Inter, Marotta: “Milan da scudetto, per noi non sarà facile. Insigne? Nessun cambiamento a gennaio”

Il futuro dell’Inter sarà sicuramente ancora con Suning. Parola di Beppe Marotta, amministratore delegato del club nerazzurro, che ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai RadioUno ha toccato tanti temi, dal derby pareggiato 1-1 domenica sera contro il Milan, alla crisi del calcio acuita dalla pandemia fino alla polemiche arbitrali.

“Derby spot per il calcio”

“E’ stato un bellissimo spot per il mondo del calcio – ha detto Marotta parlando del derby -. La partita, vibrante ed emozionante, è stata vista in 150 paesi, con quasi 60mila spettatori presenti. Il rammarico rimane: abbiamo tentato di prendere l’intera posta, ma il merito è anche dell’avversario”. Quella contro i ‘cugin’ rossoneri è stata l’ennesima occasione persa in un confronto diretto con una big in campionato. “Sì, dobbiamo essere più cinici e furbi nello sfruttare le occasioni – ha continuato il dirigente nerazzurro – Siamo in una fase interlocutoria, noi abbiamo giocato 7 partite in trasferta e 5 in casa contro le 6 delle altre: per compensare questo piccolo gap dovremmo arrivare alla fine del girone di andata”. Marotta esprime ammirazione anche per il club rossonero: “Anche il Milan è cresciuto nella gestione Pioli. Credo sia al suo massimo e recita un ruolo autorevole nella lotta allo scudetto. Noi siamo i campioni in carica ma non sarà facile”.

“Insigne? Nessun cambiamento a gennaio”

“Il nostro futuro è ancora con il gruppo Suning. Il presidente (Zhang Jindong, ndr) ha speso centinaia di milioni in questi anni, bisogna essergli riconoscenti – ha dichiarato poi Marotta parlando del club -. Inoltre, hanno confermato più volte la volontà di proseguire, con un modello non più di investimenti ma di sostenibilità interna, per garantire sempre quell’ambizione insita nel club ma senza dispensare illusioni”. E tale sembra restare, almeno al momento, l’arrivo di Insigne dal Napoli: “Oggi siamo concentrati su questo gruppo. Gran parte di questi sono campioni d’Italia ed è giusto riconoscere i loro meriti. La squadra sta rispondendo alle aspettative, credo che a gennaio non faremo cambiamenti, anche se siamo sempre attenti per il futuro”.

“Problema finanziario, non economico”

Al governo, per superare il momento difficile del calcio per via della pandemia, Marotta ha chiesto “interventi sulla fiscalità, cioè la rateizzazione dei contributi e delle tasse sugli stipendi dei calciatori. Il problema oggi non è economico ma finanziario”. E il progetto della Superlega è nato “come un grande campanello d’allarme di un modello che non garantisce più sostenibilità: deve portare a uno europeo che invece la garantisca, e i calendari devono essere fatti considerando il rischio di impresa dei club e una maggiore distribuzione dei compensi. Il calcio europeo rende e le società devono essere tenute in considerazione”.

“Regolamento vecchio e non chiaro”

Ammesso che esiste “una grande comunione di intenti” con il Comune di Milano e il sindaco Sala per il nuovo stadio, e considerato sempre favorevolmente il Var visto che “la tecnologia deve essere sfruttata per limitare al massimo gli errori, lasciando sempre centralità all’arbitro”, Marotta ha concluso parlando delle polemiche attorno a certi rigori dati con troppa facilità. “Il regolamento risulta un po’ ambiguo, va rivisto continuamente alla luce della velocità in campo perché non siamo più nel calcio degli anni 60. Ma non è facile cambiare un regolamento dettato da un organismo vetusto che è l’Ifab, composto da molti rappresentanti del calcio anglosassone, e le regole sono frutto di decisioni di gente che non conosce a fondo le dinamiche del campo. La speranza è che Collina, nella sua posizione di coordinamento, riesca a mitigare gli scompensi che ci sono”, ha concluso Marotta.

Fonte Repubblica.it

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