Inter, la banca di Scaroni va in soccorso di Suning

ROMA – Solo una coincidenza. Per non parlare del fatto che il rapporto finanziario della banca d’affari Rothschild con l’Inter è di vecchia data. Quando proprietario dell’Inter era ancora, l’imprenditore indonesiano Eric Thohir che ha gestito la fase di passaggio tra Massimo Moratti e il gruppo dell’elettronica di consumo cinese Suning. Ma la notizia apparsa ieri sulle pagine della Gazzetta – e confermata da fonti vicine al dossier, come si dice in questi casi – non ha mancato di strappare un sorriso agli esperti di questioni economiche-finanziarie. Soprattutto perché arriva a pochi giorni dal derby che ha mantenuto le distanze di sette punti tra il Milan capolista (per quanto in comproprietà con il Napoli)  e l’Inter inseguitrice.

La notizia riguarda la trattativa ben avviata per un finanziamento da 400 milioni alla società nerazzurra da parte di Rothschild. In pratica, si tratta del rifinanziamento di un prestito obbligazionario che andrà in scadenza fra poco più di un anno (a fine 2020, per la precisione), composto da due bond per complessivi 375 milioni. La coincidenza riguarda Paolo Scaroni, il manager vicentino che è diventato presidente del Milan con l’arrivo del fondo Elliott, ma che è anche “deputy president” di Rothschild.

In pratica, l’ex numero uno di Eni ed Enel ha un ruolo di primo piano della banca a livello internazionale (di fatto la sua carica è quall di presidente vicario), con una serie di attività di primo piano anche in Italia. Negli ultimi anni, tra l’altro, ha essunto una sorta di “expertise” nel mondo del calcio, avendo seguito a suo tempo anche la cessione della Roma.

Anche per quello – e prima che Scaroni approdasse al Milan – la banca ha lavorato al primo prestito obbligazionario dell’Inter, che ora verrà riscadenziato (con tutto probabilità per altri cinque anni).

Il tutto fa parte delle manovre dell’ad Alessandro Antonello per garantire liquidità al club, oberato da 827 milioni di debiti. Oltre che da un passivo che con l’ultimo bilancio (chuso il 30 giugno scorso) ha toccato la cifra record di 245,4 milioni. Ora, con la cessione dei due giocatori simbolo dello scudetto, Romelu Lukaku (al Chelsea) e Achraf Hakimi (al Paris St.Germain) e il ritorno del pubblico negli stadi, l’obiettivo dei dirigenti dell’Inter è di portare il “rosso” attorno ai 100 milioni per l’anno prossimo.

Ma non basta, perché bisona poi avere liquidità per la gestione ordinaria di un club che ha comunque ambizioni, sia in campionato sia per arrivare il più lontano possibile in Champions. Sullo sfondo rimangono poi i problemi finanziari di Suning, socio di controllo dell’Inter. Ed è per questo che nel maggio scorso, il fondo americano Oaktree ha fornito 275 milioni di liquidità da restituire da qui a tre anni, avendo avuto in pegno il 30% delle azioni del club.

Detto che Scaroni non sta seguendo la trattativa per il rifinanziamento del bond, affidata ad altri all’interno delle filiale di Rothschild in Italia, il presidente del Milan non può che guardare interessato a quanto sta accadendo all’Inter. I due club hanno presentato insieme al Comune il progetto per la costruzione di un nuovo stadio a San Siro e hanno appena raggiunto l’accordo di massima con il sindaco, appena riconfernato, Beppe Sala. Un progetto che, a questo punto, diventa ancora più importante per l’Inter, perché può rendere il club più appetibile, nel caso che Suning decida di abbandonare la sua avventura nel calcio italiano.

Fonte Repubblica.it

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