Inter-Liverpool 0-2, Firmino e Salah non perdonano: nerazzurri quasi fuori dalla Champions

Inter-Liverpool 0-2, Firmino e Salah non perdonano: nerazzurri quasi fuori dalla Champions

MILANO –  Serie A-Premier League 0-2. Il responso è forse semplicistico, perché l’Inter ha colpito una traversa sullo 0-0 e ha retto bene l’urto del Liverpool per un’ora e un quarto, prima che una geniale zuccata all’indietro di Firmino su corner spezzasse l’equilibrio e che il bis di Salah con una girata in mischia demolisse la speranza del pareggio. Tuttavia il risultato finale del duello d’andata tra i campioni d’Italia e i terzi classificati d’Inghilterra conferma con spietatezza la differenza tra i due campionati. In attesa della complicatissima rimonta l’8 marzo ad Anfield, tocca adesso alla Juventus salvare l’onore di un calcio sgonfiato ed entrare tra le prime 8 d’Europa. 

<<La cronaca della gara>>

Il navigato Klopp, che pure non ha vinto la sfida tattica con Simone Inzaghi e che ha azzardato il lancio dall’inizio del diciottenne Elliott (bloccato lo scorso settembre da un grave infortunio alla caviglia) aveva predetto la trama della partita, sogghignando per la sua fornitissima rosa: decideranno i cambi, aveva annunciato.  Così è stato. L’ingresso dopo l’intervallo del centravanti Firmino, panchinaro di lusso, ha in effetti scritto la vittoria del Liverpool, anche se fino al gol del brasiliano ossigenato l’ossigeno era stato quasi tutto delle difese. Detto in tedesco, come da brevetto, il gegenpressing è molto onomatopeico: una pressione che toglie il respiro. Klopp lo ha perfezionato col ritmo inglese e il vortice all’inizio ha travolto l’Inter: catturato il pallone dalle ubique maglie rosse, diventava ossessivo l’innesco di Salah e Mané. Però il ciclone non ha aperto la porta di Handanovic, protetta dagli snodabili Skriniar e Bastoni e dal contorsionista Brozovic.

Gegenpressing all’italiana

L’antico contropiede è diventato necessità, non disgiunta da valore estetico. Sarebbe stato un bel gol quello di Mané di testa (palla alta) su cross dallo specialista Robertson, ma sarebbe stato un capolavoro quello di Çalhanoglu, fulmineo palleggio in area e tiro al volo parato dalla traversa, su imbeccata di Perisic. Il gegenpressing nostrano Inzaghi lo ha inculcato con successo ai discepoli – a folate, perché mancava per squalifica chi ne è maestro (Barella, sostituito da Vidal, maestro sudamericano del contrasto all’occorrenza malizioso) – e tanto è bastato per tenere comunque in ansia i velocisti Konaté e Van Dijk. Perisic a sinistra, più di Dumfries sull’altra fascia, ha scavallato minaccioso la trequarti. Attraversato il primo tempo senza rischi veri tranne una rovesciata di Mané sull’esterno della rete, compensata da una testata a lato di Skriniar su corner, l’Inter ha preso disinvoltura in palleggio, mentre Klopp cominciava ad applicare, con la staffetta Jota- Firmino, la suddetta teoria dei cambi.

Firmino e Salah spietati

La ricerca delle puntate di Perisic con cross annesso si è fatta costante: troppo alto quello per Lautaro, perenne insidia quelli rasoterra rinviati in affanno da Konaté & C. Lo stratega della Foresta Nera ha deciso di disboscare la formazione di partenza: se Henderson per Fabinho e Keita per Elliott erano più o meno controfigure collaudate, l’innesto del colpo di mercato di gennaio, il colombiano Luis Diaz per Mané, conteneva nuove premesse tecniche e forse un anticipo del futuro prossimo. L’ex attaccante del Porto ha subito cercato di lasciare il segno: gliel’ha impedito il muro di Skriniar. Poi, malgrado l’ingresso di Sanchez, è emersa la differenza: lo stanco Dzeko è arrivato sfiatato al tiro, Firmino e Salah hanno segnato, Inzaghi ha attinto invano a una panchina onesta. Rispetto a 10 anni fa, quando l’Inter uscì agli ottavi col Marsiglia per i gol in trasferta, la regola non c’è più. Però c’è Anfield da visitare, sotto il peso di due gol. 

Inter-Liverpool 0-2 (0-0)
Inter (3-5-2):
Handanovic; Skriniar, De Vrij (42′ st Ranocchia), Bastoni (45′ st Dimarco); Dumfries (42′ st Darmian), Vidal (42′ st Gagliardini), Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez (25′ st Sanchez).  All.: Inzaghi.
Liverpool (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Konaté, Van Dijk, Robertson; Elliott (14′ st Keita), Fabinho (14′ st Henderson), Thiago Alcantara (40′ st Milner); Salah, Diogo Jota (1′ st Firmino), Mané (14′ st Diaz). All.: Klopp.
Arbitro: Marciniak (Polonia).
Reti: nel st 30′ Firmino, 37′ Salah.
Angoli: 7-7.
Recupero: 2′ e 3′.
Ammoniti: nessuno.
Spettatori: 30.000

Fonte Repubblica.it

Voglio essere avvisato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments