Inter bella e senza paura, ma ora deve vincere

Diceva perfido Allegri, nella sua prima esperienza juventina, che la squadra ereditata da Antonio Conte “in Champions aveva paura di giocare col Malmo”. L’impressione è che anche i nerazzurri, quando ad allenarli era l’ex ct, sentendo suonare la musichetta più bella del calcio europeo si facessero timorosi. La squadra di Inzaghi invece, quantomeno, non ha paura. Non ne ha avuta per 90 minuti più recupero contro il Real Madrid, la squadra da Champions per antonomasia, allenata da Carlo Ancelotti, il tecnico da Champions per definizione. Non è riuscita a vincere, e alla fine ha perso. Ma della notte di San Siro non tutto è da buttare, anzi.

Inter bella e sfortunata

“Non meritavamo di perdere”, ha detto dopo la gara Edin Dzeko, e ha ragione. Anche se a mancare in una bella Inter sono stati proprio i suoi gol, oltre alle idee di Calhanoglu e a un po’ di cattiveria in più nel contenere Camavinga da parte di Dumfries in occasione del gol nel finale segnato da Rodrygo, come un anno fa a Madrid, sempre nel girone. Per il resto, trovare difetti ai nerazzurri è complicato. Skriniar ha fatto una partita memorabile, salvando quattro gol, dando aiuto prezioso in costruzione e affermandosi una volta di più come uno dei migliori difensori centrali d’Europa. Brozovic, in stato di grazia, ha strappato e distribuito palloni con eguale generosità. Ma è stata in generale la squadra a girare: equilibrata, schierata con ordine, ben registrata.

La scheggia impazzita Sheriff

A riconoscere l’onore delle armi agli sconfitti è stato anche Carlo Ancelotti, che alla vigilia ha ricordato il suo amore per l’Inter nell’infanzia: “Era la partita più difficile del girone. Nel primo tempo l’Inter ha tenuto un ritmo alto, che ha pagato nel secondo. La posizione nel pressing avanzato di Brozovic ci ha creato difficoltà. Noi e l’Inter siamo le favorite del gruppo D”. Poi ha offerto uno spunto che vale per il suo Real ma vale tanto anche per i nerazzurri: “Nessuno si aspettava la vittoria del Tiraspol e dovremo stare attenti”. Gli interisti lo sanno bene. Nelle ultime tre stagioni sono sempre usciti al girone anche per effetto di risultati impensabili nelle gare degli altri, compresa la vittoria dello Shakhtar Donetsk per 2-3 proprio contro il Real Madrid, il 21 ottobre di un anno fa a Valdebebas. L’Inter non deve ripetere l’errore di pensarci troppo. Per arrivare serena al giro di boa di metà girone, dovrà fare risultato in Ucraina a fine settembre, poi evitare psicodrammi nella gara del Meazza del 19 ottobre.

Contro un Real Madrid prudente, dalla partenza lenta e ordinatissimo – come lo sono tutte le formazioni di Ancelotti – l’Inter si è dimostrata squadra “europea”, nell’accezione che qui da noi si dà al termine: una squadra che gioca, che non aspetta, che non teme l’uno contro uno. Non è bastato e non è detto basterà, ma è un inizio. A Inzaghi arrivano gli incoraggiamenti di Conte, che non ritenendo la squadra alla propria altezza l’ha lasciata, ma che ora liscia il pelo al tifoso interista: “C’è grandissimo affetto per l’Inter, sono stati anni bellissimi e intensi e conserverò bellissimi ricordi. Auguro il meglio all’Inter, che possa far meglio di quello che abbiamo fatto in due anni in cui siamo stati sfortunati”, ha detto nel suo nuovo ruolo di commentatore tv. Sabato torna il campionato, in casa contro il Bologna, dopo il pareggio di Genova con la Samp. I tifosi interisti ci arrivano con una buona notizia, data ieri prima del match dall’ad Marotta: il prolungamento del contratto di Lautaro è in arrivo.  

Fonte Repubblica.it

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