Il sorriso dopo il pianto: Messi a Parigi è un reality

La puntata conclusiva del reality show “Léo à Paris” andrà in onda stamattina alle 11 in diretta dal Parc des Princes con la messa cantata della conferenza stampa di presentazione di Messi al Psg: scapperà un’altra lacrimuccia in mezzo ai sorrisi? Nel frattempo, abbiamo visto Messi in costume da bagno nella sua villa di Castelldefels, Messi padre dire l’unica parola in una giornata di sole immagini (Leo giocherà nel Psg? “Sì”), Messi e famiglia — cioè la moglie Antonela e i tre figlioletti — sull’aereo privato (volo VJT783), Messi all’aeroporto di Le Bourget con la T-shirt “Ici c’est Paris”, Messi che fa le visite mediche all’American Hospital di Neully-sûr-Seine indossando la mascherina ufficiale del club, Messi allo stadio con un corteo di tre auto dai vetri fumé e imponente scorta della polizia, Messi finalmente in albergo (il Royal Monceu, dove dimora anche Donnarumma) all’ora di cena, mentre il Psg faceva da colonna sonora a questo spettacolo muto pubblicando video allusivi, senza mai il nome dell’uomo dei sogni ma con ogni riferimento possibile e due chicche: una bandiera argentina esposta tra la maglia numero 10 di Neymar e la 7 di Mbappé (tre messaggi in un uno: Leo arriva, Ney tiene il 10 e Kylian resta) e una mano destra che firma un contratto. Messi è un genio mancino, ma scrive con la destra. Dettaglio non trascurato.

La Pulce ha firmato un contratto di due anni, con opzione sul terzo, a 40 milioni a stagione, e resta il calciatore più pagato al mondo (Neymar è secondo con 35, Ronaldo terzo con 31). Difficilmente giocherà sabato contro lo Strasburgo, ma intanto il club ha aumentato il prezzo dei biglietti: volendo, ci si può sottomettere a un salasso di 970 euro. Parigi freme, vibra. Il Psg è soprattutto la squadra delle periferie, che si sono riversate in città per presidiare il Parc (dove in serata Messi ha concesso un breve saluto ai tifosi), la sede del club, l’aeroporto e l’albergo dove riposeranno i nobili lombi del futuro numero 30, quello che indossava a 17 anni quando esordì, in un delirio collettivo mai visto.

Il Psg ha potuto permettersi tutto questo, nonostante un passivo di bilancio di 124,9 milioni, perché in Francia le norme sul tetto salariale (come in Spagna, la spesa per gli ingaggi non può superare il 70% delle entrate) sono state sospese fino al 2023/2024, così i proprietari qatarini in quest’estate folle hanno potuto permettersi di sbracare puntando tutto sugli svincolati (a parte i 60 milioni spesi per Hakimi): con i 15 milioni a Sergio Ramos, i 9,5 a Wijnaldum e gli 8 a Donnarumma. Fanno circa 130 milioni al lordo di stipendi, Messi incluso.

Avranno due anni di tempo per riallinearsi (grazie alla Pulce, confidano di aumentare i ricavi almeno del 20 per cento) e intanto dovrebbero cercare di incassare 100 milioni da questo mercato, se non che i pochi giocatori in vendita (Icardi, Draxler, Sarabia) sono richiesti soltanto in prestito. Ma non sono faccende da reality show, queste: sotto la Tour Eiffel si sono radunati il numero 10 del Brasile, quello dell’Argentina e quello della Francia. È di questa materia che sono fatti i sogni.

Fonte Repubblica.it

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