Inter, tra campionato e finale di coppa Italia 7 gare in un mese. Rebus turnover a centrocampo

Inter, tra campionato e finale di coppa Italia 7 gare in un mese. Rebus turnover a centrocampo

La Coppa Italia contro la Juventus, lo scudetto contro il Milan. L’Inter in questo finale di stagione si trova a contendersi i due più importanti trofei nazionali con le rivali di sempre. E a dover giocare sette partite in 29 giorni. Si comincia sabato contro la Roma a San Siro, si finirà il 22 maggio sempre in casa contro la Sampdoria, nell’ultima giornata di campionato. In mezzo, oltre agli altri impegni di Serie A, l’11 maggio la squadra di Simone Inzaghi all’Olimpico incontrerà i bianconeri in una finale che incredibilmente manca dal 1965. In quell’occasione vinse la Juventus per 1-0, impedendo all’Inter di Herrera di fare il suo primo Triplete.


Corsa Scudetto: il calendario di Milan, Inter, Napoli e Juve

  34a giornata recupero 35a giornata 36a giornata 37a giornata 38a giornata
Milan 71 pt LAZIO Fiorentina VERONA Atalanta SASSUOLO
Inter 69 pt Roma BOLOGNA
(27 aprile)
UDINESE Empoli CAGLIARI Sampdoria
Napoli 67 pt EMPOLI Sassuolo TORINO Genoa SPEZIA
Juve 63 pt SASSUOLO Venezia GENOA Lazio FIORENTINA

In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

Classifica Serie A | Marcatori | Calendario completo Serie A


 

Sette partite in ventinove giorni

Un finale di stagione del genere, oltre promettere emozioni forti ai tifosi, impone all’allenatore e al suo staff di progettare un turnover intelligente, di modo da gestire le forze e arrivare ai big match con la migliore formazione possibile. Nel dettaglio, dopo la sfida contro i giallorossi del super ex Mourinho, i nerazzurri incontreranno mercoledì 27 aprile il Bologna in trasferta, nel recupero della gara in programma lo scorso 6 gennaio e mai disputata. Nel weekend altra trasferta, contro l’Udinese di Gabriele Cioffi. La settimana dopo sarà la volta di Inter-Empoli, e passata la finale di Roma con la Juve, l’Inter volerà a Cagliari. Prima della pausa estiva, i nerazzurri riceveranno la Sampdoria al Meazza.

Turnover, bene in difesa e attacco

Escludendo la porta, dove Samir Handanovic è titolare inamovibile anche in Coppa Italia, Inzaghi per progettare le rotazioni ha ottime alternative tanto in difesa quanto in attacco. D’Ambrosio, Dimarco e Ranocchia hanno dimostrato di essere ottimi rincalzi al trio titolare Skriniar, De Vrij e Bastoni. In fascia destra Darmian quando è stato impiegato quasi mai ha fatto rimpiangere Dumfries. E si è fatto volere ancor più bene dalla San Siro interista servendo l’assist per l’1-0 di Lautaro nella semifinale di ritorno di Coppa Italia col Milan. A sinistra il nuovo arrivato Gosens, in rete coi rossoneri martedì scorso, è un ottimo sostituto di Perisic. Per quanto riguarda l’attacco, Inzaghi ha sempre detto di considerare tutti potenzialmente titolari: Lautaro, Dzeko, Sanchez e Correa sono sempre più intercambiabili. Solo in campionato, i quattro hanno segnato insieme 36 gol. E chissà che qualche minuto in più possa farlo anche Caicedo, più vicino alla forma migliore.

Il rebus del centrocampo

Dove Inzaghi sembra avere meno margine per sperimentare è a centrocampo. Lì in mezzo le gerarchie sono più rigide che in ogni altro reparto. Nella formazione titolare il regista tuttofare Brozovic, perno della squadra, è affiancato a destra da Barella e a sinistra da Calhanoglu. Una mediana fortissima, che mal sopporta modifiche e stravolgimenti. Limitandosi alla sola Serie A, il sito di statistica sportiva Kickest.it fa notare come su 32 partite di campionato Barella sia partito titolare in 30, Brozovic in 29, Calhanoglu in 28. Ragionando in numeri giocati sul totale, Barella è all’86 per cento, Brozovic all’84, Calhanoglu al 72. Nessuno dei sostituti ha un impiego nemmeno comparabile: cinque gare da titolare per Gagliardini, in campo per il 17.5 per cento dei minuti di questa Serie A, due a testa per Vidal e Vecino, che hanno giocato rispettivamente il 22 e il 12 per cento dei minuti. Il dilemma per Inzaghi è: continuare a spremere i tre di cui si fida di più, o aprire a un turnover un po’ più consistente di modo da averli più freschi nelle gare clou? Una risposta si avrà dalle tre sfide in rapida successione che attendono i nerazzurri fra questo sabato e il fine settimana successivo.

Fonte Repubblica.it

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