Il crac della serie A in Nazionale: gli infortuni di Maignan, Abraham, Correa e Djimsiti

Basta iniziare a digitare su google: “infort…”. E l’omino che vive nascosto dentro computer e smartphone completa subito l’opera, restituendoci ai primi due posti “infortunio Maignan” e “infortunio Abraham”. Normale: i tifosi di Milan e Roma sono in ansia e scatenano le loro dita sulle tastiere: “Come sta Mike?”, “Come sta Tammy?”.

Maignan sotto i ferri, ecco Mirante

I motori di ricerca non regalano buone notizie ai tifosi del Milan. L’operazione al polso sinistro lascerà a lungo ai box Maignan. Un mese, forse due. E così il club – che rischia di non poter schierare sabato sera col Verona Davide Calabria per un problema alla coscia accusato nel ritiro dell’Italia – si è cautelato prendendo lo svincolato Antonio Mirante, 38 anni, fino a giugno alla Roma. Si giocherà il posto col romeno Ciprian Tatarusanu, 35 anni, che nell’ultima stagione – quando è stata chiamato a sostituire Donnarumma – ha messo insieme più di un’uscita da brivido. Maignan si era fatto male il 15 settembre, durante il primo tempo della partita di Champions League a Liverpool, in uno scontro a quattro con due avversari e Theo Hernandez. Stava per uscire nell’intervallo (Tatarusanu si è a lungo scaldato) ma poi ha resistito, come ha fatto nelle settimane successive col club e nel ritiro della sua nazionale, dove è la riserva del titolare Lloris. Alla fine si è arreso e la Francia lo ha rimandato a Milano per l’inevitabile operazione.

Abraham consolato dal suo compagno di Nazionale, Tyrone Mings 

La caviglia di Abraham, le paure dei romanisti

Qui, dunque, non si puo parlare di infortunio in Nazionale. Come nel caso di Tammy Abraham. Entrato al 76′ al posto di Kane, in Inghilterra-Ungheria, il centravanti della Roma 12 minuti dopo ha tentato un colpo di testa su un cross di Shaw, ma è ricaduto male e il dolore si è dipinto sul suo volto. Anche lui ha provato a resistere ma dopo altri quattro minuti ha lasciato il campo. Caviglia infortunata e tifosi romanisti nel panico, in attesa del verdetto medico: domenica sera c’è Juve-Roma, sette giorni dopo Roma-Napoli, perdere il centravanti titolare non sarebbe l’ideale, anche quando si ha una punta di scorta come Eldor Shomurodov, certamente più di una semplice riserva. E poi i recenti ricordi non sono affatto belli. A settembre dell’anno scorso, nel match di Nations League dell’Italia con l’Olanda, Nicolò Zaniolo si è rotto per la seconda volta i legamenti del ginocchio. Per Abraham il problema è molto meno grave, ma sicuramente capita al momento sbagliato.

L’affaticamento di Correa

Altro continente, altri problemi per un attaccante della serie A: problema all’adduttore della gamba sinistra per Joaquin Correa durante la sfida tra la sua Argentina e l’Uruguay. Il giocatore ha chiamato lo staff dell’Inter per tranquillizzare tutti: solo un affaticamento muscolare. Tornerà in Italia con Lautaro Martinez venerdì: un volo privato con scalo a Madrid e arrivo a Roma venerdì, vigilia di Lazio-Inter, la partita da ex che Correa non vorrebbe certamente perdersi ma che difficilmente lo vedrà protagonista.

Djimsiti ko: Atalanta senza pace

Verdetto emesso per Berat Djimsiti, difensore albanese dell’Atalanta. Sabato scorso, a Budapest, è stato travolto dal suo compagno Etrit Berisha, secondo portiere del Torino, durante un’uscita. Esito: frattura scomposta di radio e ulna del braccio sinistro, lunedì scorso l’operazione, almeno un mese di stop. Un guaio per l’Atalanta che in questo difficile inizio di stagione ha perso per infortunio prima Muriel, rientrato da poco, e poi Gosens, il suo uomo in più sulla fascia sinistra.

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I calciatori chiedono di giocare di meno per evitare infortuni

A proposito di motori di ricerca. Digitatissime, in queste ore, le parole “indennizzo club infortuni nazionale”. I calciatori chiedono di giocare meno, qualcuno – come Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli e capitano del Senegal – si augura che passi la proposta della Fifa di giocare i Mondiali ogni due anni e non più ogni quattro anche per razionalizzare i calendari ed evitare i troppi impegni, evidenti concause degli infortuni dei giocatori. E delle ansiose incursioni su internet dei loro tifosi.

Fonte Repubblica.it

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