Il primo derby di Vlahovic, l’ultimo di Belotti: Juventus-Torino è una questione tra attaccanti

TORINO — Osservando la classifica e l’andamento delle  due squadre fino a oggi, è difficile trovare un derby di ritorno sulla carta più equilibrato di quello in programma venerdì sera all’Allianz Stadium, l’ultimo scatto per la Juventus sulle strade della Serie A prima di concentrarsi sul Villarreal. Già all’andata le due squadre si affrontarono affiancate in classifica a quota 8 punti in 7 partite, con i bianconeri ringalluzziti dall’esaltante vittoria in Champions contro il Chelsea e il Torino in striscia positiva da quattro turni. Merito del gioco di Juric da un lato, colpa della fatica fatta dalla Juve di Allegri nelle prime giornate di campionato dall’altra.

A un girone asimmetrico di distanza i granata sono ancora nella parte sinistra della classifica nonostante lo scivolone con il Venezia, mentre i bianconeri sono rientrati nella corsa Champions mettendo le mani sul quarto posto, almeno momentaneamente, lanciando segnali inequivocabili alla concorrenza.

Il tridente di Allegri

In realtà l’equilibrio sopravvive soltanto a una visione d’insieme della stagione, perché analizzando le ultime uscite delle due squadre la differenza salta subito all’occhio. Allegri ha ingranato la quarta trovando l’assetto perfetto per la sua squadra: merito del gran lavoro fatto dalla dirigenza sul mercato, con l’arrivo di Vlahovic e Zakaria e con l’anteprima del derby rappresentata dal difensore del Frosinone, Gatti, soffiato sul filo di lana proprio ai granata. Il tecnico ha avuto il coraggio di puntare forte sul tridente, evitando di sacrificare qualcuno in attacco e di generare scontento: Morata, Dybala e Vlahovic stanno migliorando l’intesa partita dopo partita, supportati anche dalla condizione fisica di tutta la squadra.

La primavera è il momento chiave della stagione e la Juve si è presentata al grande ballo in splendida forma: solo il Napoli ha ottenuto risultati migliori dei bianconeri nelle ultime cinque partite. Diverso il discorso per il Torino: dopo un campionato in cui i complimenti per il gioco di Juric si sono sprecati, i risultati hanno avuto una flessione. L’ultima vittoria risale al 15 gennaio contro la Sampdoria, uno dei pochi lampi in trasferta per una squadra che ha costruito al Grande Torino le proprie fortune.

Il pressing di Juric

I segnali fanno pensare che Allegri si possa affidare nuovamente al tridente. Il Torino si inserisce infatti in quel filone tattico che parte da Gasperini, rimbalza sul Torino di Juric e arriva al Verona di Tudor, sedutosi sulla panchina degli scaligeri per riprendere il discorso lasciato in sospeso dall’allenatore passato in granata. Verona, Atalanta e Torino è il trittico offerto dal calendario, tre squadre che fanno dell’intensità, della pressione alta e della corsa le colonne portanti del loro gioco. “Col Verona era una partita complicata, corrono e ti aggrediscono, contro Atalanta e Torino sarà uguale – aveva preannunciato Allegri in conferenza -. Ci sono momenti, comunque: l’importante è giocare come squadra, avere la compattezza quando abbiamo la palla e quando non l’abbiamo”.

La cifra tecnica dei bianconeri è stata fino a oggi il miglior modo per disinnescare il gioco di Verona, Atalanta e, nei piani, Torino: la qualità a disposizione permette ai bianconeri di saltare il pressing, di creare superiorità numerica vincendo un duello individuale e liberando così il potenziale offensivo. Piano perfettamente riuscito con il Verona, solo in parte con l’Atalanta, seppur al termine di una partita in cui i bianconeri non hanno avuto paura di affrontare la Dea sul proprio terreno. La stessa scelta fatta da Paolo Zanetti contro il Torino e che ha permesso al Venezia di vincere in casa dei granata.

Belotti sfida Vlahovic

Un altro aspetto chiave per la partita di venerdì, che spiega al meglio anche la condizione delle due squadre, riguarda i centravanti. Da un lato Dusan Vlahovic, un gol all’esordio in bianconero che gli ha permesso di tenere la testa della classifica marcatori, una rete provocata contro il Sassuolo. Dall’altra Andrea Belotti, rientrato per una ventina di minuti dopo il lungo stop per infortunio muscolare e autore del gol, poi annullato, contro il Venezia. Il Gallo non ha ancora un’intera partita nelle gambe e il titolare, Sanabria, sta vivendo un momento di calo fisiologico dopo mesi passati a tirare la carretta senza cambi: all’andata al suo posto entrò Baselli visti i tanti assenti. Vlahovic ci sarà, Belotti sta tentando di convincere Juric a puntare su di lui: Juventus contro Torino è anche sfida tra i bomber. Uno ha monopolizzato il mercato di gennaio e la passione dei tifosi, l’altro aspetta il via libera per provare a salutare con una gioia i tifosi granata.

Il primo derby di Vlahovic, l'ultimo di Belotti: Juventus-Torino è una questione tra attaccantiFonte Repubblica.it

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