Juventus, Agnelli agli azionisti: “Sulla Superlega non mi arrendo”

Un minuto di silenzio per ricordare Giampiero Boniperti, prima di dare il via all’assemblea degli azionisti della Juventus nella cornice dell’Allianz Stadium. Una novità per la società bianconera, che ha allestito sul prato dove giocano Dybala e compagni il  palco per il CdA, mentre i soci si sono accomodati in tribuna: una scelta che ha permesso alla società “di essere la prima a svolgere un’assemblea dei soci in presenza”, come ricordato da Andrea Agnelli. Nel suo discorso agli azionisti, il presidente bianconero ha delineato il quadro economico post pandemia, la prima vera crisi che ha colpito anche il comparto calcio, immune alle crisi finanziarie ed economiche degli ultimi anni: “In tutte le crisi vissute, il comparto calcio aveva avuto una crescita del 12% e si pensava che non potesse essere messa mai in discussione”.

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L’effetto Covid sui conti della Juventus

Invece con l’arrivo della pandemia gli investimenti, “che portano inizialmente delle perdite prima dello sviluppo”, sono stati un fardello per i bilanci dei grandi club come la Juventus: “In questo contesto è giusto vedere cosa ha fatto la società, anche considerando l’ultimo anno: ma si è figli di una dinamica di lungo termine”. Dopo il ciclo di vittorie dal 2014 al 2018, “con risultati eccellenti anche fuori dal campo”, nel 2019 “era il tempo di pensare in grande e l’abbiamo fatto prendendo il miglior giocatore al mondo, Ronaldo”. L’aumento di capitale, concretizzato a gennaio 2020, è stato l’ultimo  passo prima dello scoppio della pandemia: “A febbraio il mondo si è fermato, il Covid è arrivato e ha colpito tutti, avendo un grande impatto sia sul presente che sul futuro”. Mentre il Covid si sta lentamente affievolendo, “grazie ai vaccini, l’unica cosa giusta da fare per la tutela della propria salute e di quelli che ci stanno a fianco”, non si possono scordare le conseguenze vissute sulla propria pelle: “Un  impatto grande, abbiamo giocato 60 partite senza pubblico e sono tante, un numero incredibile”.

Superlega, Agnelli: “Una scelta di 12 club, attendiamo la Corte Europea”

“Tutte le linee di ricavo sono state messe in discussione: il Covid ha portato a una crisi istituzionale con il lancio della SuperLega, con le reazioni della Uefa contro Real Madrid, Barcellona e Juventus che attendono il pronunciamento da parte della Corte Europea”. La Superlega, come spiega Agnelli, non è la scelta di tre società ma “di dodici”, con chiaro riferimento ai club che si sono tirati indietro: “La Superlega richiedeva l’accettazione e il riconoscimento della Uefa. Dodici club hanno scelto di riformare le obsolete impalcature su cui si regge il calcio, che sta rifiutando ogni cambiamento per mantenere una classe politica che non investe ma vuole decidere. Non mi voglio arrendere, non mi sono arreso. Il sistema ha bisogno di un cambiamento e la Juve ne vuole fare parte. Ma solo attraverso il dialogo costruttivo si potrà arrivare a uno sviluppo”.

Il piano di sviluppo della Juventus

Nonostante il Covid, e la necessità di un nuovo aumento di capitale, il piano di sviluppo non si ferma: “Era a medio termine, ma era credibile ieri ed è credibile oggi, e ha le carte in regola per ripartire grazie a questo aumento di capitale. Dovremo focalizzarci sulla ricerca profitto, più che sul fatturato. Sento lamentarsi chiunque sul sistema calcio, ma trovo sorprendente che  ogni proposta di riformare questa industria venga accantonata. Per 10 anni ho lavorato per stabilizzare il sistema, visto che non tutela noi investitori. Cito Juventus, Real Madrid e Barcellona: nessuna ha vinto il campionato ma partecipiamo alla Champions. Il 1999, con l’allargamento della Champions, è finito il merito sportivo e in quel periodo si gridava allo scandalo: eppure adesso molti considerano la Champions una delle migliori competizioni sportive del mondo”.

La competitività sportiva

Tra gli obiettivi del piano di sviluppo c’è naturalmente anche il mantenimento della competitività sportiva e delle sue quattro dimensioni: “Da un lato il settore giovanile, l’Under 23 con Manna e Zauli sono perfettamente integrati nella filiera della prima squadra. Le Women sono gestite in maniera impeccabile da parte di Braghin, hanno vinto il quarto scudetto consecutivo e ringraziamo Rita Guarino. Ci abbiamo creduto da quando l’abbiamo iniziato, oggi vediamo che tante altre ci stanno seguendo in Italia. I risultati della prima squadra sono stati incredibili, ma non mi aspetto gratitudine e appagamento. Sono juventino dalla nascita e so che non posso pretendere ciò che neanche io garantisco. Abbiamo lavorato in 10 anni e se penso a ciò che è successo, altre società italiane che hanno vinto si contano sulle dita di una mano. Al tema della credibilità è fondamentale alimentare la passione quotidiana: non è immutata, ma se possibile è addirittura cresciuta. In questo contesto di ricerca della credibilità dobbiamo lavorare come un corpo unico, tutte le donne e uomini devono lavorare come un corpo unico. Sapendo che la squadra vengono prima di tutto e tutti. Siamo tutti utili e nessuno indispensabile”.

Agnelli su Ronaldo: “Un onore averlo con noi, ma prima viene la Juve”

Inevitabile tornare a parlare di Ronaldo, su cui si è concentrata gran  parte dell’aumento di capitale del 2019: “È stato un onore e un piacere e se pensiamo a ciò che è stato sul campo, non possiamo che applaudire simbolicamente Cristiano. L’unico peccato è stato avere un anno e mezzo su tre senza pubblico, con gli stadi chiusi. Ha ragione Morata, quando a pochi giorni dall’addio di Ronaldo, ha detto che la maglia della Juve dà responsabilità: non contano i miei colleghi di lavoro. La Juve viene prima di qualsiasi persona e dobbiamo tornare ai nostri valori, dettati da questa città: lavoro, abnegazione, sacrificio, disciplina. Vogliamo vederlo in campo e fuori. Se penso alla squadra Juventus, è fatta da 1700 persone quando si arriva a un evento partita. Queste ci devono portare i risultati fuori dal campo e sul campo. Riporto una frase di Oriana Fallaci, sono 4 i sensi della vita: amare, lottare, soffrire, vincere. Dobbiamo  amare la Juve, lottare per lei, soffrire e vincere per la Juventus”.

Fonte Repubblica.it

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