Il calcio si ferma in Uruguay, arbitri in sciopero per le troppe aggressioni

Il calcio si ferma in Uruguay, arbitri in sciopero per le troppe aggressioni

Il calcio in Uruguay, a tutti i livelli, potrebbe fermarsi. Gli arbitri del paese sudamericano, infatti, hanno annunciato lo sciopero dopo le denunce di un assistente di gara, Martin Soppi, e del fischietto Gustavo Tejera, insultati e minacciati rispettivamente in occasione delle gare del campionato d’Apertura di Primera Division, Nacional-Torque e Penarol-Danubio.

“Stop al calcio in tutte le discipline e categorie”

“Non ci presenteremo ad arbitrare fin quando non si daranno le garanzie per riprendere le attività in tutte le discipline e categorie – scrive in un comunicato l’Audaf, l’associazione degli arbitri uruguaiana -. Non tolleriamo in nessun caso altri fatti simili. AUDAF non ammette e non ammetterà alcun tipo di dichiarazione, minaccia o attacco che coinvolga i nostri associati o la nostra attività”. Una decisione che ha spinto la Federcalcio uruguaiana ad adeguarsi manifestando solidarietà nei confronti dei direttori di gara: “Visto il provvedimento adottato dall’Audaf , si comunica che tutte le discipline e le categorie Auf sono sospese fino a nuovo avviso. L’Auf rifiuta qualsiasi tipo di azione nei confronti degli attori che fanno parte dei tornei del nostro calcio uruguaiano. Lavoriamo per identificare e punire gli autori”. Nei prossimi giorni gli arbitri incontreranno i vertici del calcio per capire come ripartire in sicurezza.

Messico, pomeriggio di pura follia

La decisione arriva poche ore dopo la follia messicana, dove il campionato è stato ufficialmente sospeso dopo un pomeriggio di pura violenza. Un’invasione di campo da parte dei tifosi nel corso del secondo tempo di Queretaro-Atlas, partita del Torneo Clausura, ha costretto l’arbitro a sospendere il match, mentre sul rettangolo verde e sugli spalti succedeva di tutto. 22 persone sono rimaste ferite, 9 delle quali sono in condizioni critiche, e sembrerebbe ci siano anche delle vittime tra i 12 e i 17 anni, anche se la notizia non è stata confermata dalla Protezione civili dello stato di Queretaro. Il presidente della Lega messicana, Mikel Arriola, ha condannato gli atti come “inammissibili e deplorevoli”, promettendo “punizioni esemplari”.

Fonte Repubblica.it

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