Italia fuori dai Mondiali, Zola: “Non è colpa di Mancini se manca il talento in attacco. Ho vissuto i tormenti di Jorginho”

Italia fuori dai Mondiali, Zola: "Non è colpa di Mancini se manca il talento in attacco. Ho vissuto i tormenti di Jorginho"

CAGLIARI. “Sono devastato da questa sconfitta. Non andare ai Mondiali destabilizza. È come se contro la Macedonia del Nord, con Berardi e gli altri, ci fossi stato anche io”. Gianfranco Zola e la maglia azzurra. Tra presente e passato. L’Italia, ko in uno spareggio da incubo. Dopo Mosca, anche i mondiali del Qatar li si guarda dal divano di casa. La voce va e viene: l’ex trequartista di Napoli, Parma, Chelsea e Cagliari è negli Stati Uniti per lavoro. “Ho visto la partita in albergo, con amici italiani ci siamo divisi una pizza pessima. È stata una lunga sofferenza: loro in dieci a spazzare, tutti solidi dietro. Su un corner ricordo la faccia del capitano, Ristovski: trasudava fame, energia e grinta”. Magic box per gli inglesi, indimenticabile scatola delle giocate da sogno, riannoda i fili. “In Italia è già caccia ai responsabili? Cambiamo il modo in cui il calcio vive e si alimenta. Serve un circuito virtuoso che esalti la qualità. Puoi essere ben allenato, organizzato tatticamente ma senza il talento prima o poi vai a sbattere”.

Partiamo da qui. Mancini deve dimettersi?
“No. Roberto ha fatto un grande lavoro e costruito una base importante. La Nazionale non ha vinto per caso l’Europeo”. 

L’1-0 di giovedì punisce un’Italia poco competitiva? 
“Neanche per Cristiano Ronaldo e gli altri con la Macedonia sarà da relax. Comunque, dipingere la vittoria di Wembley come fortunosa è folle: abbiamo vinto con merito perché abbiamo giocato meglio. Il lavoro dello staff tecnico, il gruppo e i risultati ci hanno dato fiducia. Poi, alcuni problemi, penso agli infortuni di Spinazzola e Di Lorenzo, c’erano e ci saranno. E nelle qualificazioni sono riemersi”. 

Tanto da toppare con una nazionale modesta. Cosa è mancato? 
“La qualità offensiva. La perdita di Chiesa è stata pesante, dava strappi, imprevedibilità e forza. La poca incisività si è vista con i macedoni. Per batterli essere buoni palleggiatori non è bastato. Con le squadre chiuse in venti metri devi essere bravo nello stretto. Sento parlare di sfortuna. No, la buona sorte te la devi cercare”. 

Chi salva dallo spareggio perduto?
“Gli episodi migliori sono passati dai piedi di Verratti e Berardi. Mentre Barella mi è parso un po’ stanco. Jorginho ha fatto la sua parte. Mi irrita sentire che i due suoi rigori sbagliati siano stati la causa dell’addio al Qatar. Stiamo a casa perché non abbiamo avuto forza e qualità. Dal dischetto Jorginho non si è mai tirato indietro, ne ha segnati tanti. Anche io ho sbagliato un rigore importante per gli Europei del ’96. Mi sono martoriato a lungo. Ma non è servito”. 

L’attacco non la butta dentro.
“Non era la gara per Immobile, Ciro non dà il meglio negli spazi stretti. Ma chiediamoci come mai produciamo così pochi giocatori di qualità, forti nell’uno contro uno e imprevedibili negli spunti offensivi. Nel calcio moderno serve questo. Teniamoci le nostre caratteristiche e prendiamo i buoni esempi anche dall’estero. Se dall’Inter di Mourinho nel 2010 non vinciamo niente in Europa, una ragione c’è. Vanno rivoluzionati settori giovanili e academy. Serve coraggio. Troviamolo”. 

Che fine ha fatto il fantasista made in Italy?
“Ci è mancato con la Macedonia. Hai avuto il 70 per cento di possesso palla, battuto sedici angoli a zero, tirato tanto ma male, l’hai persa con un tiro da 25 metri al 90′ di una punta che faceva panchina nel Palermo. La nazionale esprime il movimento calcistico, i talenti non vengono fuori casualmente. Poi, leggo che nell’Under 21 i primi undici giocano poco in A. Mentre Mancini ha solo il 30 per cento di azzurrabili. La conseguenza non deve sorprenderci più di tanto”.

Che lezione si deve trarre?
“Siamo passati dall’abbondanza dei Del Piero, Baggio, Totti, Mancini, Cassano. Tanto talento. La Macedonia arroccata potevamo batterla solo con una giocata di fantasia, imprevedibile, caparbia”.

Zola, da dove si riparte?
“Da scuole calcio, camp e format d’allenamento: spazio alla fantasia. Mi piace il lavoro, e la fermezza con i presidenti dei club di A, mostrata dalla Federcalcio del presidente Gravina. Serve tempo, la nazionale è una grande opportunità per il Paese e arricchisce tutti. Anche le società. Intanto, lasciate in pace Roberto Mancini”.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

se il tuo giorgino ha sbagliato due rigori decisivi, (piú quello contro l’inghilterra in finale… che avrebbe potuto anche essere decisivo) che per un giocatore professionista pagato come lui, sono come per un camionista parcheggiare al deposito senza distruggere la carrozzeria, é forse colpa di baggio? o di donnarumma? o di bastoni? o di chi? zola, torna a mangiare il gorgonzola, nanetto!!!

castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

quando un giocatore di quel livello sbaglia un rigore in una finale… pazienza. quando ne sbaglia un altro in una partita importante… pazienza. quando ne sbaglia un altro in una partita decisiva… pazienza… ma poi uno intelligente (non come mancini e come zola) deve capire che NON É UN GIOCATORE DA NAZIONALE. in nazionale ci vanno i migliori. se un camionista imbocca una strada a senso unico per tre volte di seguito, il suo datore di lavoro gli toglie il camion E HA RAGIONE!

castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

se berardi gioca benissimo nel sassuolo ma in nazionale si mangia i gol a porta vuota. se immobilie gioca benissimo nella lazio ma in nazionale fa cag***… se insigne al napoli gioca benissimo ma in nazionale non combina un ****o… ci sará un motivo. MA IL MOTIVO NON CI INTERESSA DOPO DUE ANNI DI SCHIFO. ci interessano i risultati. pagateli 40mila euro all’anno e poi vedrete che migliorano.

castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

quando un ct per sostituire in difesa i due mandrilloni bianconeri che hanno 72 anni in due, convoca stabilmente un tale acerbi CHE NE HA 34, vuol dire che questo ct di programmazione non ha capito niente.