Inter, Lautaro prima punta funziona: il tandem con Correa è più di una suggestione

MILANO – Sono bastati un pareggio in campionato e la sconfitta al fotofinish col Real Madrid in Champions per trasformare i tifosi interisti in consulenti alla panchina. È normale e giusto che così sia. Succede sempre, a ogni latitudine calcistica, e la Milano nerazzurra non è immune. Non c’è supporter interista che non abbia la sua idea su come Inzaghi avrebbe potuto fare meglio nelle due gare: nella formazione di partenza, nei cambi, nella gestione della partita. Fra le suggestioni proposte con maggiore frequenza c’è la possibilità di vedere in campo dall’inizio la coppia d’attacco Lautaro-Correa, sacrificando Dzeko. Una soluzione suggerita dal fatto che il centravanti bosniaco ha ormai 35 anni e che in almeno un paio di occasioni, fra il lunch match di Marassi e la notte stellata di San Siro, gli è mancato l’istinto assassino sotto porta.

Correa tessitore della trequarti di Inzaghi

Joaquin Correa per ora si è fatto voler bene dal pubblico interista entrando in campo nel finale di Verona Inter il 27 agosto, segnando dopo appena sei tocchi di palla e raddoppiando nel recupero. Risultato: vittoria nerazzurra e record personale. Era dai tempi di Pazzini nel 2011 che un giocatore dell’Inter non esordiva in Serie A con una doppietta. Nonostante l’esordio da bomber, va però ricordato che non è mai stato quello il suo mestiere. Più che fare una doppietta a partita, Inzaghi alla Lazio chiedeva al Tucu di cucire con classe e inventiva la trequarti sul lato sinistro del campo, muovendosi con e senza palla fra Lulic in fascia (all’Inter in quel ruolo gioca Perisic), Luis Alberto alla mezzala (in nerazzurro, Calhanoglu) e l’uomo d’area Ciro Immobile. La domanda, per capire se e quanto Correa e Lautaro potranno giocare insieme, allora è: Lautaro Martinez è o può essere una prima punta alla Immobile? Nell’Inter di Spalletti lo era, come riserva di Icardi.

Lautaro prima punta? Funziona

Nella formazione base dell’Inter di Conte, Lautaro era una seconda punta anomala. Il centravanti formalmente era Lukaku, per stazza e per caratteristiche, e Lautaro si trovava a inserirsi in area da sinistra. Ma in un’inversione di ruoli spesso capitava che a sgomitare negli undici metri fosse lui, il Toro, di modo da permettere al gigante belga di fare quel che più gli piace: partire da destra, possibilmente da lontano, e sgroppare verso la porta travolgendo tutto e tutti. Quando Lukaku non ha giocato (è successo molto di rado nel biennio di Conte) Lautaro ha fatto da prima punta titolare senza difficoltà e con buon profitto. A Barcellona nell’autunno del 2019 nel girone Champions, con Lukaku infortunato, Lautaro ha segnato di sinistro il suo primo gol nel torneo. In casa in campionato il 3 luglio 2020 col Torino, senza Lukaku fermo per un problema agli adduttori, Lautaro ha fatto un assist per la prima rete di Young e ha insaccato la palla del 3-1. E anche il 3 novembre 2020 a Valdebebas, in un’Inter senza Lukaku, Lautaro ha fatto gol. In pratica, da prima punta Lautaro segna sempre o quasi. La domanda a questo punto è: Correa è la seconda punta giusta per lui?

Di fianco a Messi, uno alla volta

Nella nazionale argentina i due raramente hanno giocato insieme. La ragione è di forza maggiore, più che tattica: la seleccion albiceleste gioca a due punte e una non può che essere Leo Messi. Nella seconda casella che resta da riempire, Lautaro è ormai titolarissimo e capita che Correa gli subentri. È successo nella vittoria per 3 a 0 con la Bolivia dello scorso 10 settembre. Secondo quanto trapela dalla Pinetina, blindata come una Fort Knox al pari di tutti i centri di allenamento della Serie A, in partitella è capitato che i due argentini si trovassero nella stessa squadra. Ma questo dice poco, visto che nel normale rimescolamento dei match di preparazione a tutti può capitare di giocare con e contro tutti. L’ultimo tema da affrontare per capire se la coppia Lautaro-Correa possa essere il futuro dell’attacco dell’Inter a questo punto è: la prima punta titolare, cioè Dzeko, può finire in panchina? E qui davvero la risposta la ha solo Inzaghi, con buona pace dei tifosi che vorrebbero prendere il suo posto.

Fonte Repubblica.it

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