Inter, missione coppa Italia: Inzaghi ritrova Bastoni, Lautaro la certezza in attacco

Inter, missione coppa Italia: Inzaghi ritrova Bastoni, Lautaro la certezza in attacco

MILANO – Gli scenari possono mutare in fretta. “La Coppa Italia? Non ci pensiamo, la priorità è lo scudetto”, diceva appena tre giorni fa Hakan Calhanoglu. Ma la vittoria a Verona del Milan, ex squadra del turco, impone all’Inter di prendere sul serio – nel senso, ancora più sul serio – il secondo trofeo nazionale per importanza. Che i rossoneri possano vincere il tricolore, con due punti di vantaggio che diventano tre per effetto degli scontri diretti, è sempre più probabile ad appena due giornate dalla fine. Quindi la partita di mercoledì all’Olimpico diventa centrale nella stagione nerazzurra. I sogni di scudetto ovviamente sono ancora lì, integri. E salvo risultati contro il pronostico, potrebbero non svanire fino al 22 maggio, ultima di campionato. In mezzo, però, c’è sfida con la Juve da tutto in una notte.

Torna Bastoni, dubbi in attacco

La buona notizia per Simone Inzaghi in vista della finale contro i bianconeri, che non si gioca dal 1965, è il rientro di Alessandro Bastoni, fermato a fine aprile da un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. Un infortunio doloroso, per lui ma anche per la squadra: a Bologna, nel giorno più amaro degli ultimi mesi per i nerazzurri, in marcatura sullo spilungone Arnautovich è finito Dimarco, 17 centimetri più basso, e il risultato si è visto. Bastoni ha un’altra struttura. I compagni lo chiamano “Gerry”, come giraffa, proprio per l’altezza. Se starà bene, giocherà. Per il resto, l’unico dubbio riguarda l’attacco. Lautaro è in un momento di grazia, nelle ultime sei partite fra campionato e Coppa Italia ha segnato sette gol. Ma chi affiancargli? Al momento le quotazioni di Dzeko e Correa si equivalgono. È probabile che Inzaghi scioglierà la riserva solo mercoledì, giorno di gara.

I punti persi in avvio e il valore della continuità

Riavvolgendo il nastro della stagione in campionato, i maggiori rimpianti per i tifosi interisti si concentrano sul periodo gramo seguito alla sconfitta nel derby con doppietta di Giroud lo scorso 5 febbraio. Sette punti in sette partite, proprio pochi. Altro colpo al cuore: la sconfitta di Bologna del 27 aprile, con la rete di Arnautovic e l’autorete de facto di Radu, in campo per Handanovic infortunato. Ma ci sono punti meno vistosi che l’Inter ha perso, ovviamente altrettanto dolorosi nella conta finale: quelli a inizio stagione. Dopo la dodicesima giornata di campionato il Milan, già da un anno e mezzo al servizio di Pioli, veleggiava a 32 punti, al pari di un Napoli fin lì impeccabile, per effetto di dieci vittorie e due soli pareggi. L’Inter inseguiva sette punti più sotto, a quota 25, avendo perso con la Lazio e avendo pareggiato con Sampdoria, Atalanta, Juventus e Milan. Simone Inzaghi doveva ancora prendere le misure con la sua nuova squadra. L’Inter, in rodaggio, non aveva il vantaggio di partire con un “pacchetto” gruppo-allenatore già rodato. Un vantaggio di cui Beppe Marotta non vuole privarsi per la prossima stagione. Per questo, anche nei momenti più difficili, ha sempre ribadito la propria fiducia a Inzaghi, in vista del prossimo anno. D’altra parte, con 78 punti alla 36esima giornata, il tecnico piacentino ha fatto meglio di tutti i suoi predecessori alla prima stagione, dal 2000 in poi, con la sola eccezione di Mourinho.


Corsa Scudetto: il calendario di Milan e Inter

  37a giornata 38a giornata
Milan 80 pt Atalanta SASSUOLO
Inter 78 pt CAGLIARI Sampdoria

Aggiornato il 7/5/2022. In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

Classifica Serie A | Marcatori | Calendario completo Serie A


 

Fonte Repubblica.it

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