Inter-Milan e le volate scudetto del passato: il patto di “Robiolina”, Gre-No-Li e Meazza capocannoniere

Inter-Milan e le volate scudetto del passato: il patto di "Robiolina", Gre-No-Li e Meazza capocannoniere

Milano capitale dello scudetto. Quest’anno sarà volatona, nella storia della Serie A è già successo. Occhio: se c’è da vincere in rimonta, l’Inter eccelle. Due romanzi scritti di corsa, due scudetti vinti. Campionato 1964-65. A gennaio il Milan della coppia Nils Liedholm-Gipo Viani vola con i gol del brasiliano Amarildo e matura un +7 sull’Inter, ma i nerazzurri si scatenano, vincono 8 partite di fila compreso il derby (5-2) e agganciano i cugini. Spalla a spalla al fotofinish. Scudetto all’ultima giornata all’Inter di Herrera, che già quell’anno ha messo in bacheca la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale. Capocannoniere del torneo il “Giovane Favoloso”, al secolo Sandrino Mazzola.

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Il patto tra “Robiolina” e i senatori dell’Inter

Salto in avanti, siamo al campionato 1970-71, il Mondiale si è appena concluso. Messico e nuvole, Milano di nuovo protagonista. Il Milan – Gianni Rivera, Pierino Prati, Karl Heinz Schnellinger – si laurea campione d’inverno, ma quella è “un’Inter spaziale”, come canta con l’ugola infiammata il mediano Mario Bertini nell’inno scritto da Roberto Vecchioni. Il presidente Ivanoe Fraizzoli esonera Heriberto Herrera detto HH2 e promuove l’allenatore della Primavera Giovanni Invernizzi detto “Robiolina”, faceva parte della casata del famoso formaggio di quegli anni. “Robiolina” è indeciso, Peppino Prisco lo convince: “Cos’hai da perdere? Vai lì e fai il ‘to mestè”. Invernizzi richiama in rosa Bedin e Jair – che erano stati fatti fuori da Heriberto Herrera – e porta dalla sua parte i senatori: Facchetti, Mazzola, Burgnich, Corso, Boninsegna, stringe con loro un patto d’acciaio, durante il ritorno da una trasferta, in aereo, ridendo e scherzando, scrive una tabella, “se vinciamo questa e questa, se pareggiamo qua, se vinciamo là”, tornati a Milano la affigge al muro dello spogliatoio: così si vince uno scudetto.

Capello e Allegri, trionfi rossoneri

Andando a ritroso, il duello più recente – l’anno scorso non vale, il Milan mollò troppo presto – è stato quello del 2010-11: a otto giornate dal termine il Milan di Allegri è a +2 sull’Inter di Leonardo, che ha sostituito Benitez. Tutto in discussione? No, è un’illusione. Nel momento cruciale l’Inter cede, a tre giornate dalla fine è a -6, chiuderà senza mai averci davvero provato fino in fondo. Stessa modalità anche nel 1992-93, quando ancora valevano i due punti a vittoria. Il Milan di Capello scappa, l’Inter di Bagnoli insegue per tutto il girone di ritorno, si avvicina – è lì, è lì, è lì – ma poi stremata si arrende.

Il Milan del Gre-No-LI

Avvincente come un thriller il campionato tutto “meneghino” del 1950-51. Un qualsiasi telecronista di oggi direbbe che le due squadre fecero “a sportellate” per mesi, all’abbrivio finale il Milan si presentò con il profilo davanti. La volata in realtà si rivelò un rallenty. Due lumache sotto la Madonnina che incapparono in svariati e imprevedibili passi falsi. Alla fine vinse il Milan, “di corto muso”, 60 punti contro i 59 dell’Inter. Era l’epoca del Gre-No-Li, il trio di svedesi – Gren, Nordahl e Liedholm – che riportò lo scudetto in casa del Diavolo dopo 44 lunghissimi anni di attesa. Fu appassionante anche la lotta per il titolo di capocannoniere, tutta giocata a San Siro tra il “Pompiere” Gunnar Nordahl e l’apolide Istvan Nyres: 34 gol il primo, 31 il secondo. Era Milano all’ennesima potenza: i migliori attacchi del campionato furono – alla pari – quelli di Inter e Milan, 107 gol a testa.

