Inter-Milan su San Siro possibile divorzio

MILANO – Il derby di stasera con 75 mila spettatori (incasso da record), vale la finale di Coppa Italia con Juventus o Fiorentina: potenzialmente 10 milioni di euro, nonché un titolo che all’Inter manca da 11 anni e al Milan da 19. Ma la semifinale di ritorno avrà un’incidenza sulla corsa per lo scudetto, anche se i due allenatori storcono il naso solo all’idea di subire un gol: Pioli perché proprio lo 0-0 dell’andata ha inaugurato la serie delle 7 partite consecutive con la porta immacolata («sorprendente, visto il nostro gioco offensivo, ma molto importante»), Simone Inzaghi perché la regola del gol in trasferta che vale doppio può svantaggiarlo: «Forse si poteva cambiare subito, come nelle coppe europee».

Tuttavia non sono tanto le elucubrazioni tattiche a dividere i due club, quanto le ultime indiscrezioni sul tema che finora li ha tenuti uniti: il progetto per il nuovo stadio. Se infatti le difficoltà politico- burocratiche dovessero indurre all’abbandono del progetto San Siro, il Milan potrebbe anche valutare di tagliare il legame con l’Inter e di studiare uno stadio di sua totale proprietà, in modo da non dividere più le spese, ma soprattutto i guadagni. Alla valutazione non è estranea la trattativa per la cessione della società tra il fondo statunitense Elliott e il fondo arabo Investcorp. Mentre l’ambasciata del Bahrain in Gran Bretagna conferma l’esclusiva in corso e rafforza i pronostici di un closing a fine stagione, il divorzio Milan-Inter potrebbe essere accelerato dalla natura del fondo arabo, specializzato in investimenti immobiliari e certamente attratto anche dalla complicata ma affascinante ipotesi di restare a San Siro col centro sportivo, spostando Milanello nei 27 mila ettari della Maura, dentro il parco di Trenno, fino a fine 2022 destinati all’ippica e poi comunque a verde. Per ora il progetto nuovo San Siro – presentato ormai quasi tre anni fa – è stato rallentato dalle richieste del sindaco Sala. La consultazione cittadina rischia di portare a un referendum congiunto con le politiche dell’estate 2023. Per questo da qualche tempo sono ripresi i colloqui con il comune di Sesto San Giovanni, ai confini nord di Milano, dove sarebbe disponibile l’area delle ex acciaierie Falck.

La proprietà cinese di Suning non pare avere la stessa urgenza di Elliott, che ha prenotato la seconda qualificazione alla Champions e ha risanato il bilancio (a fine giugno le perdite dovrebbero aggirarsi sui 40 milioni).

In attesa di capire se Investcorp proseguirà col tetto degli ingaggi e col mercato fondato sui giovani (con la salvezza in Bundesliga è scattato il riscatto del norvegese Hauge per 12 milioni da parte dell’Eintracht), il quarto derby stagionale – finora 1 vittoria del Milan e 2 pareggi – presenta il rebus classico: per Pioli schermare Brozovic con Kessié o con Krunic, per Inzaghi limitare Hernandez. Giroud-Leao e Dzeko-Lautaro hanno il compito di segnare. Ma intanto conviene non prendere gol.

Inter-Milan su San Siro possibile divorzioFonte Repubblica.it

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