I tre giorni di Ibrahimovic: con la sua Svezia può allontanare la Spagna dal Mondiale

Ibracadabra e puff…il sogno mondiale della Spagna rischia di svanire. La Svezia dei nostri dolori può combinarne un’altra: dopo aver costretto gli azzurri al ruolo quanto mai indesiderato di spettatori di Russia 2018, i gialli e blu hanno grandi chances di scippare il primo posto nel girone di qualificazione a Qatar 2022 a Busquets e compagni, obbligandoli a un doppio turno di spareggi.

Tutto in 180 minuti

Tutto in 180 minuti, diluiti in 77 ore o poco meno: quelle che passeranno dall’inizio di Georgia-Svezia delle 18, a Batumi, al fischio finale della sfida tra gli scandinavi e la Spagna, domenica, alle 20.45, a Siviglia. Un affare maledettamente complicato per Nazionale guidata da Luis Enrique, che ha due punti di ritardo in classifica e questa sera deve assolutamente battere ad Atene una Grecia per nulla arrendevole, perché ancora in corsa per il secondo posto nel Gruppo B. Poi, se gli svedesi faranno altrettanto con la ben più modesta Georgia, tutto si deciderà nello scontro diretto, con gli spagnoli obbligati a vincere per scavalcare i rivali in testa al Girone.

Ibra, guida tecnica e spirituale

Tra calcoli e speranze si inserisce, prepotente – come definirlo altrimenti? – il fattore Ibrahimovic. Tornato in nazionale a marzo, dopo cinque anni di assenza, il centravanti del Milan ha saltato gli Europei per l’infortunio al ginocchio ma ora è di nuovo lì, nel ruolo naturale di guida tecnica e spirituale, che già esercita in rossonero da gennaio 2020. Può gestirsi nella sfida con i georgiani, limitandosi, almeno per una parte del match, a dirigere dalla panchina i compagni, oggettivamente più forti degli avversari. Ma poi, domenica sera, vorrà assolutamente essere in campo a Siviglia. I fischi del pubblico spagnolo reagiranno con i suoi 195 centimetri di muscoli trasformandosi in energia pura, personalissima fotosintesi di un campione che ha fisicamente bisogno della sfida: “Il pubblico contro mi fa sentire vivo”, ha ammesso la sera del 31 ottobre, subito dopo la vittoria dell’Olimpico contro la Roma.

Dal prato verde al grande schermo

Comunque vadano questi 180 minuti, Ibrahimovic si prenderà tutte le attenzioni. Perché lui non conosce altre parti se non quella del protagonista, sul prato verde come sul grande schermo. Proprio oggi, nei nostri cinema, esce Zlatan, il film che ne celebra il mito. Qualcuno può mai pensare che sia solo un caso?

Fonte Repubblica.it

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