Inter, Inzaghi: “Dove alleno io aumentano i ricavi e si vincono trofei”

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Inter, Inzaghi: "Dove alleno io aumentano i ricavi e si vincono trofei"

Inter, Inzaghi: "Dove alleno io aumentano i ricavi e si vincono trofei"

MILANO – Simone Inzaghi la butta lì quasi con nonchalance, tra la righe, ma è un fortissimo colpo d’ala d’orgoglio, è la più prepotente delle autodifese dopo le settimane di critiche che lo stanno incalzando e alla vigilia di una partita delicatissima come Inter-Roma: “Dove alleno io, aumentano i ricavi, si dimezzano le perdite e si conquistano i trofei”, dice con la sua sempre pacata cantilena ma con lucida precisione. È  la risposta a chi ritiene Inzaghino non all’altezza della situazione, non adatto a un club con pretese (anzi doveri) di vittoria come l’Inter.

L’orgoglio di Inzaghi: “In sette anni tanti trofei e poche perdite”

E allora accenna al suo curriculum, non soltanto alle coppe vinte tra Lazio (3) e Inter (2), ma anche all’ottimo lavoro gestionale svolto a Roma assieme e Lotito e Tare, i quali gli mettevano a disposizione giocatori non proprio di grido che lui sapeva valorizzare. All’Inter questo lavoro è ancora all’inizio, ma in effetti da un anno all’altro il conto economico è migliorato. Simone ribadirà il concetto anche sul finire della sua conferenza, giusto per non farlo sfuggire nemmeno alle orecchie più distratte: “Nel calcio contano le sconfitte le vittorie e trofei e quelli io in questi sette anni li ho sempre portati, insieme a molti ricavi e a poche perdite”. Visto che c’era, ha pure ricordato che “siamo sempre quelli che l’anno scorso vi divertivate tanto a veder giocare, solo che adesso appena abbassiamo la guardia ogni sbaglio lo paghiamo mentre allora non andava così. Per questo dobbiamo impegnarci di più e sbagliare di meno”.

Il richiamo ai big: “Sono i primi a dover migliorare”

La ricetta proposta per uscire dalla crisi è comunque ancora molto vaga: “Dobbiamo fare tutti di più, io in primis”. Nei dettagli però non entra, né spiega come attuare questo miglioramento, anche se non è passato inosservato un richiamo a “quei giocatori che per un anno e mezzo sono stati fondamentali. Dobbiamo migliorare a partire da loro”. Il riferimento è chiaramente a Barella, a Skriniar, a De Vrij, a Bastoni, a quelle colonne allora granitiche e adesso fragili a cui l’allenatore chiede un salto di qualità. “Se la sosta sarà servita lo sapremo solo dopo la partita, anche perché in queste settimane ho lavorato con appena quattro giocatori di movimento e due portieri. Però ieri abbiamo rivisto tutti insieme la sconfitta di Udine: l’analisi è stata molto lucida e già l’allenamento successivo mi ha subito confortato. Ma adesso dobbiamo far parlare il campo”.

“Allenatori sempre a rischio, ma Zhang mi è sempre vicino”

Di sicuro, Inzaghi non è mai stato messo in discussione dalla società. “Gli allenatori sono sempre a rischio, lo sono in ogni partita, in ogni allenamento. Ci sono tante decisioni da prendere, ma io sono molto sereno e lavoro con la tranquillità giusta. La società l’ho sempre sentita presente, con il presidente Zhang ho un ottimo rapporto e lui sta sempre vicino a me e al mio staff”.

Lukaku in ritardo, Gagliardini out, gioca Asllani

La sosta non ha portato notizie particolarmente buone per la salute della squadra. Si è fermato Brozovic e non è ripartito Lukaku: “C’è stato un rallentamento, lo staff sta lavorando per recuperarlo ma ci vorrà ancora un po’ di tempo”. In regia ci sarà il giovanissimo Asllani, finora trascurato dalle decisioni dell’allenatore: “Partirà dall’inizio, ma a centrocampo siamo contati: oltre a Brozovic c’è Gagliardini, che negli ultimi due giorni non ha potuto allenarsi. Spero di recuperarlo almeno per la panchina, in ogni caso lì in mezzo siamo in quattro: tre giocheranno e uno starà fuori”. Il ballottaggio Çalhano?lu-Mkhitaryan è l’unico rimasto in piedi insieme a quello in difesa, dove De Vrij, Acerbi e Bastoni sono in ballo per due posti. A sinistra ci sarà Di Marco.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
2 mesi fa

“Volendam, Filip Stankovic: “Sogno la porta dell’Inter. Mi basta vincere il 10% dei trofei di papà”
il milan ha fatto giocare in prima squadra foffarumma a 17 anni, dopo averlo gonfiato, pompato e gasato a dovere.
l’inter non si é ancora decisa se far giocare titolare onana o handanovic con quasi 40 anni.
e manda in prestito questo gioiellino dopo aver tenuto come portiere di riserva qualla mezza pialla schiappa di radu che ci ha fatto perdere lo scudetto.

e questa sarebbe una societá con un futuro vincente?