Il Manchester City scappa, ma il Liverpool lo riprende: 2-2, e lo spettacolo può continuare

Il Manchester City scappa, ma il Liverpool lo riprende: 2-2, e lo spettacolo può continuare

Il Manchester City scappa, ma il Liverpool lo riprende: 2-2, e lo spettacolo può continuare

LONDRA – The show must go on. Lo spettacolo di questa Premier League deve continuare. Perché Riyad Mahrez, per due volte, non è riuscito a uccidere il campionato inglese. Con il suo City, quattro volte campione negli ultimi 5 anni, che altrimenti sarebbe andato a 4 punti sul Liverpool, con sole 7 partite da giocare e un calendario più facile per l’ubriacante corazzata di Guardiola. L’algerino invece, entrato nel secondo tempo al posto di un evanescente Sterling, prima colpisce il palo su punizione al 90esimo. E quattro minuti dopo, dopo una magia di De Bruyne, ha l’ultima chance in pieno recupero. Ma, davanti a Alisson, spicca un pallonetto troppo alto.  Dunque, a Manchester finisce 2-2 tra i due titani del calcio mondiale. Un pareggio forse amaro per i citizens, che hanno giocato e creato meglio, e che potevano dare il colpo di grazia al Liverpool. I Reds il 15 gennaio scorso erano 14 punti sotto (pur con due partite in meno) ma poi hanno impilato 20 match senza sconfitte e dieci vittorie consecutive. Meglio così. Del resto, dal 2018 queste due eccezionali squadre hanno dominato in Inghilterra e in Europa: 338 punti per il City in 144 partite, 337 per il Liverpool. Lo spettacolo deve continuare. E il Liverpool tiene in vita pure il suo sogno proibito: il quadruplete, impresa mai riuscita a nessuna squadra inglese nella storia.

<<La classifica di Premier League>>

La chiave del primo tempo è che il Manchester City fa il Liverpool. In attacco, Guardiola mette Foden a sinistra (che all’andata all’Anfield maciullò Millner) e Gabriel Jesus a destra (invece di Mahrez), con Sterling (un’ala) come bizzarro falso nueve. La mossa fa subire ai debordanti terzini del Liverpool, Alexander Arnold e Robertson, ciò che loro due solitamente infliggono agli avversari: vengono presi costantemente alle spalle. O arrancano con le diagonali. Per questo, la squadra di Guardiola soverchia gli incerti Reds nel primo tempo: Sterling, al quinto minuto, si divora un gol su taglio di Jesus, inceppandosi davanti a Alisson. Ma un minuto dopo De Bruyne gli toglie l’imbarazzo con il gol dell’1-0, un tiro da fuori deviato da Matip, dopo una punizione battuta rapida da Bernardo Silva e un Liverpool, Fabinho su tutti, distratto e in ritardo. Il panzer rosso di Klopp ha un sussulto di orgoglio, dopo 5 minuti i poli opposti Robertson e Alexander Arnold si attraggono e si riscattano: cross a tagliare dello scozzese, stavolta è il terzino inglese (12esimo assist in stagione) a sbucare dietro Cancelo per rimetterla al centro, e Diogo Jota, il falso nueve del Liverpool, in area insacca.

Ma, appunto, è un sussulto. Perché sulle fasce il City fa malissimo ai Reds. Rodri non riesce a servire Gabriel Jesus solo in area, su una punizione che becca il Liverpool nuovamente molle e impreparato. Cancelo sfila ancora dietro ad Alexander-Arnold ma De Bruyne manca il piazzato per pochi centimetri. Robertson, poi, fa un miracolo su Sterling, dopo un altro lacerante cambio di gioco di Foden. È solo questione di tempo, perché alla fine il fragile muro rosso viene bucato: dopo un calcio d’angolo, Cancelo fende ancora la difesa di Klopp, da sinistra a destra, con un affiliato cross, Robertson e gli altri vengono sorpresi di nuovo e Gabriel Jesus anticipa Alisson per il 2-1.

Durante l’intervallo, non si sa cosa abbia detto ai suoi Klopp, che non vince all’Etihad da quattro anni oramai e che nelle ultime nove partite ha sconfitto Guardiola una sola volta. Tuttavia, nel secondo tempo, il Liverpool è un’altra squadra. I reds prendono campo sin dal primo minuto della ripresa e iniziano a spaccare gli avversari come più gli piace: muovendosi a falangi, come in una partita di rugby, con filtranti a seguire, per arrivare in porta in tre passaggi. Così Mané insacca il 2-2 alle spalle di un inoperoso Ederson, su stellare assist di Salah, rivitalizzato dopo il primo tempo opaco come le sue ultime partite: un solo gol negli ultimi otto match, e su calcio di rigore.

L’assenza del pilastro Ruben Dias dietro adesso si fa sentire per il City. Il Liverpool potrebbe passare addirittura in vantaggio, con Salah che inventa un altro passaggio a far impazzire le linee dei citizens. Stavolta, però, Diogo Jota manca il bersaglio. Poi sembra arrivare la stanchezza, persino per questi super-eroi del calcio, anche perché questo “spareggio” per la Premier League non ha avuto il tempismo migliore, tra andata e ritorno dei quarti di finale di Champions per entrambe. Dopo la delusione Mahrez e il fischio finale, finisce con Guardiola che dà un abbraccio così vigoroso a Klopp che quasi lo butta giù. Più forte, ragazzi. 

Fonte Repubblica.it

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