Inter-Roma 3-1: Dumfries, Djokovic e Lautaro lanciano in vetta i nerazzurri

Inter-Roma 3-1: Dumfries, Djokovic e Lautaro lanciano in vetta i nerazzurri

Inter-Roma 3-1: Dumfries, Djokovic e Lautaro lanciano in vetta i nerazzurri

MILANO – Questa volta, prima di dedicare a Mourinho cori e standing ovation, San Siro ha aspettato di avergli segnato tre gol. La posta in gioco era troppo alta per i sentimentalismi. Il conto stagionale fra l’Inter e l’uomo del Triplete si aggiorna e si aggrava, fra campionato e Coppa Italia: otto reti a una in tre partite. Primo grado, appello e cassazione. Con il 3-1 di Milano, la Roma ha visto fermarsi a dodici la striscia di partite consecutive senza sconfitte, la più lunga del campionato. L’Inter ha invece infilato la quarta vittoria consecutiva, una spinta importante per la volata finale. E il merito è in buona parte del signore che sta in panchina. Per questo, subito dopo avere incitato José Mourinho, l’uomo del passato, lo stadio interista a squarciagola ha osannato Simone Inzaghi, quello del presente. “Mai detto no al ritorno di Mourinho, quando abbiamo scelto Conte abbiamo scelto Conte e basta”, aveva chiarito prima della partita l’amministratore delegato interista Beppe Marotta, spiegando poi come funzionino le cose alla Pinetina da quando c’è lui: “Quando si vuole vincere ci deve essere pressione. Dobbiamo essere bravi a gestirla. Dobbiamo cercare di ottenere sei vittorie da qui alla fine”.

<<La cronaca della gara>>

Sarà per il freddo, insolito a fine aprile, sarà perché vincere in due settimane contro Juve e Milan dà morale, ma l’Inter è parsa davvero quella dello scorso dicembre. E dire che la gara con la Roma è cominciata al rallentatore. Venti minuti soporiferi, una sorta di rappresentazione sintetica dei cliché negativi del calcio italiano: tatticismo esasperato, lentezza generale, paura di prendere gol come bussola. A dare la sveglia hanno pensato i due tiri da fuori, ravvicinati nel tempo, di Calhanoglu e Mkhitaryan. Poi sono arrivati i gol, uno più bello dell’altro, entrambi dell’Inter. Prima Dumfries di sinistro, sotto le gambe di Rui Patricio, su un lancio telecomandato di Calhanoglu innescato da una sponda di Dzeko. Poi Brozovic, con un potente destro in torsione, in fondo a un dribbling in due metri quadrati a ridosso del palo sinistro della porta del povero portiere portoghese.

Nella ripresa, dopo un paio di innocue folate della Roma, ci ha pensato Lautaro a chiudere i conti di testa, a superflua riprova che nella sua doppietta del derby di Coppa Italia non c’era nulla di casuale o episodico. Nel finale, sfruttando un raro momento di rilassamento della difesa interista, ha segnato Mkhitaryan, rendendo un po’ meno amara la trasferta alle migliaia di tifosi romanisti arrivati a Milano. Battendo la Roma l’Inter ha regalato al Milan, oggi impegnato all’Olimpico contro la Lazio, la matematica qualificazione in Champions League, primo obiettivo stagionale indicato da Stefano Pioli. Il secondo è superare i 79 punti dello scorso anno. Quello dell’Inter è farne uno in più dei rossoneri e del Napoli. Mancano cinque partite, la prima mercoledì a Bologna. In mezzo, la finale di Coppa Italia con la Juve. 

Inter-Roma 3-1 (2-0).
Inter (3-5-2):
Handanovic; Skriniar, De Vrij, Dimarco (18′ Bastoni); Dumfries, Barella, Brozovic (27′ st Gagliardini), Calhanoglu, Perisic (27′ st Gosens); Dzeko (18′ st Correa), Lautaro (36′ st Sanchez) (21 Cordaz, 97 Radu, 8 Vecino, 13 Ranocchia, 33 D’Ambrosio, 36 Darmian, 38 Sangalli). All.: S.Inzaghi.
Roma (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Mkhitaryan, Oliveira (35′ st Bove), Zalewski (33′ st Vina); Pellegrini (18′ st Veretout), El Shaarawy (18′ st Perez); Abraham (33′ st Shomurodov) (63 Boer, 15 Maitland-Niles, 24 Kumbulla, 37 Spinazzola, 42 Diawara, 55 Darboe, 64 Afena-Gyan). All.: Mourinho.
Arbitro: Sozza di Seregno.
Reti: nel pt 30′ Dumfries, 40′ Brozovic; nel st 7′ Lautaro, 40′ Mkhitaryan.
Angoli: 4-3 per l’Inter.
Recupero: 1′ e 4′.
Ammoniti: Mancini per proteste, Brozovic, Oliveira, Calhanoglu per gioco falloso.
Spettatori: 74.947.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
26 giorni fa

il milan si é rafforzato e ha mantenuto il suo allenatore vincente ed osannato dai suoi tifosi.
MA NON ERANO LORO I FAVORITI PER LO SCUDETTO
la juve si é rafforzata e ha ingaggiato un allenatore giá vincente da 9 milioni al posto di un novellino da 50 lire.
MA NON ERANO LORO I FAVORITI PER LO SCUDETTO
l’inter ha perso uno dei migliori allenatori d’europa e l’ha sostituito con uno che non ha mai vinto niente.
ha perso due giocatori del valore di 180 milioni e li ha sostituiti con un bambino da 15 milioni e un nonnino di 34 anni.
MA PER I GIORNALI DELLA FIAT E PER MEDIASET LA FOVORITA É SEMPRE STATA L’INTER…
mi sa che la prostituzione intellettuale calcistica di un certo giornalismo prezzolato continua…