Il paradosso Psg: tra un tecnico che sogna lo United e troppe stelle che stanno a guardare

MANCHESTER – C’è una squadra più paradossale del Paris Saint Germain? Forse no. E il giorno dopo la sconfitta per 2-1 contro il Manchester City in Champions League all’Etihad stadium, questa sensazione è ancora più forte.

Una corazzata per Pochettino

Da dove iniziare? Forse proprio dal tecnico, Mauricio Pochettino. “Poch”, come lo chiamano qui in Inghilterra, dovrebbe essere l’uomo, anzi l’allenatore, più felice del mondo. Ha l’attacco più stellare esistente, Messi, Neymar e Mbappé, tutti insieme, e in panchina gente del calibro di Di Maria e Icardi. A centrocampo ha Verratti e Paredes, in difesa Marquinhos, e la dirigenza quest’anno gli ha comprato fenomeni come Donnarumma, Sergio Ramos, Hakimi e Wijnaldum, oltre alla “pulce” argentina ovviamente.

Il caso Donnarumma

Eppure Pochettino si sente sempre più a disagio. Innanzitutto nei confronti della dirigenza, con la quale c’è poco dialogo. Pure le appena citate star sono state calate dall’alto senza il suo consenso: per esempio Donnarumma, “Poch” non lo avrebbe mai voluto. Si sarebbe accontentato di Keylor Navas – che difatti è stato schierato anche ieri sera a Manchester. Il risultato è che dopo oltre 3 mesi di stagione, non c’è un vero titolare tra i due. Poi, c’è il gioco mostrato sinora, per molti insufficiente, visto che sulla carta si tratta la squadra più forte del mondo. Ieri sera se n’è avuta l’ennesima conferma. Il City di Guardiola è stata una sinfonica corazzata dal primo all’ultimo minuto e ha stra-meritato di vincere 2-1. Il Psg è andato in vantaggio all’inizio del secondo tempo con Mbappé su assist di Messi, dopo un ferale contropiede con Neymar. Ma non è riuscito ad andare oltre gli strappi dei tre fenomeni, la cui sostenibilità in termini di squadra e difensivi è sempre più sotto questione. La prestazione del Psg ieri sera è stata nettamente inferiore al City, che per 50-60 minuti ha letteralmente assediato i parigini.

La sentenza di Henry

Thierry Henry, ex stella dell’Arsenal e Barcellona e oggi commentatore tv, ieri sera ha emesso la sentenza: “Non vincerai mai una Champions League se difendi in sette giocatori. Mai”. Il riferimento è ai tre tenori Messi, Neymar e Mbappé, che secondo lui (e non solo lui) non tornano quasi mai a difendere: “In Francia ti può andar anche bene, ma in Champions no”, ha continuato l’ex attaccante francese, “perché ti prendono in mezzo 2-3 avversari sulle fasce e i terzini a quel punto vengono asfaltati, come successo contro il City”.

Un fuoriclasse di troppo

Henry non ha tutti i torti. Pochettino infatti da molte settimane sta provando a far digerire alla squadra la contemporanea presenza dei tre fuoriclasse, con molti intoppi. Il Psg ha vinto la Coppa di Francia l’anno scorso, in campionato è in testa con 11 punti di vantaggio sulla seconda, e comunque ieri sera, nonostante la sconfitta all’Etihad, si è qualificata agli ottavi di Champions con un turno di anticipo. Ma sotto il tappeto ci sono tanti problemi. 

Messi troppo fuori dal gioco

Messi, per esempio, Pochettino lo fa giocare in genere sul fianco destro, come faceva agli inizi della carriera nel Barcellona (anche se ieri sera si è accentrato molto di più rispetto alle ultime uscite). I risultati per la 34enne pulce sinora non sono straordinari: in Champions è andato piuttosto bene, vedi il gol contro il City all’andata. Ma la prima marcatura nella Ligue 1, dopo vari piccoli infortuni, è arrivata solo sabato scorso nella vittoria 3-1 contro il Nantes. Inoltre, giocando spesso a destra, l’argentino sembra più fuori dal gioco degli ultimi anni: oggi Messi, in quella posizione, ha una media di 49 passaggi a partita in campionato, contro i 59 delle ultime tre stagioni in Catalogna. 

Il migliore è un prodotto del vivaio

Anche gli altri grandi acquisti del Psg, poi, sembrano avere ancora le polveri bagnate: di Donnarumma abbiamo già detto. Sergio Ramos è stato sempre fuori per un vecchio infortunio al ginocchio e solo ieri si è visto per la prima volta in panchina. Wijnaldum anche è spesso acciaccato. E lo stesso Hakimi arrivato dall’Inter per 60 milioni, dopo un inizio travolgente nel campionato francese, nelle ultime partite è di nuovo apparso piuttosto opaco. Sarà un caso, ma ieri il migliore dei francesi, soprattutto nel primo tempo, è stato il difensore Presnel Kimpembe. Uno dei vivaio del Psg, a costo zero.

Pochettino sogna la United

Infine, ed è l’ennesimo paradosso di questa vicenda, oramai è chiaro che Pochettino vorrebbe andare al Manchester United di Cristiano Ronaldo, nell’Inghilterra che lo ha lanciato come allenatore internazionale, prima a Southampton e poi soprattutto con il Tottenham, pur non vincendo nemmeno un trofeo. Somiglia un po’ allo stesso destino di Mbappé, che potrebbe andar via dalla squadra dei sogni a parametro zero a fine anno, forse al Real Madrid: si dice si senta oscurato da Neymar e Messi. Per Pochettino il disagio è diverso, ma anche un po’ simile: a Parigi si sente spesso scavalcato dalla dirigenza. E poi è stufo delle critiche che riceve per il gioco, anche perché paradossalmente si sente le mani legate proprio per avere tanti campioni intoccabili in rosa. Non è un caso che ieri sera in conferenza stampa, oltre alle solite frasi di rito (“una sconfitta che ci farà crescere”, “dobbiamo migliorare”, eccetera), non ha smentito le voci di un suo possibile arrivo sulla sponda opposta di Manchester, magari la prossima stagione, e tantomeno ha giurato fedeltà al Psg: “Non commento i rumours per rispetto della società”. L’ex difensore del Liverpool, Jamie Carragher, lo ha detto chiaramente a Cbs Sports ieri sera: “Poch deve scappare da Parigi il prima possibile e venire allo United. Se fosse per me, me ne andrei domani stesso. I problemi che gli provocano le stelle della squadra sono troppe”. Michael Owen: “Sono d’accordo, ha evidentemente le mani legate”. Il risultato di tutto questo è che il Psg, con i suoi fenomeni che si accendono a intermittenza e spaccano la partita, arriverà seconda alla fine del gironi. E dunque, nonostante tutti i suoi paradossi, sarà la vera mina vagante agli ottavi di Champions League.

Fonte Repubblica.it

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