Inter, Calhanoglu da fantasista a mezzala: nuovo ruolo, cosa cambia

Ai tempi del Milan, il sanguigno Carlo Pellegatti lo aveva ribattezzato “cialda croccante”, spiegando la metafora dolciaria col fatto che il trequartista turco fosse gustoso nelle giocate. Quell’Hakan Calhanoglu da pasticceria, i tifosi interisti per ora lo hanno visto soprattutto all’esordio col Genoa in campionato (gol e assist) e nel derby contro i suoi ex compagni rossoneri, partita in cui la nota più zuccherina per il pubblico nerazzurro è stato il rigore che il numero 20 si è procurato e ha segnato sotto la curva sud. Poi sono arrivate le qualificazioni mondiali. Tanto contro Gibilterra quanto contro Montenegro, Calhanoglu si è fatto valere. Dopo la seconda partita, vinta e valsa l’accesso ai play-off, il commissario tecnico della Turchia, Stefan Kuntz, lo ha indicato come migliore in campo.

Nei play-off per l’Italia il pericolo Turchia

L’ottima forma del giocatore, nato a Manheim in Germania, è una possibile grana in più per gli azzurri, che il 24 e 25 marzo prossimi potrebbero trovarsi di fronte proprio i turchi nella prima delle due gare a eliminazione diretta che portano a Qatar 2022. Ma è invece una bella notizia per i nerazzurri, che domenica affronteranno a San Siro il Napoli, capolista al pari del Milan. Vincere per l’Inter significherebbe portarsi a meno 4 punti dalla vetta, prima delle sfide non impossibili con Venezia in trasferta e Spezia in casa. Perdere farebbe invece sprofondare i campioni d’Italia a meno 10. Non una condanna, in ottica scudetto, ma quasi. Per evitare che questo accada, contro l’organizzatissima squadra dell’ex tecnico interista Luciano Spalletti, a Simone Inzaghi servirà Calhanoglu al suo meglio. Anche perché le condizioni fisiche di altri big della rosa – Dzeko, Barella e Bastoni – sono da valutare.

 

Calhanoglu mezzala: i suoi numeri

Dalle due settimane trascorse con la propria nazionale, il turco torna con un nuovo entusiasmo anche dal punto di vista della sua collocazione tattica. In maglia rossa, infatti, Calhanoglu gioca centrocampista centrale (quello a sinistra dei due) in un 4-4-2. “È una posizione che mi piace, la stessa che ho nell’Inter”, ha detto nell’ultima intervista prima di fare ritorno alla Pinetina. Ed è proprio quella la domanda che i tifosi interisti si facevano da tempo: Calhanoglu, che al Milan giocava come numero 10 nel 4-2-3-1 di Stefano Pioli senza troppi obblighi di copertura, saprà adattarsi davvero al ruolo di mezzala? Il confronto fra le mappe delle sue posizioni in campo, quella dei tempi rossoneri e l’attuale, segnala che un tempo era molto più libero di muoversi e svariare su tutta la trequarti. Oggi Inzaghi gli chiede di presidiare una zona precisa di campo, speculare a quella coperta da Barella dal lato opposto. Qui nasce la seconda domanda: questa ricollocazione, come ha influito sulla pericolosità del giocatore in fase offensiva?

 

Gli assist di Calhanoglu

La società di analisi evolute sul calcio Soccerment ha confrontato la performance di Calhanoglu con indosso le due maglie delle squadre milanesi. Nella stagione 2020/21, in cui il turco è stato il giocatore che ha creato più occasioni gol nei cinque maggiori campionati europei, la sua media di assist attesi per ogni 90 minuti in Serie A era di 0.31, quasi uno ogni tre partite. Oggi nel nuovo ruolo, limitando l’analisi alle prime 12 partite giocate finora in campionato, è sceso a 0.26. Peraltro, all’Inter il 58 per cento di palloni potenzialmente pericolosi giocati da Calhanoglu vengono da calci piazzati, mentre al Milan la percentuale era più equilibrata: solo il 45 per cento, segno che anche nella normale dinamica di gioco riusciva a trovare con più continuità giocate che innescavano i compagni in area.

Quanti tiri fa Calhanoglu

Aldo Comi, fondatore e ceo di Soccerment, commenta: “Sebbene sia spesso lui a dovere effettuare l’ultimo passaggio, potrebbe essere più fruttuoso per la squadra se tentasse più inserimenti in area, in modo da tentare la conclusione da zone più pericolose”. Anche quando decide di tirare, infatti, Calhanoglu all’Inter lo fa quasi sempre da fuori area, dove statisticamente far male agli avversari è meno probabile. In questo senso è significativa la sua performance nel derby dello scorso 7 novembre. Il 20 nerazzurro ha tirato una sola volta in area e ben 13 da fuori. Una statistica simile a quella di Nicolò Barella. È evidente che le due mezzali interiste non improvvisano, e che se cercano il tiro dalla distanza così spesso è perché l’allenatore chiede loro di farlo, sperando magari di poter capitalizzare in termini di gol anche le eventuali palle ribattute dal portiere o dalla difesa.

Più decisivo nei passaggi

Confrontando le statistiche relative ai passaggi, emerge però come all’Inter Calhanoglu sia un giocatore più verticale e più accurato di come fosse al Milan. In media, in nerazzurro fa 11 passaggi “progressivi” ogni 90 minuti, contro i 7,6 che faceva la scorsa stagione in rossonero. Si tratta di quei passaggi completati che spostano la palla verso la rete avversaria di almeno 9 metri, oppure dei passaggi di qualunque lunghezza completati all’interno dell’area di rigore avversaria. Ed è aumentato anche il numero totale di passaggi riusciti nel terzo di campo offensivo: dai 21,7 del 2020/21 è passato a 30. Questo aiuta a capire come mai, anche nelle gare in cui il suo contributo è meno appariscente, Simone Inzaghi elogi sempre il numero 20 interista, a cui ora chiede di fare la differenza tanto in Serie A quanto in Champions League.

Fonte Repubblica.it

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