Meazza capocannoniere

L’ultima pagina del romanzo dello scudetto da dividere in due ci riporta al 1937-38, quando si arrivò addirittura all’ultima giornata con cinque squadre ancora in corsa per il titolo. Ambrosiana Inter 39 punti, Milan 37. I nerazzurri vinsero 2-0 a Bari, i rossoneri a San Siro furono fermati sul pari dalla Juve; il Genoa pareggiò e il Bologna perse: fuori tutte in questa specie di gara a eliminazione. Festa Inter, Giuseppe Meazza capocannoniere: “El Pepin” era in stato di grazia, di lì a poche settimane avrebbe guidato l’Italia di Pozzo alla conquista del secondo campionato del mondo.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
26 giorni fa

é stato divertente ed appagante, dopo le TRE PERE incassate dai rossoneri, sentire i giornalisti di arcore dichiarare in tv che i gol dell’inter (peraltro meravigliosi) erano solo un evidente demerito dei difensori milanisti piazzati male.
ovviamente, se cosí fosse, TUTTI I GOL potrebbero essere definiti “episodi casuali determinati da errori della difesa”.
peccato che persino quando segna qualcuno del milan, anche se devia il pallone con una chiappa, gli stessi scribacchini prezzolati di arcore son pronti ad esaltarsi come se il loro campione avesse infilato l’incrocio dei pali con una rovesciata da 20 metri…
mourinho all’inter aveva ragione:
ci sono troppi pseudogiornalisti che non hanno nulla di intellettuale, ma si prostituiscono volentieri (in senso calcistico).

castigamatti
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castigamatti
26 giorni fa

Milan-Investcorp, un progetto da dieci anni: l’obiettivo è riportare il club ad altissimi livelli.La Gazzetta dello Sport di oggi traccia un primo disegno su quello che sarà il progetto di Investcorp,

domanda:
ma quando elliot ha comprato il milan non aveva forse anche lui un progetto?
e di quandt anni? 2, 3 o 50?
o forse aveva detto che del calcio non gliene fregava niente e voleva solo fare un investimento finanziario e raccattare dei soldi?
ma i tifosi rossonoeri sono proprio strafelici di vedere la loro squadra tornare competitiva ad alti livelli IN DIECI ANNI, cioé quando i loro bimbi che hanno appena fatto la cresima saranno magari giá pronti per sposarsi?
altra domanda:
ma se suning avesse detto due anni fa che voleva far tornare grande l’inter IN DIECI ANNI, non é forse vero che tutti i gironalucoli prezzolati della fiat e di mediaset, lo avrebbero lapidato dicendo che dieci anni nel calcio sono un’eternitá?
mourinho all’inter aveva ragione:
si sono troppi scribacchini che non hanno nulla di intellettuale, ma si prostituiscono (insenso calcistico) molto volentieri.

castigamatti
Ospite
castigamatti
26 giorni fa

La Gazzetta dello Sport di oggi traccia un primo disegno su quello che sarà il progetto di Investcorp,
Milan-Investcorp, un progetto da dieci anni: l’obiettivo è riportare il club ad altissimi livelliPROPAGANDA POLITICA DI BASSO LIVELLO
scommetto un mese di stipendio con qualsiasi giornalista calcistico di arcore e di vinovo che questi arabi non dureranno 10 anni al milan.
come non é durato 10 anni elliot.
come nno é durato 10 anni mr lee.
come non é durato 10 anni thoir.
come non durerá 10 anni suning.
come non sono durati e non dureranno gli altri gruppi finanziari che hanno rilavato o che a tutt’oggi possiedono squadre di calcio in italia (e forse anche all’estero).
questi operatori finanziari non amano il calcio, ma vogliono solo acquistare qualcosa, farlo rendere e rivenderlo non appena avranno realizzato un guadagno accettabile.
PER CUI…
sghignazzo beatamente alla faccia dei tifosi milansti che come allocchi beccaccioni stanno credendo alle parole di riscatto calcistico di questi nuovi investitori.

castigamatti
Ospite
castigamatti
26 giorni fa

Le vie del mercato sono infinite e lo sappiamo. In casa Milan, il closing in avvicinamento con il fondo arabo Investcorp apre scenari potenzialmente esplosivi e tra le piste di mercato più roboanti ci sarebbe quella che riguarderebbe Romelu LukakuRibaltone Lukaku-Milan: ecco cosa sta succedendo.
sta succedendo che il milan, vecchi o nuovi proprietari, non aveva i soldi per pagare lo stipendio di donnarumma
sta succedendo che il milan, vecchi o nuovi proprietari, non aveva i soldi per pagare lo stipendio di calhanoglu
sta succedendo che il milan, vecchi o nuovi proprietari, non aveva i soldi per pagare lo stipendio di kessie
sta succedendo che adesso dovrebbe raccoglierli dall’albero della cuccagna per pagare lo stipendio di lukaku?
STA SUCCEDENDO CHE QUALCUNO DA MEDIASET SI STA INVENTANDO DELLE BUFALE!