Il nuovo Bernabeu lascia senza parole: lo stadio di Madrid ci indica il futuro

Cinque minuti (e spiccioli) di video, che ci proiettano avanti di cinquanta anni. Almeno noi italiani, abituati a stadi decrepiti, dove – tranne rare eccezioni – si arriva con difficoltà, si vede male e, una volta lasciato il proprio posto, lo si ritrova alla partita successiva dopo giorni di nulla, in cui l’impianto è rimasto deserto e desolato. Il nuovo Santiago Bernabeu è stato presentato con un filmato di 310 secondi che si conclude, ovviamente, con un gol segnato dal Real al Barcellona in un Clasico e che, per gli appassionati di calcio, è più adrenalinico di un film della saga di Jason Bourne. Sarà uno stadio e molto più, il tempio del pallone di Madrid nord, già magnificamente servito dalla metropolitana con una fermata che ne prende il nome.

Il prato che scompare sotto terra

Il “segreto” è nel prato retrattile. Quando servirà, il manto d’erba sarà fatto a fette, in sezioni longitudinali, e, con un sistema di scorrimento meccanico, verrà conservato in una struttura posta a 35 metri di profondità, dove verrà protetto e curato con un meccanismo automatico di irrigazione, raggi ultravioletti, illuminazione a LED e camere di ventilazione e ossigenazione. Al suo posto, una base artificiale, su cui sarà possibile posare diverse pavimentazioni, secondo necessità. Se tutto funzionerà come nelle simulazioni – il “se” è necessario, perché roba così fino a oggi non si è mai vista – questa sarà la chiave per lo sfruttamento intensivo del Bernabeu: prima della pandemia, i giorni medi di utilizzo effettivo della struttura in un anno erano soltanto 30, il Real vuole portarli a 300, trasformando l’impianto in un centro multifunzionale, dove potranno essere organizzati congressi, concerti, spettacoli di ogni genere e fiere, oltre ad altri grandi eventi sportivi. Nel video assistiamo in time-lapse alla costruzione di un campo di football americano e, addirittura, a un doppietta basket/tennis: da una parte una partita di pallacanestro sul suo parquet, dall’altra un match tra racchette su terra battuta, tutti e due con tribune dedicate. Difficile e probabilmente non conveniente sotto il profilo economico organizzare nei fatti due manifestazioni sportive ad alto impatto di pubblico in contemporanea, però la possibilità teorica esiste e lascia davvero senza parole.

800 milioni di lavori

Completano questo gioiello di architettura il tetto richiudibile, per resistere agli agenti atmosferici, e una serie di ristoranti e bar che invoglieranno il tifoso/spettatore/congressista e via dicendo a metter mano al portafogli. Così da far rientrare nel tempo (ma non troppo) il Real dagli 800 milioni che sono il costo complessivo dell’opera, in cui non hanno trovato posto l’hotel di lusso e il centro commerciale inizialmente previsti. Un costo in realtà soltanto stimato, perché i lavori sono ancora in corso. Il nuovo Bernabeu sarà pronto per la fine del 2022, forse addirittura per l’inizio del 2023. Per adesso, i tifosi vanno a vedere i blancos in un cantiere a cielo aperto e dalle dimensioni ridotte: 30.000 gli spettatori ammessi nell’impianto. E anzi, i tempi si sono accorciati perché per un anno e mezzo la squadra oggi allenata da Carlo Ancelotti ha giocato nel suo centro sportivo di Valdebebas, accanto all’aeroporto di Barajas. Una scelta intelligente, dettata dai tempi della pandemia che, purtroppo, ci ha costretto a stadi senza pubblico per lunghi mesi. In questa maniera, i lavori si sono potuti svolgere con molta più rapidità, avvicinando il momento in cui il Santiago Bernabeu diventerà definitivamente il nuovo Bernabeu, travolgendoci con la sua bellezza che viene dal futuro.

Fonte Repubblica.it

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