Il mercato bocciato, la scoperta dei giovani: così la Roma crede alla Champions

ROMA – Tutto, nella sua testa, è cambiato il sabato di due settimane fa. Roma-Verona, la squadra in panne. Quel giorno, s’è compiuta la rivoluzione mourinhana. In pochi minuti, che poi sono diventati giorni e poi settimane, José Mourinho ha saputo stravolgere il proprio punto di vista, ribaltare le proprie gerarchie. Alla fine del mercato d’inverno aveva incoronato la Roma dell’esperienza: “Ci servono giocatori come Sergio Oliveira”, aveva detto, benedicendo gli ultimi arrivati. Un mese dopo, la squadra che ha battuto l’Atalanta e rilanciato inattese ambizioni da Champions – col 4° posto sempre meno lontano – è la Roma dei giovani.

La rivoluzione dei giovani

Tutto è iniziato con Roma-Verona, la partita rimontata coi gol dei giovanissimi Volpato e Bove, dalla Primavera alla gloria dell’Olimpico. Ma il vero volto di questa rivoluzione è Nicola Zalewski, entrato quel giorno e mai più uscito (se non per una distorsione alla caviglia, ieri): anzi, da lì è partito per scalare l’indice di gradimento dello Special. Che nel ruolo più tormentato della squadra sembra aver deciso di puntare forte su di lui. A sinistra del 3-5-2, oggi, il 20enne nato a Tivoli da genitori polacchi – il papà Krzysztof è morto pochi mesi fa, solo dopo averlo visto esordire con la nazionale di Lewandowski – ha scavalcato due degli ultimi acquisti del general manager Pinto: l’uruguaiano Viña, arrivato in estate per 15 milioni, e Maitland-Niles, da gennaio in prestito via Arsenal. Pensare che Zalewski era nelle giovanili un trequartista, impiegato occasionalmente a sinistra, ma a cui molti osservatori pronosticavano una carriera da centrocampista centrale. Così, un anno fa, s’era innamorato di lui il figlio del presidente, Ryan Friedkin. Ma è José che ha deciso di scommettere forte su di lui: prima lanciandolo nel finale del derby per provare a rimontarlo. Adesso reinventandolo sulla corsia, certo della sua applicazione devota. A cui il ragazzo ha saputo aggiungere una notevole qualità, anche contro un avversario come Hateboer dell’Atalanta, costretto spesso alle corde.

Il mercato bocciato

Non è l’unico caso: anche Felix Afena Gyan, scontati un paio di giorni di retrocessione con la Primavera per un rientro notturno dalla discoteca, è stato comunque preferito a Shomurodov, acquisto da 18 milioni di euro la scorsa estate e ora presenza fissa in panchina, dove aggiunge malinconia a delusione. Accanto a Sergio Oliveira, simbolo del contrappasso: da modello da emulare per gli acquisti futuri, a rimpiazzo di chi c’era anche prima del suo arrivo. Insomma, il mercato non ha offerto grosse soluzioni alternative. E allora, Mourinho ha riacquistato i suoi giovani. A cui aggiungere Marash Kumbulla, esautorato a ottobre, oggi una certezza in difesa, persino più solido di due titolari come Mancini e Ibañez. Questo dimostra la capacità dello Special di ricavare risorse inattese dal materiale a propria disposizione. Anche quando il mercato si rivela una coperta cortissima.

Il mercato bocciato, la scoperta dei giovani: così la Roma crede alla ChampionsFonte Repubblica.it

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