Il Psg, Sarkozy e il figlio dj: quei sospetti intorno alla cessione del club al fondo del Qatar

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PARIGI — I legami tra l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e il Qatar continuano ad alimentare sospetti. Dopo il presunto ruolo dell’ex leader, all’Eliseo dal 2008 al 2012, nell’assegnazione dei Mondiali di calcio, è ora il suo intervento nella vendita del Psg al fondo d’investimento americano del Qatar. Secondo un articolo di Mediapart Sébastien Bazin, allora boss del fondo Colony Capital, riuscì a raddoppiare il prezzo di vendita del club capitolino grazie all’aiuto di Sarkozy, e di suo figlio Pierre. Il rampollo della famiglia Sarkozy è noto per le sue attività di dj ed è produttore hip-hop con il nome d’arte di Mosey.

Psg pagato il doppio

Raccolti dagli agenti di polizia dell’Ufficio anticorruzione della Procura finanziaria nazionale, gli appunti dell’Eliseo e gli sms del telefono di Bazin rivelerebbero come, grazie a Sarkozy padre e figlio, nonché a Claude Guéant, l’uomo che oggi è amministratore delegato del gruppo Accor sia riuscito a raddoppiare il prezzo di vendita del club parigino, passando da 30 milioni di euro, somma iniziale che l’Emirato era pronto a investire, a 64 milioni di euro pagati in due fasi. I documenti sono stati raccolti nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria per “corruzione” sull’assegnazione dei Mondiali di calcio del 2022.

Il ruolo di Platini per l’assegnazione del Mondiale al Qatar

La giustizia francese ha cominciato a indagare nel 2016 e si è concentrata ultimamente su presunte contropartite negoziate nel 2010 nel “pranzo segreto” all’Eliseo fra Sarkozy e alti responsabili dell’Emirato. L’attribuzione avvenne, nove giorni più tardi, con il voto decisivo di Michel Platini, che partecipava a quel pranzo e votò per il Qatar.

Blatter: “Sarkozy chiese a Platini di votare il Qatar”

L’ex numero 2 della Fifa, il francese Jérôme Valcke, ha di recente detto – a proposito dell’attribuzione al Qatar dei mondiali 2022 e di Platini (all’epoca presidente dell’Uefa e vicepresidente della Fifa) – che “ci fu un voltafaccia, un cambiamento improvviso da parte di Michel, legato a qualcosa. O al fatto che si rese improvvisamente conto che il Qatar era il candidato migliore, o quel pranzo in cui si discusse di tutto questo”. L’allora capo di Stato si sarebbe impegnato a fondo perché la competizione fosse attribuita al Qatar durante quel pranzo, che fu tenuto segreto e si svolse il 23 novembre 2010. Oltre a Sarkozy e Platini, a quell’appuntamento erano presenti: il principe erede del Qatar, oggi emiro, Tamim Ben Hamad Al Thani, e il primo ministro dell’emirato, Hamad Ben Jassem Al Thani. L’allora presente della Fifa, Sepp Blatter, ha testimoniato che Platini lo chiamò subito dopo il pranzo dicendogli che Sarkozy “gli aveva raccomandato di votare per il Qatar”. Nove giorni dopo, il 2 dicembre 2010, era stata ufficializzata la scelta a favore del Paese del Golfo, con 14 voti a favore e 8 contrari.

Diritti tv e aerei da guerra: le ricompense sospette

Gli inquirenti francesi si chiedono se l’ex presidente abbia ottenuto in cambio di quelle pressioni qualche tipo di compenso. Le piste seguite sono: l’acquisto del Paris Saint-Germain da parte di Qatar Sports Investments nel 2011, la creazione della piattaforma tv BeinSport in Francia con i diritti tv della Ligue 1 e quelli dei Mondiali, oppure la vendita di aerei da combattimento Rafale (effettuata nel 2015 al prezzo di 6,3 miliardi di euro). Una nota interministeriale allegata al fascicolo dell’inchiesta parla di “opportunità di contratti legati alla Coppa del Mondo in Qatar e ai progetti di infrastrutture” per le imprese francesi.

Fonte Repubblica.it

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