Inter, Inzaghi: “La finale di Coppa Italia contro la Juve premia il grande lavoro fatto quest’anno”

Inter, Inzaghi: "La finale di Coppa Italia contro la Juve premia il grande lavoro fatto quest'anno"

ROMA — Mercoledì allo stadio Olimpico l’Inter si giocherà con la Juventus la Coppa Italia. Alla vigilia della partita l’allenatore interista Simone Inzaghi ha risposto alle domande dei cronisti.

A prescindere dalla tattica, cosa farà la differenza?

“Siamo orgogliosi, è una finale e sarà trasmessa in tutto il mondo. Nelle finali non ci sono ricette, se non la corsa e la determinazione. L’avversiario è molto forte. Dovremo dare il 120 per cento per alzare il secondo trofeo stagionale”.

È la settimana più importante della sua carriera?

“È importante per tutti noi. Sapevamo che situazione avremmo trovato all’Inter, i ragazzi ci hanno seguiti, le aspettative su di noi sono cresciute. Il primo trofeo lo abbiamo vinto a gennaio. Ma il futuro è domani. Ci giocheremo lo scudetto. Essere qui a giocarci campionato e coppa dimostra che abbiamo fatto un grandissimo lavoro. L’8 luglio scorso non mi sarei aspettato tutto questo”.

Cosa vorrà vedere domani in campo?

“I dettagli faranno la differenza. Ci siamo incontrati tre volte quest’anno. In campo ci sarà tanta qualità”.

Lei ha fatto più punti di tutti tranne che di Mourinho al primo anno all’Inter. In pochi giorni si deciderà davvero la sua stagione. Come vive il momento?

“Mi fa piacere essere andato così bene, ma so che devo tutto alla squadra. La stagione è stata una grandissima stagione. Domani sarà la cinquantesima. Dopo sette mesi abbiamo perso qualche punto, facendo sette punti in sette partite. Ma se penso come sono andate le cose, come l’ottavo di Champions, sono fiero”.

Lei ha spesso battuto la Juve. Questa è la più importante?

“Sono tutte importantissime. Sappiamo che di fronte abbiamo un avversario di valore”.

Nelle finali non ci sono favoriti, ma finora avete fatto meglio voi. Conta qualcosa?

“La qualità è da tutte e due le parti. Bisognerà essere bravi a sbagliare poco”.

La emoziona tornare a giocarsi un trofeo nello stadio che è stato casa sua come giocatore e come allenatore alla Lazio?

“Sarà un’emozione particolare. Sono stato 21 anni in questo stadio, in questo spogliatoio, in questa sala stampa. Qui incontro tante persone che mi hanno voluto bene. Ma ora sono orgoglioso di essere qui all’Inter. Abbiamo vinto un trofeo e ne abbiamo due da giocarci”.

Teme che la Juve abbia più fame di voi?

“Finora abbiamo avuto tutto quello che serviva, siamo tornati agli ottavi di Champions, torniamo a giocarci una finale dopo tanto tempo. Non ci manca nulla”.

A tifare Inter saranno anche i tifosi della Lazio.

“Le tifoserie di Inter e Lazio sono gemellate. Sono contento che ci sarà addirittura un corteo di tifosi su Ponte Milvio. Per noi è importantissimo questo supporto”.

Come sta Bastoni?

“Ho tutti a disposizione tranne Vecino, che domani non sarà disponibile. Bastoni è rientrato in gruppo ma deve essere valutato bene domani, dopo il risveglio muscolare. Ho dubbi in diversi reparti, deciderò domattina”.

Cosa si aspetta da Hakan Çalhanoglu?

Ha fatto un’ottima stagione pur avendo cambiato squadra. Ha qualità e quantità. Ha fatto il suo salto definitivo, copre il campo, è una mezzala completa. Ha voglia di lavorare. È molto positivo”.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche il capitano, Samir Handanovic.

A prescindere dalla tattica, cosa farà la differenza?

“Per noi essere qui a giocarci la finale dopo tanti anni è motivo d’orgoglio. Quest’anno tutte le gare con la Juve sono state combattute. La differenza la faranno i dettagli. A Torino hanno giocato meglio loro, nelle altre due occasioni noi. Sarà combattuta”.

Cosa vorrà vedere domani in campo da parte dell’Inter?

“Giocare a calcio e mettere in campo quel che abbiamo preparato. Portare in allenamento quel che facciamo in campo”.

In questa stagione l’Inter in diverse occasioni ha cominciato con meno foga agonistica, perché?

“A volte può succedere, dopo tante partite”.

Cosa è cambiato negli ultimi anni all’Inter, che è tornata a vincere?

“È stato un percorso, fatto con il lavoro, dopo anni complicati”.

Potendo togliere un giocatore alla Juve chi sceglierebbe?

“Nessuno, le finali si giocano con gli uomini migliori, da noi come da loro. La cosa che sanno fare meglio è transizione, aspettando alti”. 

Fonte Repubblica.it

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