Intrigo Mbappé, agli scecchi del Psg i conti (mostruosi) tornano sempre

Un “no” secco non l’hanno detto, ancora. Perché 160 milioni per un calciatore in scadenza tra un anno, e che ha già lasciato ampiamente intuire di voler andare via, sono davvero un regalo generosissimo. Ma se a Parigi non hanno ancora deciso di accettare la proposta oscena che il Real ha fatto pervenire ai dirigenti del Psg per acquistare Mbappé, è semplicemente per un motivo: possono permetterselo. 

Una corrente – la più europea – all’interno del club, spinge per accettarla, quell’offerta irrinunciabile. Ma dalla proprietà, per ora, riflettono. Quando il Barcellona ha annunciato la fine del matrimonio con Messi, nessuno ha avuto dubbi: solo il Psg si sarebbe potuto permettere gli oltre 30 milioni netti di stipendio annuale del fuoriclasse argentino. E non perché le regole lo permettano. Ma nel calcio post pandemia, i controlli della Uefa sulle spese sono tolleranti, e a dire il vero il Financial fair play non è mai stato percepito dagli sceicchi del Qatar come un ostacolo, anzi. Si è scritto in Francia di un piano di rientro chiesto dalla Ligue 1 transalpina e accettato dal Psg per chiudere in attivo di 180 milioni il mercato estivo: nulla, fino a oggi, ha fatto percepire la volontà di aderire, anzi finora i conti registrano un “rosso” di una cinquantina di milioni. 

Come non bastasse, nell’anno in cui tutto il mondo registra un calo dei ricavi da sponsorizzazione, in cui la Ligue 1 ha perso una larga fetta dei ricavi tv a causa del pasticcio Mediapro, il Psg s’è comportato come se tutto ciò non esistesse. E ha messo sotto contratto, tutti insieme, Donnarumma (12 milioni netti), Wijnaldum (10 milioni netti), Sergio Ramos (15 milioni netti), Hakimi (8 milioni pagando anche 65 milioni di euro all’Inter) e ovviamente sua maestà Messi. In tutto, ha incrementato il proprio monte stipendi di circa 115 milioni, portandolo a superare i 500 milioni di euro lordi a stagione. Una cifra che brucia da sola oltre il 90% dei ricavi, che nel 2020 erano di 568,68 milioni. Costi mostruosi, un organico da 36 giocatori, a cui aggiungerne altri 6 mandati in prestito. Pagherà lo sceicco: aumenti di capitale, luxury tax (prevista dalla Uefa nella riforma del Fair play finanziario), nulla spaventa gli sceicchi. Basta fare il prezzo. 

Fonte Repubblica.it

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