Inter-Napoli 3-2: Calhanoglu, Perisic e Lautaro rimettono i nerazzurri in corsa scudetto

Nel freddo di San Siro, contro il Napoli dell’ex Luciano Spalletti, l’Inter ha trovato in un colpo solo la prima vittoria in uno scontro diretto, la vista ravvicinata sulla vetta del campionato e anche il rigorista che cercava da quando Romelu Lukaku è tornato al Chelsea. Il 3-2 col Napoli rilancia i nerazzurri come contendenti per lo scudetto. Simone Inzaghi da ora in poi potrà davvero salire sul ring della Serie A come difensore del titolo, che pure non ha vinto, nella speranza che a maggio lo speaker urli “and still”, “e ancora”, segno nella boxe che i campioni non sono cambiati. Ma da qui ad allora il cammino è lungo e difficile. Il primo passo sarà mercoledì in casa contro lo Shakhtar Donetsk in Champions, partita che vale mezza stagione: né Spalletti né Conte negli ultimi tre anni sono mai riusciti a trascinare la squadra fuori dal pantano del girone. Poi ci saranno la trasferta di Venezia e la gara in casa con lo Spezia in cui, con un po’ di fortuna, potrebbe mangiare ancora qualcosa di quei 4 punti che ora la separano da Milan e Napoli, che ha interrotto la striscia di partite senza sconfitte a 21.

<<La cronaca della gara>>

Zielinski quarta punta, l’Inter non intercetta

Nel primo tempo il Napoli è partito meglio grazie a un’idea: Zielinski quarta punta, quasi sempre libero, visto che la difesa interista ha sempre raddoppiato su Osimhen. La trovata di Luciano – né applaudito né fischiato dal Meazza, e ad oggi ultimo allenatore interista ad aver perso col Napoli, nel 2019 – ha portato il gol azzurro, complice una rara palla persa da Barella. Ma l’Inter non si è disunita e si è anzi presa la partita. Il gol del pareggio è arrivato su un rigore solare, che l’arbitro Valeri ha assegnato però solo dopo che il Var glielo ha sbattuto in faccia: Barella tira dal limite, Koulibaly allarga il braccio e così respinge. Sul dischetto è andato Calhanoglu, non Lautaro che pure Simone Inzaghi alla vigilia aveva indicato come primo in griglia in caso di penalty. Come contro il Milan, il turco ho calciato con rabbia controllata e ha aggiornato il tabellone. Diciannove minuti dopo ha sistemato di nuovo la palla a terra, questa volta all’angolo sinistro del campo, ha calciato in mezzo e Perisic ha segnato di testa. Quando il portiere l’ha smanacciata lontana, aveva già passato la linea di porta, come mostrato della grafica, milionesima prova che video e sensori fanno bene al calcio.

Trance agonistica Inter, ma il Napoli sfiora il pareggio

Nella ripresa l’Inter è entrata in campo in trance agonistica, negando al Napoli quel possesso palla – viaggia su medie del 60 per cento – su cui ha costruito la sua corsa fin qui. A piegare gli azzurri ha pensato anche la sfortuna. Per una botta in testa rimediata in un contrasto Osimhen (è stato poi trasportato all’ospedale Niguarda) al 10’ ha dovuto lasciare il posto a Petagna. Un pallone perso da Fabian Ruiz, non il primo della partita, ha dato il via alla sgroppata di 65 metri con cui Correa è arrivato a servire Lautaro, che ha segnato il 3-1 con un gran diagonale e poi ha chiesto scusa allo stadio per i troppi errori dell’ultimo periodo. Ma un errore grave, davanti alla propria area, lo ha fatto Dzeko, in campo per il Tucu Correa: Koulibaly gli ha tolto la palla e Mertens (dentro al posto di Insigne) ha segnato con una sorta di punizione in corsa il suo gol numero 137 con la maglia del Napoli. Nel finale, al recupero da 8 minuti concesso dall’arbitro, Handanovic ha alzato sopra la traversa un colpo di testa di  Mario Rui. Un’altra clamorosa occasione l’ha sprecata alta Mertens. A fine partita cori offensivi dagli spalti contro i napoletani

Fonte Repubblica.it

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