Juvents, Allegri: “Nessun ammutinamento, ma la rotta va invertita”

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TORINO – La ribellione da parte dei calciatori contro il ritiro è “una voce infondata”. Anche perché la decisione di restare un giorno in più rispetto al solito al J Hotel in vista del derby della Mole “non è stata presa a scopo punitivo”. Max Allegri prova a spegnere le voci di uno spogliatoio in subbuglio, cercando di compattare la Juventus nel periodo più difficile da quando è seduto sulla panchina bianconera: i risultati altalenanti, quindi disastrosi per chi è  abituato a vincere, si uniscono a un gruppo che non è coeso. Anche se l’allenatore rigetta anche questa ricostruzione: “In questi momenti sembra che la squadra non sia compatta, ma abbiamo tanta voglia di arrivare a un risultato e invertire la rotta. Le difficoltà ci sono e fanno parte della vita: indipendentemente dal risultato del derby, non è una partita a risolvere i problemi. Bisogna fare un passo alla volta”.

Il derby della Mole per iniziare il cammino verso la normalità

Il primo passo del cammino per ritrovare la Juventus sarà il derby con il Torino, avversaria che oltre a mettere tanta intensità dal primo all’ultimo minuto può contare anche su giocatori “bravi tecnicamente”. Fondamentale dunque l’approccio, che dovrà essere diverso a quello di martedì con il Maccabi, quando la Juve si è ritrovata sotto al 6′, compromettendola già nel primo tempo: “L’approccio di Haifa non è stato buono, tranne i primi due minuti. Ma non possiamo cambiare il passato, solo invertire la rotta”. Se nelle settimane precedenti, quando la crisi tecnica dei bianconeri stava prendendo forma, Allegri sembrava un allenatore abbattuto, nel pre-derby ha sembrato voler trasmettere la tranquillità perduta. Merito della fiducia incassata dalla società, sia a parole che nei fatti, oltre ad essere un messaggio ai suoi calciatori: da oggi si fa come dice lui. “Le parole del presidente hanno dato carica all’ambiente, dobbiamo compattarci più di prima tra società, squadra, staff tecnico, tifosi. Bisogna fare le cose semplici e ordinate”.

La reazione della squadra sarà il termometro della crisi

Non basterà la partita con il Toro a rimettere in sesto una situazione che oggi sembra compromessa, almeno in Champions. Tuttavia in campionato il tempo per recuperare i dieci punti di distacco dalla vetta non manca e vincere il derby, partita sentita su entrambi i fronti, può essere un primo passo. Esattamente come nella sua prima crisi in bianconero, nel 2015, quando il ko con il Sassuolo fece sprofondare la Juventus nel baratro. Arrivò la settimana dopo il derby e la vittoria su cui ricostruì la risalita in classifica: “Il derby è una partita molto sentita e difficile. Il Toro aggredisce, dà intensità: dovremo essere attenti, corti, lavorare di squadra e cercare di ottenere un risultato positivo”. Si viaggia spediti verso un 3-5-2 vecchia scuola, con la linea a tre composta da Bremer, Bonucci e Danilo, anche se Gatti potrebbe essere la sorpresa, mentre a centrocampo toccherà a Cuadrado e Kostic sulle fasce con McKennie, Locatelli e Rabiot al centro. In attacco spazio a Milik e Vlahovic, coppia obbligata vista l’assenza di Di Maria, ma che potrebbe essere minata da Kean. Ancora fuori Paredes: “La formazione non l’ho ancora decisa, oggi abbiamo l’ultimo allenamento. Paredes non aveva quasi mai giocato, si è messo a disposizione, ha fatto buone partite ma non è detto che con il Toro non giochi. Non è Paredes o un altro il problema, è tutta la squadra. Domani dovremo fare una partita accorta, ordinata e con semplicità”. 

Fonte Repubblica.it

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El cuchuuu
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El cuchuuu
1 mese fa

Sbaglio o da quando c’è il Var la Juve non vince più nemmeno in Italia?