Inter da scudetto? Sì, se le punte tornano a segnare

Inter da scudetto? Sì, se le punte tornano a segnare

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MILANO — All’Inter nell’ultimo periodo sono mancate due cose: Marcelo Brozovic e i gol delle punte. Il primo è tornato, e con lui la vittoria. I secondi invece ancora si attendono. “I punti che abbiamo perso vogliamo recuperarli da qui alla fine della stagione”, ha detto Simone Inzaghi dopo avere centrato una vittoria quasi storica contro la Juventus. Dieci anni sono un’era, e da tanto mancava un successo nerazzurro allo Stadium. Il risultato è maturato in modo insolito senza quasi alcun contributo da parte dell’attacco: appena cinque tiri, uno solo in porta. A ciò si aggiunga che a procurarsi il rigore decisivo non è stato un giocatore avanzato ma il solito Dumfries, già in rete contro la Fiorentina prima della pausa delle nazionali. Ed è significativo che al dischetto non sia andata una punta. Lautaro Martinez, primo nella gerarchia dei rigoristi, ha volentieri lasciato che a calciare il rigore fosse Hakan Çalhanoglu.

Dodici gol in dieci partite

Con lo 0-1 di Torino, vittoria sofferta al termine di una partita ruvida, l’Inter si rilancia pienamente nella rincorsa al Milan per lo scudetto. Inzaghi alla vigilia lo aveva detto chiaramente: “Quello che voglio è il risultato”. Ed evidentemente, al di là dei proclami, al tricolore crede davvero se è vero che l’Inter gli ha proposto il rinnovo “ma ho preferito aspettare alla fine dell’anno”, come ha detto alla fine della partita. Per realizzare il piano, nelle otto partite che mancano alla fine, servirà qualcuno che la butti dentro con continuità. Nelle ultime dieci partite di campionato i nerazzurri hanno segnato 12 gol di cui 8 dalle punte, 5 dei quali nella sola partita contro la Salernitana del 4 marzo. Non un gran bottino, in confronto a quanto i giocatori avanzati dell’Inter segnavano fra novembre e gennaio.

Dzeko lontano dalla porta, Sanchez senza continuità

Lautaro, a parte l’exploit della tripletta contro i granata campani, fatica a trovare non solo il gol ma anche la porta. Dzeko gioca spesso egregiamente ma troppo lontano dall’area avversaria, e nel 2022 ha segnato appena quattro gol. Correa, chiamato alla Pinetina la scorsa estate come contropiedista, ha finora reso sotto le aspettative, complici infortuni vari: per lui appena quattro gol nell’intera stagione. Sanchez, capace di ribaltare le partite entrando a gara in corso, non ha però mai trovato la continuità che gli possa garantire un posto da titolare. E Caicedo a Milano è parso lo stesso giocatore appesantito che veniva fischiato dai tifosi genoani. Inzaghi nelle ultime settimane ha spesso detto di non essere preoccupato per la performance dell’Inter, “sempre capace di creare occasioni”. Semmai, per “la difficoltà nel concretizzare”. Tradotto: manca l’ultima zampata.

Il calendario dell’Inter

A dare una sveglia alle punte dell’Inter, che comunque continua ad avere il miglior attacco della Serie A con 63 reti segnate in 30 partite, potrebbe essere il calendario. Nessuna delle otto squadre che i nerazzurri dovranno affrontare brilla per solidità difensiva. Nell’ordine la squadra di Inzaghi dovrà incontrare: Verona, Spezia, Roma, Bologna, Udinese, Empoli, Cagliari e Sampdoria. Sei su otto, esclusi i gialloblù veneti e i giallorossi di Mourinho, hanno una differenza reti negativa. E si trovano nella seconda parte della classifica. Basterà a riportare al gol il reparto avanzato interista? Presto per dirlo. Di certo, almeno stando alla statistica finora, gli incontri contro le migliori difese del campionato per i nerazzurri sono tutti alle spalle.

Fonte Repubblica.it

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