Il caso Ramsey: nella Juve non gioca mai, nel Galles sta benissimo

Probabilmente il corpo di Aaron Ramsey trova nuova linfa a contatto con “Y Ddraig Goch”, il drago rosso che campeggia al centro della bandiera gallese. Difficile, altrimenti, trovare spiegazioni razionali alla doppia marcia del centrocampista della Juventus: spesso accostato a “Ramses” quando veste la maglia bianconera, riportando una battuta in voga tra i tifosi, per trasformarsi nel calciatore ammirato in Premier League quando indossa la divisa della sua nazionale. In questo inizio di stagione nel club torinese ha collezionato, tra un malanno e l’altro, la miseria di 106 minuti tra campionato e Champions League: nei due impegni con il Galles, invece, i minuti sono stati 170 in meno di una settimana, il secondo bianconero più sfruttato in questa finestra per le nazionale dopo Federico Chiesa con 179 minuti.

Gli infortuni di Ramsey

Fin dal suo arrivo alla Continassa il gallese ha mostrato la sua fragilità muscolare. Il primo infortunio “in bianconero”, uno dei più gravi della sua carriera, arrivò quando indossava ancora la maglia dell’Arsenal il 18 aprile 2019 a Napoli, nel ritorno dei quarti di finale di Europa League: dopo 34′ Ramsey fu costretto a lasciare il campo, sostituito da Mkhitaryan, per una grave lesione al bicipite femorale che lo ha tenuto lontano dai campi per 119 giorni. In carriera ha sofferto spesso di fastidi muscolari a coscia e polpaccio, malanni che l’hanno tenuto lontano dal campo per 54 partite nel periodo dal 2014 al 2018.

Allegri: “Non sono abituato alle cinque sostituzioni, spero di non fare casinI”

Con la maglia della Juventus le partite perse sono state 21 e il conto cresce settimana dopo settimana. Tranne, come detto, con la maglia del Galles: “Filosofia e metodi di allenamento sono diversi nella Juve rispetto a quelli svolti con la nazionale del Galles – ha spiegato qualche giorno fa, dal ritiro -. In Nazionale c’è gente che da anni è abituata a gestirmi e che sa come tirare fuori il meglio di me, aiutandomi a giocare tante partite consecutive, come ho potuto dimostrare a Euro 2020. Mi sento bene quando vengo gestito correttamente e quando ho l’opportunità di giocare regolarmente”.

Il mercato

Ingaggiato a parametro zero nella primavera del 2019, quando era in scadenza con l’Arsenal, Ramsey rappresentava, nei piani di Paratici, uno dei possibili “colpacci” per la Juventus. I suoi 65 gol e altrettanti assist con i Gunners erano un biglietto da visita irresistibile, anche se sul retro la sua cartella clinica diceva il contrario. Dopo un anno a singhiozzo, peccato imperdonabile visti i 7 milioni di euro netti a stagione e la commissione per il suo procuratore, le voci su una sua possibile partenza si sono intensificate: tuttavia per trovare una squadra in grado di rilevare il suo contratto l’unica meta era la Premier League. Campionato che conosce bene i problemi fisici che hanno costellato la sua carriera. Quest’estate il gallese è stato a un passo dall’addio alla Juventus, inserito nel tortuoso meccanismo ordito da Mendes per “liberare” Ronaldo: Ramsey al Wolverhampton, Neves a Torino, Ronaldo in Premier. Il rifiuto del centrocampista, intenzionato a giocarsi le proprie carte con Allegri, ha incrinato il rapporto con il club. Negli ultimi giorni, con lo sbarco del fondo sovrano saudita in Premier League alla guida del Newcastle, le voci di un possibile ritorno di Ramsey in Inghilterra sono ripartite: tuttavia secondo il Times, il centrocampista sarebbe intenzionato a rispedire al mittente le eventuali offerte di gennaio, per ripensare in estate al suo addio alla Juventus. 

Fonte Repubblica.it

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