Italiano: “All’Europa crediamo ancora, il mio futuro è a Firenze”

Italiano: "All'Europa crediamo ancora, il mio futuro è a Firenze"

FIRENZE – Metti un pranzo insieme. Quello tra il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Italiano, e il direttore generale Joe Barone. Dopo la pesante sconfitta contro l’Udinese, complice anche il giorno di riposo concesso dalla dirigenza alla squadra, i due si sono visti nella zona di Viareggio. Presente, futuro, extra calcio. Firenze attende di capire che cosa accadrà. Nel frattempo i viola provano a reagire dopo le tre sconfitte di fila (compresa quella in Coppa Italia contro la Juventus), alla ricerca di un piazzamento europeo che si è fatto complicato ma non impossibile. La Fiorentina ci crede e le sue ambizioni passano anche dalla gara domani (ore 15) contro il Milan lanciato verso lo scudetto. Oltre 75 mila spettatori per un San Siro esaurito. Ma la Fiorentina, anche di recente, ha già dimostrato di poter fare imprese anche quando tutto lo stadio è contro. Basti ripensare al 2-3 al “Maradona” di Napoli. Queste le parole di Italiano, tecnico viola, alla vigilia della sfida.

Come ha ritrovato la squadra in settimana?
“Quest’anno siamo abituati così. Si archiviano le prestazioni di qualsiasi tipo e si riparte. Figuriamoci se non archiviamo una partita storta come quella con l’Udinese. Venivamo da prestazioni buone e risultati utili. Pensiamo solo a questi venti giorni, andiamo avanti con fiducia. Domani sarà una battaglia contro i primi della classe, noi faremo di tutto per non farci battere”.

Come è stato l’incontro col direttore generale Barone?
“Mi ha fatto piacere stare col direttore. Quando leggo certe cose si manca di rispetto a quello che si è fatto finora. Noi siamo dei professionisti. Ho parlato anche con il presidente Commisso, è dispiaciuto per gli ultimi risultati ma ci ha dato coraggio. Tutti noi abbiamo un sogno, ovvero finire il campionato dove siamo stati finora. C’è grande unione e grande feeling, andiamo avanti”.

Si è parlato molto anche della clausola da 10 milioni di euro…
“Il mio contratto esiste dal primo giorno, clausola o non clausola cambia poco. La concentrazione è sempre la stessa. Penso solo a lavorare e a fare il professionista, se vinciamo poi non penso a nulla e se perdiamo ho la testa altrove. Non è vero. Ho un contratto con la Fiorentina ed è quello che conta per il futuro”.

Perché la sua squadra dovrebbe andare in Europa?
“Dobbiamo fare punti ma se da inizio anno stazioniamo in quelle zone vuol dire che ci meritiamo di coronare così la nostra stagione. Nei primi 20′ con l’Udinese potevamo fare anche quattro gol, e quel passivo è un risultato eccessivo anche se dobbiamo fare di più sia in zona offensiva che in difesa. Queste sono le mie valutazioni: meritiamo di rimanere dove siamo”.

La vittoria dell’andata contro il Milan rimane la migliore?
“Abbiamo fatto altre partite in cui siamo stati più belli e più lucidi, anche se in quella notte facemmo una gara fantastica con cinque tiri e quattro gol. Avevamo allora quel cinismo che ci manca, proviamo a trovare quella concretezza che abbiamo avuto all’andata. La qualità fa vincere tutte le squadre”.

Come stanno i giocatori più acciaccati?
“Abbiamo voluto recuperarli il più in fretta possibile, sapevamo che potevamo pagare qualcosa e così è stato. E’ stato però per il bene di tutti, per avere più frecce a disposizione. Per me non esiste dire che siamo squadra che ha problemi mentali: oggi ho esortato tutti ad avere fiducia in quello che facciamo, perché non possiamo perdere l’Europa. Valuteremo cosa fare sulle scelte, non è facile gestire la rosa con impegni così ravvicinati. A Salerno abbiamo consegnato noi la partita ai nostri avversari”.

E’ il Milan la squadra più forte del campionato?
“Tutte le squadre hanno momenti di alti e bassi, sta succedendo anche a noi. Il Milan ha due punti di vantaggio ed ha più chance di tutte di arrivare fino alla fine. Avrà però gare difficili davanti, con squadre che si giocano ancora qualcosa”.

E’ vero che la sua squadra è stanca fisicamente?
“Quando si parla di aspetto fisico penso si debba valutare che abbiamo recuperato giocatori che sono stati a lungo fermi: quando poi ne hai tanti da recuperare, metti a rischio le prestazioni. Gli altri stanno bene. Fino a otto giorni fa abbiamo vinto col Venezia e tirato in porta tante volte. Abbiamo subito gol in situazioni in cui non siamo stati bravi nelle ripartenze e nelle transizioni. La squadra però ha ancora energie da spendere, non è quello il problema”.

Si aspetta qualcosa in più da Piatek e Cabral?
“Quando si perdono le partite manca tutto il collettivo, non solo le punte. Abbiamo fatto 40 tiri in porta e pochi gol, questo vuol dire che dobbiamo essere più concreti. Piatek e Cabral si sono subito messi a disposizione appena arrivati ma spesso gli attaccanti vivono del momento della squadra. Alcune volte serve inventarsi la grande giocata, come Arthur a Napoli: serve assumersi questa responsabilità. A me serve impegno, applicazione e sacrificio. Non è però una questione singola quella del problema del gol, ma collettiva”.

Avrà bisogno di calciatori abili anche a uscire da situazioni spiacevoli tatticamente?
“Se tanti ci aspettano e ripartono è anche merito nostro, perché ci rispettano.  A Salerno dopo il gol preso gli avversari hanno fatto solo quello. In tante occasioni siamo stati bravi a non concedere certe occasioni. Dobbiamo essere attenti e bravi a studiare i punti di forza degli avversari nella preparazione delle partite. Ma noi vogliamo giocare partite così”.

Teme la qualità degli esterni del Milan?
“Leao e Theo sono tra i giocatori più dinamici ed esplosivi del campionato, possono far male a chiunque. In questi due giorni qualcosa abbiamo preparato per loro, cercheremo di non fargli sprigionare tutta la loro qualità perché possono farci male. Cercheremo di essere bravi nell’uno contro uno e a non fargli superare la prima pressione”. 

Italiano: "All'Europa crediamo ancora, il mio futuro è a Firenze"Fonte Repubblica.it

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