Il Morata ritrovato, ora la Juve ha un bomber tutto nuovo

GENOVA – “Abbiamo finalmente capito cosa vuol dire giocare nella Juve”. Le parole di Alvaro Morata sembrano la didascalia di una squadra ritrovata e rigenerata. La storia personale dell’attaccante racconta molto bene gli ultimi due mesi bianconeri, e i tre gol in due partite contro Spezia e Sampdoria (forse Alvaro non andrà in vacanza in Liguria). Prima del mercato di gennaio, sembrava che Morata potesse lasciare subito la Juventus, era come smarrito, una sfiducia che per un emotivo come lui può diventare fatale. Gli era già successo a Madrid e a Londra in momenti diversi, quando Alvaro era lentamente scivolato lontano dal centro del gioco nelle tre esperienze con Real Madrid, Chelsea e Atletico Madrid, senza calcolare gli alti e bassi con la nazionale spagnola. Anche alla Juve stava accadendo, e in molti erano convinti che Morata avesse già espresso il meglio di sé: buon giocatore, utile, non un campione. Troppo discontinuo, forse. Ma l’arrivo di Vlahovic, invece di peggiorare le cose ha ricostruito un calciatore e un uomo.

L’input di Allegri: “Devi pensare a Mandzukic”

“Quando il tuo capo ha fiducia in te, tutto è possibile: un colloquio tra noi due ha cambiato tutto, forse prima non mi sentivo così importante”. Il capo è Allegri, che sette anni fa vide Morata segnare un gol in finale di Champions: il colpo dell’uno a uno che nel 2015 a Berlino mantenne la Juve in partita per un’ora. Un tempo remotissimo, che sembrava perduto per sempre. Invece, da un paio di mesi Morata ha cominciato a lavorare per la squadra come mai gli era accaduto prima. “Devi pensare a Mandzukic” gli ha ripetuto Allegri, ricordando a Morata come il croato riuscì a cambiare ruolo dentro la Juve con un peso decisivo, qualche stagione fa. Anche Marione segnò un gol in finale di Champions, contro il Real Madrid a Cardiff nel 2017. Quasi due vite parallele. E adesso il tecnico non ha dubbi: “Impiegato così, Alvaro è uno dei migliori attaccanti d’Europa”. Molto probabile che a giugno la Juventus decida di riscattare il prestito dall’Atletico Madrid.

Con Vlahovic subito intesa

“Abbiamo un entusiasmo nuovo e vogliamo vincere, ora pensiamo alla Champions e poi ci ributteremo sul campionato”. Alvaro Morata lo dice chiaro e tondo. “Siamo la Juve e giochiamo per prenderci tutto, adesso si respira un’aria diversa. E anche in Champions ci possono essere sorprese”. Unica squadra italiana ancora in corsa su tre fronti, la Juve si domanda se non sia il caso di trattenere Morata anche dall’anno prossimo. Perché lui sta diventando indispensabile, e con Vlahovic sembrano giocare insieme da sempre. “La Juventus è la mia casa, però restare non dipende da me. Di sicuro io sarò sempre un tifoso di questa squadra”.

Bomber ritrovato

Bianconero come pochi, Morata. In tanti ricordano le fotografie dei suoi bambini con addosso la maglia numero 9 (naturalmente) e con il nome di papà, che il centravanti ha postato sui social. Davvero un destino particolare, se si pensa che Morata ha vissuto un Europeo molto difficile, sbagliando un rigore proprio contro l’Italia: il corollario di insulti e minacce anche di morte al giocatore e alla moglie Alice, italiana, rappresentano quanto di peggio possa accadere, in rete, a un atleta. Da quelle settimane difficilissime, Alvaro Morata è uscito con grande sforzo. Non c’è stato niente di automatico. Anche il ritorno al centro del progetto juventino si è svolto per gradi: piuttosto complicato l’inizio di stagione, ottimi gli ultimi 60 giorni chiusi dalla doppietta di Marassi, la prima quest’anno per lui, rigore e colpo di testa, due gol che hanno permesso a Morata di raggiungere la doppia cifra in ogni competizione per l’ottava volta consecutiva. Ed è anche una risposta a chi giudica lo spagnolo troppo poco bomber: invece è tornato ad esserlo proprio nel momento in cui gioca quasi più per gli altri che per sé stesso, senza l’assillo della rete ad ogni costo. Quella che se non cerchi per forza, poi arriva anche di più.

Il Morata ritrovato, ora la Juve ha un bomber tutto nuovoFonte Repubblica.it

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