Inter, nel gol di Dumfries alla Roma il manifesto del gioco di Inzaghi

Inter, nel gol di Dumfries alla Roma il manifesto del gioco di Inzaghi

Nove tocchi. Sette giocatori coinvolti. Quattordici secondi, dal portiere dell’Inter alla porta della Roma. Il gol di Denzel Dumfries dell’1-0 contro la Roma è l’apoteosi del gioco di Simone Inzaghi. Un’azione che concilia costruzione dal basso e verticalità. Tranne Dimarco, che riceve palla da Handanovic e la stoppa prima di cederla, e l’esterno olandese, che controlla di destro per poi calciare di sinistro, tutti la passano di prima. Compreso Calhanoglu, autore dell’assist profondo e delizioso. Nessuno dei passaggi che portano al gol sposta il gioco di più di cinque metri sull’asse orizzontale, eppure la palla dalla fascia arriva in mezzo, passo dopo passo. Su Twitter, a caldo, ieri sera c’era chi lo definiva “più bel gol della stagione”. Difficile stabilirlo. Più bello non si sa, la bellezza non è scienza, ma è senz’altro il più rappresentativo di questa Inter e dell’idea di calcio che la ispira.

Senza contropiede che si fa?

Già l’Inter di Conte era stata capace in diverse occasioni di arrivare al gol con azioni manovrate, nate dal portiere, costruite dal susseguirsi di passaggi giusti, opportuni e quindi vincenti, in uno spettacolo corale da guardare e riguardare. Ma nella breve e vittoriosa stagione dell’ex ct, la costruzione meticolosa del gioco dal basso non è mai stata lo schema base. E ci mancherebbe, vien da dire: con Romelu Lukaku e Achraf Hakimi in squadra, la tentazione di lasciar sfogare l’avversario e poi colpirlo in contropiede sarebbe stata troppo forte per qualunque tecnico. “Abbiamo dovuto cambiare il modo di giocare”, ha detto Inzaghi lo scorso novembre a chi gli chiedeva quali effetti avessero avuto le cessioni in estate di due assi della ripartenza come il centravanti belga e l’esterno marocchino. Se questa Inter, con un nuovo numero 2 e un nuovo 9, sia più forte di quella di prima, lo diranno i risultati a fine stagione. Senz’altro, non avere più due fra i contropiedisti più forti d’Europa ha suggerito un cambio di approccio che si è tradotto in un gioco bello da vedere, oltre che spesso efficace. Un gioco in cui tenere palla serve soprattutto a costringere la squadra avversaria ad allungarsi e concedere spazi, proprio come successo con la Roma sul primo gol.

I numeri della macchina da gol

In questa Inter capolista – in attesa del risultato del Milan e del recupero della trasferta di Bologna – dall’inizio della stagione hanno segnato diciassette giocatori diversi. Solo Atalanta e Fiorentina hanno mandato in rete più calciatori. I nerazzurri hanno di gran lunga il miglior attacco del campionato. Oltre che per gol segnati, e per reti di testa, sono primi anche per tiri totali, tiri in porta, assist e cross utili, cioè intercettati in area da un giocatore della propria squadra. È il segno di un gioco duttile, che si sviluppa su più direttrici, ma sempre ugualmente pericoloso. “Abbiamo giocato un grande primo tempo”, ha detto Inzaghi commentando il 3-1 alla Roma, confermando di avere visto in campo per 45 minuti quello che vorrebbe vedere sempre. A partire dalle prossime partite. Sulla carta, nella corsa scudetto, l’Inter si è liberata dell’avversaria più ostica fra quelle che le restavano da affrontare. Mercoledì dovrà sfidare il Bologna in trasferta, domenica prossima l’Udinese in Friuli, venerdì 6 maggio l’Empoli in casa. Dopo la finale di Supercoppa italiana dell’11 maggio con la Juve, domenica 15 volerà a Cagliari e il 22 riceverà la Sampdoria a San Siro. Quel che dovrà fare per cucire sulle maglie la seconda stella è continuare così, evitando che la macchina da gol si inceppi. “Il problema per noi è che l’Inter è una squadra molto forte”, ha sintetizzato José Mourinho, per spiegare la sconfitta. 

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
23 giorni fa

aveva detto che i 3 TRE gol dell’inter nel derby di coppa erano solo frutto di errori difensivi del milan.
ora il pretino pelato dell’evasore fiscale di arcore dirá magari che anche i 3 TRE gol dell’inter alla roma sono solo il frutto casuale di un cattivo piazzamento dei giocatori della roma?
i mediocri o peggio e gli invidiosi si riconscono subito perché non riescono mai a fare i complimenti ai vincitori.
nemmeno quando hanno sotto gli occhi e davanti al naso un paio di azioni da manuale del calcio…

castigamatti
Ospite
castigamatti
23 giorni fa

Quando fai due assist vuol dire che il tuo piede è bello caldo e contro la Roma s’è visto un Hakan Calhanoglu particolarmente ispirato. “E’ la qualità che mancava. E il Milan rimpiange”, scrive La Gazzetta dello Sport raccontando del suo decimo passaggio vincente stagionale.
se i milanisti continueranno a rosicare per calha, si dovrá mettere loro un divieto, per salvaguardare il patrimonio forestale dello stato.

El Cuchu
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El Cuchu
22 giorni fa

Lautaro sta segnando come un centravanti di razza, lui che centravanti puro non è…
Vlahovic ha segnato 7 gol in più, ma ricordiamoci che ha giocato anche una partita in più di Lautaro e ha calciato 2 rigori in più di Lautaro, lui che è un centravanti, sicuramente lo è più di Lautaro come caratteristiche fisiche, non è che abbia segnato una gran differenza di gol…

castigamatti
Ospite
castigamatti
22 giorni fa

Marani: “Il cambio di rotta dell’Inter è arrivato a Torino: 0-1 con la Juve decisivo per il titolo”. il cambio di marcia del milan é arrivato invece con il derby vinto immeritatamente.
ma non é durato.
senza quei due gol fortunosi (a dir poco… perché uno é arrivato dopo un fallo evidente su calhanoglu a centrocampo) lo scudetto sarebbe ora giá assegnato e non certo ai servi dell’evasore fiscale di arcore.