest’estate, quando si sta bene insieme, si chiacchiera, c’è confronto. Abbiamo più tempo per lavorare, facendo anche allenamenti differenziati. Sono quei momenti che quest’estate non abbiamo avuto: ci sono serviti per questo ma ora dobbiamo chiudere bene prima della sosta”.  

Dopo  la vittoria in Champions c’è un po’ più di serenità. Riguardando le critiche ricevute, c’è qualcosa che l’ha ferita?
“Le critiche fanno parte del gioco specialmente su un allenatore che non sta facendo bene. Uno stimolo per me affrontare queste sfide, l’ho vissuta cercando di analizzare quello che è il momento: dall’inizio del campionato a ora ci sono situazioni che vanno migliorate.  Con l’Empoli in casa abbiamo creato molto, con il Sassuolo non meritavamo di perdere: con il Verona abbiamo sbagliato l’approccio ma venivamo da una sconfitta che non siamo riusciti a mettere da parte. Con il Sassuolo è stata una brutta sconfitta, venivamo da quattro vittorie e due pareggi. Le prestazioni della squadra non sono state cattive, ma se prendi 11 gol con squadre che lottano dal 10° al 20° posto, qualcosa manca. Anche nei due gol che abbiamo perso con lo Zenit, dovevamo essere più cattivi invece noi ogni tanto diamo qualcosa per scontato”.

Mi dà un giudizio su Vlahovic?
“Per dare giudizi sui giocatori finché non li alleni è difficile. Dall’esterno dai un giudizio sul giocatore poi lo alleni ed è il contrario”.

Pensa che la squadra si sia sbloccata?
“Per la svolta non è svolta, la normalità deve essere quella. Ce l’abbiamo in Champions ma non in campionato. La normalità è vincere una partita, metterla da parte e pensare a quella dopo. Su questo dobbiamo lavorare”.

Come si ferma Vlahovic?
“È bravo, lo dimostrano i numeri, ma noi abbiamo degli ottimi difensori”

Ha ritrovato una squadra con la pancia piena viste le difficoltà con le piccole?
“Non è questione di approccio, a parte Verona dove venivamo da una sconfitta pesante con il Sassuolo. Ma dopo che andiamo in vantaggio abbiamo un momento in cui stacchiamo la spina”

Considera Dybala uno dei leader? Quali sono le sue aspettative?
“Paulo è un giocatore importante, tecnico, che fa gol. L’ho trovato maturato e voglioso, all’inizio si è presentato  bene e da quando è rientrato dall’infortunio sta  crescendo, perché ogni giorno si allena bene. Ci alleniamo per giocare e giochiamo come ci alleniamo”

Lei come gli allenatore precedenti ha sempre detto che a Rabiot manca qualcosa per esprimersi. Cosa?
“Inutile parlare del potenziale. Deve fare molto di più. Semplice”

Abbiamo capito che campionato e Champions sono differenti. La partita con la Fiorentina è da bollino rosso?
“Lo sono tutte finché non troviamo continuità a livello mentale, nello stare in partita fino alla fine. I fatti dicono questo, bisogna essere realistici e pratici. Con lo Zenit  già sull’1-0 abbiamo tirato i remi in barca e il secondo gol era nell’aria. Dobbiamo fare questo salto di qualità, la Juve non può essere una squadra che gioca le partite e non sa cosa succede. Le partite nostre in campionato sono state sempre aperte e su questo dobbiamo lavorare”

Cosa manca a Morata per  essere al top? Punta su di lui nel presente e nel futuro?
“Ha fatto una buona partita e finalmente anche gol. Se inizia può continuare per due o tre mesi. L’altra  sera ha giocato meno con le spalle alla porta e l’ha aiutato”.

Come prosegue il percorso di Kaio Jorge?
“Sta meglio fisicamente, può  giocare da prima  punta o in coppia con un’altra”. 

Fonte Repubblica.it

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