Juve, la ‘vendetta’ dell’ex. Zakaria: “Dovrebbe vincere sempre 3-0”

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Lontano dalla Continassa, lontano da Allegri. Anche Zakaria si aggiunge al coro di critiche per il gioco dell’allenatore della Juventus. Dopo De Ligt, che dal giorno del suo addio al bianconero ha iniziato a sottolineare i problemi vissuti a Torino, il centrocampista svizzero, in un’intervista alla testata svedese Blick, ha messo in evidenza le criticità del gioco della Vecchia Signora. Arrivato nel mercato di gennaio voluto fortemente dal tecnico, Zakaria è stato ceduto in prestito al Chelsea durante la  sessione estiva essendo fuori dai piani del club. “Però non volevo lasciare la Juventus, si è svolto tutto nelle ultime sei ore di mercato”, è stato l’esordio dello svizzero. Che ora, pur essendo in prestito con un diritto di riscatto fissato a più di 30 milioni, difficilmente ritornerà a Torino se in panchina ci sarà ancora Max.

Zakaria: “La Juve dovrebbe vincere sempre 3-0”

Le critiche di  Zakaria sono incentrate sull’atteggiamento tattico della squadra, sull’incapacità di mettere i calciatori nelle migliori condizioni di poter rendere in campo e sullo scarso dialogo instaurato con l’area tecnica da parte dello svizzero: “Allegri è un allenatore che ha ottenuto grandi risultati, ma non ho parlato molto con il mister”. Nonostante il gol all’esordio e le buone impressioni destate nelle prime partite, Zakaria non si è mai inserito completamente nel sistema bianconero un po’ per i problemi fisici avuti e in parte per il sistema di gioco troppo prudente, almeno secondo il suo punto di vista: “La Serie A non era per niente il mio calcio – ha proseguito -. La squadra giocava troppo bassa: con il suo potenziale, la Juventus dovrebbe essere sempre in testa alla classifica e vincere 3-0 tutte le partite. Ora al Chelsea scoprirò un calcio con più spazi, più intensità, più duelli. Dovrebbe andar bene per me”. Un punto di vista inequivocabile: troppa tattica in Italia, troppo conservativo lo stile di Allegri, critica mossa su diversi fronti all’allenatore livornese. Esplicitamente, come nel  caso di  Zakaria, o implicitamente ma costantemente, come per De Ligt.

De Ligt: “La Juve è forte ma Bayern salto di qualità”

Se le critiche sul gioco prendono forma da diversi aspetti, dall’adattamento di un calciatore al suo passato, è il raffronto tra due realtà che fa realmente male alla piazza. Ancora di più se arrivano da uno dei calciatori che avrebbe dovuto rappresentare la svolta nella storia recente della Juventus, insieme a Cristiano Ronaldo, e che invece ha abbandonato Torino per provare a vincere a Monaco di Baviera. “La Juventus è un’ottima squadra, ma scegliendo il Bayern ho fatto un salto di qualità”, sono state le parole di De Ligt, taglienti e ficcanti dopo quelle pronunciate quando ancora vestiva il bianconero (“due quarti posti consecutivi non mi bastano”). Oggi i bavaresi sono quinti in campionato ma a punteggio pieno in Champions  League:  “Alla Juve mi sono divertito tantissimo, ma era arrivato il momento di una nuova avventura. Il Bayern ha l’ambizione di vincere la Champions, alla Juve questa sensazione l’ho avvertita di meno. Il Bayern Monaco è più vicino alla filosofia di ciò che il tecnico dell’Olanda vuole in campo”.

I metodi di allenamento di Allegri e del calcio italiano

Le critiche di De Ligt sono state le più recenti ma non le uniche da parte del difensore. Già nei primi giorni in Baviera, dopo aver imposto il proprio volere abbandonando la Juve, l’olandese aveva spiegato le iniziali difficoltà  a reggere i ritmi di allenamento di Nagelsmann soprattutto dal  punto  di  vista  fisico. “Poca intensità e tanta tattica” era stata la descrizione dei programmi di allenamento sperimentati in Italia: poco spazio alla preparazione atletica, tanto alla  preparazione tattica delle partite. “All’inizio ho avuto difficoltà – spiegò dopo la vittoria a San Siro con l’Inter -. Giorno dopo giorno impari e migliori. In Italia fai più tattica e più schemi, meno intensità e soprattutto nello sprint. All’inizio ho avuto qualche difficoltà con il lavoro di intensità che abbiamo fatto al campo ma ora ho trovato una condizione buona”. 

Juve, la 'vendetta' dell'ex. Zakaria: "Dovrebbe vincere sempre 3-0"Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
10 giorni fa

allora…
la dirigenza é la solita.dell’anno sorso.
l’allenatore é il solito.
i giocatori pure…
anzi, con l’aggiunta di pobbá, di maria, vlahovic, paredes e bremer (che non é poco)
allora cos’é cambiato?
non saranno mica cambiati gli arbitri?