Il mercato, la coppia d’oro e la mano di Conte. Perché il Tottenham può sognare

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Il mercato, la coppia d'oro e la mano di Conte. Perché il Tottenham può sognare

LONDRA – E pensare che ci sono ancora commentatori come Gary Neville che sostengono come “Antonio Conte non fosse l’allenatore giusto al Manchester United”. La realtà è che all’Old Trafford, nonostante l’inspiegabile ostracismo dei “Ferguson boys” verso il tecnico italiano, si stanno mangiando le mani vedendo “l’incubo” (capitano Maguire dixit) senza fine dei Red Devils ieri sconfitti per 2-1 in casa dal Brighton e l’ambizione del Tottenham di Conte. Che alla prima in casa ha invece maciullato il Southampton per 4-1, pur essendo andato sotto all’inizio. Il miglior inizio del Tottenham in massima serie inglese da 30 anni.

“Niente presuntuosi o arroganti”

Certo, deve essere una “ambizione positiva” ha detto l’allenatore italiano a fine match, “qui niente presuntuosi o arroganti”. Sinora, gli Spurs non hanno deluso Conte. E non solo nell’ultimo weekend. Il percorso è iniziato a metà stagione scorsa. Sta continuando a gonfie vele. Tanto che, almeno a vedere i primi segnali, il Tottenham sembra poter essere la terza forza della Premier quest’anno, vista anche la rivoluzione del Chelsea in corso con la nuova proprietà americana. A pensare in grande, se continuano così gli Spurs potrebbero provare a insidiare almeno una delle due regine d’Inghilterra, ossia Manchester City e Liverpool. Del resto, l’anno scorso il Tottenham ha vinto una incredibile partita all’Etihad ed è stato decisivo nel far perdere il campionato ai Reds con quel pareggio a poche giornate dalla fine.

Il cambio di marcia

Sono poi rimasti i due diamanti in attacco, Harry Kane e Son, una delle coppie più devastanti della Premier League. Non a caso, con Conte alla guida, l’anno scorso il sudcoreano è diventato per la prima volta capocannoniere del campionato più bello e difficile del mondo. Il ruolino del Tottenham da quando è arrivato il tecnico italiano è superlativo, vista la rosa a disposizione, il contesto della Premier League e il cambio in corsa: 29 partite, 18 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, 64 gol realizzati, 25 subiti, 13 clean sheets. Media di 2,1 punti e 2,2 gol segnati a partita e il 62% di partite vinte.

I volti nuovi

Ma il Tottenham ha davvero fatto quel salto di qualità per competere con due moloch come Liverpool e City? Difficile dirlo ora. Certo, visto che quest’anno c’è anche la Champions League guadagnata la passata stagione, sono arrivati rinforzi importanti, come l’attaccante 25enne brasiliano Richarlison dall’Everton per 72 milioni, Perisic gratis dall’Inter “anche come guida per i giovani” Conte dixit, Lenglet in prestito dal Barcellona come affidabile ricambio difensivo, Bissouma dal Brighton per 42 milioni per dare sostanza e forze fresche in mezzo, Djed Spence dal Middlesbrough per altri 24 milioni anche se il quinto di destra che dovrebbe sostituire, quell’Emerson Royal non troppo convincente l’anno scorso, sabato è stato autore di una prestazione maiuscola, soprattutto in fase di transizione.

La rinascita di Bentancur e Kulusevski

Del resto, Conte è (quasi) sempre riuscito a far esprimere il massimo potenziale a ogni giocatore. La crescita si è vista anche con l’altro quinto, di sinistra, Sessegnon, che contro il Southampton ha segnato in uno dei classici schemi dell’italiano, con i due esterni del 3-5-2 che vanno in gol imbeccati da un cambio di gioco dell’altro. Poi c’è l’esplosione dei due ex juventini. Bentancur a centrocampo sta mostrando una sicurezza e una visione di gioco ignote in Italia. Mentre il 22enne Dejan Kulusevski, sempre schierato come mezzapunta destra che rientra con il suo ferale sinistro, accumula gol e assist senza sosta, rispettivamente 6 (incluso quello contro il Southampton l’altro ieri) e 9, in 19 partite complessive sinora in Premier League. Numeri mai visti alla Juventus. “Sarà questo l’anno della consacrazione definitiva di Kulusevski?”, si chiede oggi The Athletic.

Zaniolo serve davvero?

A questo punto, con una rotazione di Kulusevski, Richarlison, Son, Lucas Moura e volendo Perisic più avanzato (Lo Celso è in uscita), serve davvero un investimento come Niccolò Zaniolo, che il Tottenham vorrebbe dalla Roma, almeno in questo momento? Forse la difesa avrebbe bisogno di un innesto in più, visto che Lenglet al Barcellona non è stato straordinario. Eppure, persino uno come Eric Dier, scomparso dai radar negli ultimi anni, con Conte sembra essere tornato a livelli eccellenti come regista difensivo dei 3. E contro il Southampton ha segnato pure lui, addirittura inginocchiandosi per insaccare di testa. Anche questo è segno di tranquillità e fiducia. Come di tutti gli Spurs, che quest’anno, visti anche i singhiozzi del Chelsea, possono sognare.

Fonte Repubblica.it

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