Il Real Madrid vince la Liga, Ancelotti da record: campione nei 5 tornei più importanti d’Europa

Il Real Madrid vince la Liga, Ancelotti da record: campione nei 5 tornei più importanti d'Europa

Il Real Madrid è campione di Spagna per la trentacinquesima volta nella sua storia. Le merengues vincono la Liga 2021/22 con quattro turni d’anticipo, sotto la guida di un Carlo Ancelotti che completa il suo personale Grande Slam: campione nei cinque più importanti campionati d’Europa. Decisivo il 4-0 rifilato all’Espanyol nel turno numero 34: doppietta di Rodrygo al 33′ e al 43′, reti di Asensio al 55′ e del solito Benzema nel finale. Sono ora 81 i punti dei madrileni in vetta alla classifica, +17 sul Siviglia che non può più raggiungerli matematicamente.

Mai nessuno come Ancelotti

E’ anche e soprattutto il trionfo di Ancelotti, 62 anni, che nel precedente biennio a Madrid (2013-2015) aveva conquistato l’attesa ‘Decima’ Champions oltre a una Coppa del Re, una Supercoppa di Spagna, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club. Ora il tecnico di Reggiolo ha aggiunto al suo personale palmares l’unico trofeo che gli era sfuggito, la Liga. Un successo che consolida ulteriormente la leggenda di Ancelotti: tre Champions in bacheca come solo Paisley e Zidane (ma l’unico con due squadre diverse), l’allenatore italiano è il primo di sempre a vincere i cinque grandi campionati europei avendo trionfato in Serie A col Milan (2002-03), in Premier League col Chelsea (2009-10), in Ligue 1 col Psg (2012-13) e in Bundesliga col Bayern Monaco (2016-17). Solo un altro allenatore ha vinto in più paesi, Tomislav Ivic, con Hajduk Spalato, Ajax, Anderlecht, Panathinaikos, Porto e Marsiglia. Ma siamo ad altri livelli. A quattro si sono fermati Josè Mourinho (Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna), Ernst Happel (Olanda, Belgio, Germania e Austria) e Giovanni Trapattoni (Italia, Germania, Portogallo e Austria).

La rivincita di Carletto

Ancelotti si è anche preso una rivincita verso chi lo considerava ormai a fine carriera. Dopo l’esonero al Bayern Monaco, il tecnico aveva optato per piazze dove la vittoria non era un obbligo come Napoli ed Everton e la Supercoppa tedesca dell’agosto 2017 era rimasta fin a ora il suo ultimo trofeo. Poi la telefonata di Perez, davanti a cui era difficile dire di no. Ancelotti ha saputo amalgamare la vecchia guardia dei Modric e dei Benzema con gli astri nascenti Rodrygo e Vinicius Junior. Il Real è partito subito forte in campionato, creando gara dopo gara un solco con le grandi rivali e senza mai farsi davvero impensierire dal Siviglia di Lopetegui. I momenti difficili ci sono comunque stati. Come l’umiliante 0-4 nel Clasico di ritorno col Barcellona o l’eliminazione in Coppa del Re per mano dell’Athletic Bilbao battuto un mese prima nella finale della Supercoppa di Spagna. Ma sono stati solo incidenti di percorso e adesso il Real Madrid può concentrarsi sul ritorno della semifinale di Champions di mercoledì prossimo col Manchester City, che all’Etihad si è imposto 4-3.

Fonte Repubblica.it

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