Immobile e l’odio social: “A tutto c’è un limite, bisogna denunciare”

Immobile e l'odio social: "A tutto c'è un limite, bisogna denunciare"

FIRENZE – Ciro Immobile, tornato in Nazionale da leader, ha un sassolino nella scarpa, anzi un masso. Lo scaglia contro gli odiatori seriali da tastiera: gli haters possono rovinare la vita, non solo nel calcio: “C’è un punto limite da non oltrepassare: il mondo social è meraviglioso, ma a volte ti distrugge. Anche quello che è successo ad Acerbi va oltre. Quando si va sulla famiglia, io perdo un po’ la pazienza. Denuncio. Io l’ho fatto quando sono stati toccati i miei figli, quando hanno augurato alla mia famiglia e a me cose indicibili. Purtroppo il mondo dei social è pieno di profili falsi e non sempre è facile risalire agli autori. Ma si deve fare qualcosa, soprattutto per le cattiverie gratuite”. Una soluzione, nel mondo del calcio, c’è: la sta mettendo in pratica l’Uefa, che al recente Europeo di calcio femminile ha avviato la piattaforma in grado di individuare e punire i colpevoli. Immobile sposa questa linea: “Va importata anche in serie A. Se l’Uefa porta avanti questo processo, è giusto che arrivi anche in Italia”.

Obiettivo Mondiale 2026

C’è stato un momento in cui il fenomeno montante dell’odio social ha toccato pesantemente il centravanti della Lazio, anzi ce ne sono stati due, in coincidenza con le due mancate qualificazioni della Nazionale per il Mondiale: nel 2017, quando a Milano l’Italia uscì ai play-off con la Svezia, e nel marzo scorso, quando ha fatto il bis con la Macedonia del nord a Palermo. Le critiche e gli attacchi, oltre all’amarezza, stavano spingendo Immobile all’addio alla maglia azzurra. A 32 anni, con quella partita siciliana giocata con la fascia da capitano al braccio, alla guida di un attacco che non era riuscito a segnare lo straccio di un gol a un’avversario mediocre, era diventato un incubo costante: “Per me questa maglia rappresenta tutto, la Nazionale deve trasmettere questo stesso sentimento a chiunque faccia questo mestiere. Ma ci sono stati momenti di grande delusione, oltre a quelli di gioia e di felicità come l’Europeo. La mancata qualificazione ai Mondiali è stata appunto una delusione enorme. Le critiche ti segnano, è ovvio che ognuno di noi, come persona, non possa lasciare passare questa cosa come se nulla fosse. Anche se sei la persona più positiva al mondo, questi momenti ti segnano. Siamo essere umani, abbiamo dei sentimenti. E io avevo tanti dubbi, avevo pensato di lasciare la Nazionale. Ma poi, tornando col club, ho avuto la sensazione di potere dare ancora tutto, che potesse servire la mia presenza. Così ho deciso. Fino a quando il mister avrà bisogno di me, sarò a disposizione, in campo e fuori. Noi veterani possiamo aiutare i giovani. Credo che Mancini non abbia mai avuto dubbi su di me. La decisione l’abbiamo preso un po’ io e un po’ la mia famiglia: abbiamo parlato e deciso che era giusto che io continuassi. Il Mondiale americano è uno degli obiettivi che mi sono posto. Nel 2026 voglio esserci”.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
10 giorni fa

l’odio social non va bene.
peggio ancora gli insulti e ancor peggio quelli razzisti..
ma questo fortunello deve risordarsi che lui, per fare un lavoro che gli piace, prende alcuni MILIONI di euro all’anno.
se l’idraulico mi fa un lavoro non a regola d’arte, ho tutto il diritto di dirgli che “ce ne sono molti altri meglio di lui. ”
e l’idraulico mi costa solo 50 euro all’ora.
per 5 milioni all’anno PRETENDO che dal dischetto del rigore, il pallone vada a finire all’incrocio dei pali o all’angolino.
se poi il portiere si tuffa fino a lá sará merito suo e non demerito dell’attaccante (ogni allusione al tuo ex compagno di nazionale é VOLUTA).
per 4 milioni all’anno i tifosi pretendono l’eccellenza,
altrimenti ne prendi 30mila al mese, che sarebbero comunque tantissimi!