Inter, Lukaku pronto al rientro. E ora il Chelsea potrebbe lasciarlo a Milano

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MILANO — Lukaku? Torna subito o forse no. La società? Passa di mano tra breve o forse no. Dati i due grandi rebus attuali dell’Inter, la cosa certa è che la stagione dipende più che mai dal Mondiale d’autunno. Mentre infatti la squadra ha raddrizzato la rotta, essendo a un passo dalla qualificazione agli ottavi di finale della Champions e cercando in campionato la scalata in classifica prima della sosta di novembre e dicembre per il torneo in Qatar, appare sempre più probabile che proprio durante la lunga pausa si deciderà in massima parte il destino del club in vendita ufficiosa (ufficialmente la tesi è che la proprietà cinese cerchi semplicemente soci di minoranza) e dei suoi tre giocatori più importanti: Lautaro, Brozovic e Lukaku.

Lukaku, Lautaro, Brozovic: priorità Mondiale

Quando le luci saranno accese su Doha e dintorni e semispente sulla sede di Porta Nuova e sul centro sportivo della Pinetina, i tre campioni si dedicheranno fatalmente alle rispettive Nazionali, Argentina, Croazia e Belgio. E in base a come si ripresenteranno a gennaio, alla ripresa della Serie A dopo una parentesi prevedibilmente dispendiosissima quanto a energie fisiche e mentali, Simone Inzaghi saprà se l’inseguimento dello scudetto e della zona Champions è davvero possibile. Ma soprattutto, sempre in quei due mesi fatidici del Mondiale, la trattativa per il cambio di proprietà dal gruppo cinese Suning all’eventuale cordata – americana, secondo le indiscrezioni del mondo finanziario milanese – entrerà nella fase cruciale.

Lukaku, il Chelsea potrebbe lasciarlo all’Inter

Ne risentirà anche il mercato di gennaio, soggetto alle restrizioni Uefa sull’equilibrio tra spese e risparmi: se andrà via un giocatore, un altro potrà arrivare soltanto se il denaro pagato per il cartellino sarà pari o inferiore all’entrata e pure l’ingaggio non potrà essere superiore, anche se il primo acquisto per la prossima stagione sembra proprio già scritto: lo stesso Lukaku, che il Chelsea sembra intenzionato a lasciare ancora a Milano. La situazione economica del gruppo Suning non è certamente florida, perché il crollo del mercato immobiliare ha trascinato con sé anche quello degli elettrodomestici, in cui Suning è stata a lungo in continua espansione, dagli Anni 90 della piccola impresa di condizionatori che Jindong Zhang, il padre di Steven presidente dell’Inter dall’ottobre 2018, aveva portato nel 2020 a sfiorare i 100 miliardi di dollari di fatturato. Gli investimenti nel calcio parevano in proporzione: quasi illimitati. Ma nel febbraio 2021, tre mesi prima dello scudetto dell’Inter, venne comunicata la sospensione di tutte le   attività del Jiangsu Suning, la squadra di Nanchino che nel 2020 aveva vinto la Super League cinese, “per difficoltà economiche”.

Lukaku e i gol che mancano all’Inter

La realtà dell’Inter, marchio mondiale del calcio, è fortunatamente diversa, anche se le voci sulla sempre consistente solidità finanziaria personale di Steven Zhang (in California gli viene attribuito il recente acquisto di una maxi-villa) non dissipano le preoccupazioni per la situazione finanziaria del club. In queste ore gli interisti pensano al campo, dove le soddisfazioni sono di nuovo concrete. Sperano innanzitutto di avere allontanato l’apprensione per la vicenda di Lukaku, i cui gol e assist erano giudicati fondamentali dall’ad Marotta, che l’estate scorsa l’ha rivoluto in prestito per 20 milioni di euro (rinnovabile a 10 milioni, come lo stipendio da 8,5 milioni netti l’anno, il più alto del campionato) dal Chelsea, cui era stato venduto per 115 milioni. Finora l’affare più applaudito del mercato non si è rivelato tale, causa serio infortunio muscolare: dal 28 agosto il centravanti ha accumulato tre sole presenze (con un gol e un assist) per una “distrazione ai flessore della gamba sinistra”, diagnosi tra le più fastidiose per il colosso (1,91 per 103 chili), che ha ovviamente bisogno di tempi di recupero più lunghi rispetto alla media. In effetti l’assenza si è protratta fino alla soglia dei due mesi e adesso che Lukaku è ufficialmente guarito, come ha certificato l’ultimo controllo medico, la prudenza non sembra mai troppa, perché il rischio di una ricaduta va scongiurato.

