Juve, una coppa più per il futuro che per il presente

ROMA – La questione l’ha centrata meglio di tutti Giorgio Chiellini: “La vittoria in Coppa Italia sarebbe propedeutica in vista della prossima stagione”. Quella in corso è andata come è andata: maluccio. Il trofeo della staffa sarebbe sì un pannicello caldo che rasserenerebbe animi e ambiente, però non sposterebbe le valutazioni che Allegri dice di aver già fatto assieme alle società: è chiaro che non sarebbe la Coppa Italia a spostare il senso di una stagione globalmente scadente. Lo è stata per via dei risultati, in peggioramento rispetto al già deludente 2020/21, lo è stata per via del gioco, sempre di bassissimo livello (la Juve di Pirlo qualche bel ricordo nella memoria l’aveva almeno lasciato impresso, tipo le splendide vittorie di San Siro con il Milan e al Camp Nou con il Barcellona), perché nessun giocatore ha fatto progressi sensibili e perché la scelta di richiamare l’allenatore più vincente e più pagato d’Italia non ha portato un valore aggiunto.

Il peso della vittoria

La Coppa Italia non sarebbe una foglia di fico sufficiente, dunque, ma avrebbe un valore molto importante nell’ottica indicata da Chiellini: consentirebbe alla Juventus di mantenere confidenza con la vittoria, introdurrebbe i cardini della squadra del futuro, Vlahovic e Locatelli, ai valori fondanti del club (vincere, e tutto il resto non conta) e consentirebbe a squadra e società di avviarsi alla stagione che viene con il conforto e le rassicurazioni di un titolo appena conquistato, senza contare che tramite la coppa nazionale i bianconeri avrebbero la possibilità di giocare la Supercoppa, che è una sorta di status sociale e a cui partecipano ininterrottamente dal 2012.

Un titolo per allungare la striscia

La Juve vince almeno un titolo dal 2011/2012. Per sei volte ha centrato una doppietta. Nel 2015/2016 è arrivato addirittura il tripletino domestico (trofei internazionali zero, invece): è anche per questi luminosi e incombenti precedenti che dai bianconeri si pretende sempre qualcosa di più ed è anche per il carico di responsabilità lasciato in eredità da questo decennio trionfale, o addirittura dittatoriale, che scivolare bruscamente nelle palude degli zero tituli potrebbe avere delle pesanti ripercussioni psicologiche sulla fragile squadra che si sta ricostruendo. Un successo manterrebbe in piedi l’abitudine, o addirittura il vizio: per questo sarebbe fondamentale, per questo un uomo sgamato e saggio come Chiellini lo considera determinante più per il futuro che per il presente. Anche perché quando entri nella spirale dell’astinenza non sai mai come, quando e se ne esci.

Juve, una coppa più per il futuro che per il presenteFonte Repubblica.it

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