Il campionato a Ferragosto cercando i giga sulla sabbia

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Si riparte, da tifosi accaniti alla tv. Il piccolo problema sta nelle giornate di ripartenza, che sono ora, adesso: stavolta c’è anche la profanazione suprema, si gioca oggi, si gioca domani e si gioca soprattutto a Ferragosto. Non solo, a Ferragosto gioca la Juve, quella con più appassionati: usciranno vignette con il tifoso che sta spremendo in spiaggia gli ultimi giga per guardarsi sul tablet la sua squadra al debutto e arriva il gavettone fatale. Può finire malissimo, ma poi invece no: in piena estate alla fine si era già iniziato – ma a Ferragosto no, in effetti – un minimo di abitudine, o rassegnazione, è subentrata e al massimo può scattare, anche qui, un effetto nostalgia. Del tipo: quanto era bello quando c’era solo il Trofeo Birra Moretti, di questi tempi, e chissà che fine avrà fatto Scardamagli, o era Brazzaletti, bomber in costruzione che al medesimo Moretti quella sera in diretta tv, e sulla tv in chiaro, segnò tre gol e venne opzionato da venti squadre in dieci minuti. 

Non è più l’età dell’innocenza: da oggi si gioca sul serio, con l’Italia intera in vacanza e concentrata su altro: ma la Serie A, tra risultati e verifiche da ottenere, il Fantacalcio, gli sfottò rancorosi repressi per tre mesi contro quelli che hanno vinto così o hanno perso cosà sono elementi troppo importanti nelle nostre vite. Le tv lo sanno: si ripresentano ormai portando con le orecchie le partite al tifoso, tanto c’è bisogno di rientrare dagli investimenti cospicui. Ma chiedendo anche il corrispettivo, cospicuo, e sibilando contro le troppe adesioni alla pirateria (De Siervo, Ad della Lega Calcio: “Chi usa il pezzotto è stupido e adesso rischierà grosso”). Quanti pezzotti, oggi, nei bar con vista battigia? Chissà. 

È il primo di una lunga serie di giorni in cui bisognerà ripetersi il mantra del torneo, la Serie A 2022-2023, più assurdo, imprevedibile e incasinato di sempre: con il via in piena spiaggia e poi, a novembre, sul più bello, ci si ferma tutti per due mesi. E il fatto che toccherà ai Mondiali è, per qualche motivo che non si starà qui a ricordare, consolazione relativa. Oggi è il giorno, anzi sono i tre giorni, in cui in giro per villeggiature si ammattirà per trovare un approdo alla partita, pensando che intanto a casa propria langue un abbonamento inutilizzato. E altre mille varianti a cui adattarsi in qualche modo: con gli smartphone a crepitare aggiornamenti live mentre si balla sulla sabbia o si fa altro. 

Appunto, le tv hanno dovuto correre per essere pronte – anche se per il pieno di programmazione con rubriche e tutto al completo tocca aspettare qualche turno. Dazn (con Tim) ha compiuto il grande passo, ma all’indietro, e ora con modica maggiorazione tutta la Serie A è tornata visibile via satellite. Sky si prende qualche rivincita e soprattutto avrà gli highlights immediati delle partite, onde far finire quella triste umiliazione del commentare le gare, appena andate in onda altrove, senza uno straccio di gol da far vedere. Per chi l’anno scorso aveva preso il passo, vale anche l’ipotesi che si può non cambiare alcunché: sull’app di Dazn c’è tutto come appunto in passato. I due giganti pay, insomma, provano a chiudere un cerchio senza farsi troppo male, anzi: la Rai sconta la catastrofe azzurra e avrà solo quel Mondiale, il Terzo polo (ops) è Mediaset, che avrà una gara di Champions visibile a tutti per ogni turno, è già partita in abbondanza con la Coppa Italia e nel finale di stagione sarà protagonista, unico luogo con il grande calcio dei club visibile a tutti. 

Il campionato a Ferragosto cercando i giga sulla sabbiaFonte Repubblica.it

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