Juve, un altro passo indietro. E stavolta Allegri alza la voce: “Bisogna uscirne, con le buone o le cattive”

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MILANO – Sabato sera Allegri aveva la faccia di uno che deve ricominciare tutto da capo e non sa come fare. “Pensavamo di esserne usciti, invece ci siamo ricascati” diceva parlando delle sconfitte come se fossero una malattia o, peggio, una dipendenza. Ma stavolta, nella sua analisi dopo il ko con il Milan non c’è stata accondiscendenza verso la squadra, al contrario. Pur con toni assai moderati, ha parlato più volte di “errori tecnici”, del fatto che “dopo 25 minuti si sono messi a fare passaggi all’indietro” e di “crollo psicologico” nel secondo tempo: sono accuse precise ai giocatori perché, a parte la fragilità mentale di cui è responsabile anche l’allenatore (non è in fondo lui il leader del gruppo, quello che dovrebbe dare esempio e sicurezza?), non è certo colpa sua se un giocatore sbaglia un passaggio, uno stop, una scelta di gioco. È uno scarico di responsabilità? Forse no, piuttosto un tentativo di scotimento. Difatti, l’ultima frase pronunciata dopo un rosario di parole meste è stata la più graffiante: “Da questa situazione dobbiamo uscirne. Con le buone o con le cattive, ma dobbiamo uscirne”.

Allegri: “Bisogna uscirne, con le buone o le cattive”

Allegri non è uno abituato ad alzare la voce, ha sempre saputo essere convincente con la credibilità ma adesso che nessuno più lo ascolta, o lo capisce, deve imparare a fare la faccia dura. Cosa significa, con le buone o con le cattive? Significa che alla squadra non verranno più concessi alibi, che sono in arrivo rimproveri anche dalla società, che se l’andazzo non cambierà potrebbero scattare provvedimenti inusuali tipo il ritiro, anche se certamente non subito, visto che lunedì la squadra partirà per Israele, dove martedì cercherà di tenere in vita le speranze di non farsi cacciare dalla Champions. “Adesso la nostra urgenza è quella. Il campionato abbiamo ancora tempo per sistemarlo”.

Un crollo inatteso

Ma il crollo di San Siro è grave perché non era previsto. La Juve tutta era convinta che le vittorie con Bologna e Maccabi avessero dato un colpo di spugna sulla crisi e invece i bianconeri hanno risfoderato i soliti difetti: dopo 20′ discreti sono crollati non appena l’avversario ha imposto cambi di ritmo che la Juve non sa reggere, senza contare che le scelte di gioco di Pioli sono state molto più efficaci di quelle di Allegri, che però parla di tecnica approssimativa e di calo mentale e non fisico, quindi di problemi che esulano dalla sua zona di competenza. Sta di fatto che questa volta la Juventus ha tirato in porta appena tre volte (e pericolosamente solo nel finale, con Kean), nonostante un possesso palla che ha toccato il 60%.

Mezzora di palleggio in difesa

Ma i dati dicono che il pallone i bianconeri lo hanno gestito per la maggior parte del tempo (63%) nella propria metà campo: la Juve ha tenuto in assoluto palla per 11′ più del Milan (34’27” contro 22’58”), ma i rossoneri l’hanno giocata di più nella metà campo avversaria (13’29” contro 12’36”) e questo nonostante la squadra in svantaggio sia naturalmente portata ad avanzare il raggio d’azione. Più che i passaggi all’indietro denunciati da Allegri, insomma, quello della Juve sembra il solito problema di baricentro, sempre troppo basso, sempre appiattito sul proprio portiere. “Se giochiamo in avanti prendiamo meno contropiede e siamo più pericolosi, invece a un certo punto smettiamo e cominciamo a giocare all’indietro. Su questa cosa dobbiamo lavorare”, osserva. Ma lo dice a una squadra abituata a ragionare sulla propria porta prima che su quella dell’avversario, abituata alla prudenza, abituata a centellinare gli attacchi. E sradicare un’abitudine radicata, si sa, è difficilissimo.

Vlahovic sotto accusa: ora è in ballottaggio con Milik

Di certo, quando parla di errori tecnici Allegri mette nel mirino principalmente Vlahovic, sempre più raffazzonato nel controllo della palla, sempre più impreciso nel tocco, sempre più in imbarazzo nel fare cose che non siano il tiro in porta (a Milano, comunque, non ha tirato proprio, neanche fuori): anziché migliorare, come dovrebbe accadere alla sua età, continua a regredire, anche se la sua media gol resta buona. Allegri dovrà decidere se lasciarlo fuori martedì ad Haifa, dove rientrerà Di Maria, la luce oltre gli schemi: la presenza dell’argentino assieme a due attaccanti è esclusa, per cui l’allenatore dovrà scegliere tra Milik e Vlahovic, tenendo conto che il polacco è finora lo juventino dal rendimento più alto e costante. Curioso per uno che era riserva al Marsiglia, che non ha fatto la preparazione con la squadra e che è arrivato soltanto perché la società non è riuscita a prendere né la prima scelta né la seconda e forse neanche la terza.

L’ultima chiamata per la Champions

La Juve non ha comunque troppo tempo per rimuginare, perché martedì gioca in coppa una partita disperata, come del resto lo saranno le ultime tre: vincerle tutte è l’unica possibilità per evitare l’eliminazione, a meno che Psg e Benfica non inciampino nel Maccabi. “Dobbiamo vincere per poi giocarci tutto a Lisbona” dice Allegri, convinto che invece in campionato le cose riuscirà prima o dopo a raddrizzarle, visto che da gennaio avrà Pogba e Chiesa e Di Maria a pieno regime, sempre che il Mondiale, che riguarderà dodici o tredici juventini, non riconsegni giocatori acciaccati, stanchi o semplicemente stufi o distratti. Discorsi lontani: l’urgenza è la Champions, con vista sul derby di sabato pomeriggio.

Juve, un altro passo indietro. E stavolta Allegri alza la voce: "Bisogna uscirne, con le buone o le cattive"Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

le cattive sarebbero che ritornano a pagare gli arbitri?

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

buone o cattive, l’acciughina resta.
l’ha detto arrivaultimo che un sostituto lo deve pagare il tifoso.

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

“Juventus, Rabiot può tornare in Ligue 1. Il PSG vuole riportare a casa il centrocampista”
ma come, adesso che continua a fare doppiette, la gobba lo vuole cedere?
ma a parigi cercano giardinieri per versailles?