Lukaku convocato con la Fiorentina?

Rinviato il ritorno all’allenamento in gruppo, il dilemma è se portare in panchina già sabato a Firenze il numero 90 – il 9 è sulle spalle di Dzeko – e se poi farlo tornare titolare mercoledì 26 a San Siro col Viktoria Plzen, nella partita di Champions che in caso di vittoria consegnerà l’accesso alla fase a eliminazione diretta. Gli  appuntamenti successivi, oltre alla Sampdoria il 29 ottobre, sono più difficili, per chi deve innanzitutto ritrovare la forma: l’1 novembre col Bayern a Monaco, il 6 con la Juventus al Meazza, per non parlare della trasferta del 13 in casa dell’Atalanta, ultimo impegno prima del Mondiale: sono duelli delicati, per i quali cui servono giocatori al massimo della forma. Però c’è un fantasma che il ventinovenne Big Rom deve e vuole scacciare dalla mente dei critici: il sospetto che lui pensi a prepararsi per il Qatar, dove il Belgio indebolito da infortuni e anagrafe parecchio bisogno di lui, e che possa usare il campionato come rodaggio per il Mondiale.

La vendita dell’Inter

Pensieri diversi attraversano la testa dei tifosi riguardo al proprietario Steven Zhang, ora che anche il Financial Times ha confermato la potenziale messa in vendita del club, per il quale cerca compratori disposti a versare 1,2 miliardi di euro la banca statunitense Raine Group, la stessa che ha pilotato Todd Boehly, imprenditore della Virginia, all’acquisto del Chelsea per 5 miliardi di euro. Anche nel caso dell’Inter la nuova proprietà potrebbe essere statunitense, con la formula della cordata legata agli sport professionisti americani. Tra gli imprenditori accostati all’acquisto è comparso anche quello di Ernesto Bertarelli, svizzero di origine italiana, industriale farmaceutico con la Serono, ex consigliere di amministrazione della banca UBS, creatore del fondo Kedge Capital: nella vela è celebre per avere vinto l’America’s Cup con Alinghi. In verità il totonomi impazza, pista araba inclusa, però il nodo resta il prezzo suddetto – 1,2 miliardi – considerati i 700 milioni di debiti e le perdite di cassa di 10 milioni al mese. La recente immissione di altri 100 milioni, dei 275 del prestito del fondo californiano Oaktree, non sposta i termini della questione. Investcorp, la società d’investimento del Bahrain, e il fondo di private equity MFO Partners di Carmine Villani – che formularono l’offerta per l’acquisto del Milan da Elliott prima della virata della famiglia Singer su Red Bird di Gerry Cardinale – esaminarono nei mesi anche il dossier Inter, ritenendo però antieconomica l’operazione. Tale verrebbe considerata a maggior adesso, di fronte al prezzo attuale.

Zhang a marzo in tribunale

Steven Zhang non intende cedere a meno, ma c’è anche una scadenza non troppo lontana, in tribunale, che suggerisce al trentenne proprietario cinese di sistemare le cose in anticipo. L’8 marzo 2023 è in calendario al tribunale di Milano, presso la sezione Imprese, l’udienza relativa al ricorso col quale un gruppo di banche cinesi, capeggiate dalla China Construction Bank, chiede l’annullamento del verbale del cda dell’Inter in cui veniva deciso che il proprietario del club non avrebbe percepito alcun compenso per il ruolo. Le banche, come da sentenza in Cina dello scorso luglio, vantano un risarcimento di 250 milioni di euro per la mancata restituzione di prestiti e obbligazioni. Steven Zhang aveva sostenuto invano che la documentazione sul finanziamento era avvenuta a sua insaputa con firme contraffatte. È anche questa incombenza giudiziaria a lasciare pensare che la vendita del club debba essere chiusa prima dell’8 marzo. E preparata, appunto, durante l’imminente Mondiale in Qatar. 

Fonte Repubblica.it

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